L’invecchiamento della popolazione, la domanda in crescita di specialisti per problemi legati alle problematiche delle ossa e delle articolazioni e per la riabilitazione post interventi, sempre più diffusi, hanno portato a un aumento dell’interesse da parte dei giovani per professioni quali fisioterapia e osteopatia.
Sono queste le specialità che hanno visto una vera e propria esplosione delle domande di specializzazione, oltre all’infermieristica. È quanto emerge dal numero dei candidati che oggi sostengono gli esami per l’ammissione ai 22 Corsi di Laurea per Infermieristica, Ostetricia, Fisioterapia, Tecniche di Laboratorio, Tecniche di Radiologia e altre Professioni Sanitarie nelle 41 Università statali. Oltre 68.000 candidati, hanno presentato domanda su 33.958 posti a bando.
È emerso un incremento delle candidature presentate nelle Università statali, da 57.993 dello scorso anno alle attuali 68.067, pari al +17,4%, valore parecchio più alto del +0,2% dello scorso anno. A queste si aggiungono le 9 Università non statali con altri 4.226 posti e circa 7.500 domande, numero ancora provvisorio e in crescita. Sul totale di 50 Università per i 38.184 posti a bando si registrano quindi circa 75.500 domande, pari al +17,5% di aumento di +11.233 rispetto alle 64.260 domande dello scorso anno. Analogo aumento si rileva per i posti a bando, con 1.311 pari al +3,6%, da 36.873 a 38.184.
Le professioni della salute più richieste
Infermieristica storicamente rappresenta il bacino più grande e assorbe oltre il 54% dei posti totali messi a bando. Il rapporto è molto favorevole per gli studenti: 1,1 candidati per posto. Le domande sono arrivate a quota 21.907 (su 20.672 posti), con un aumento finale del +16% registrato a ridosso della scadenza dei bandi.
Al primo posto per l’aumento del rapporto tra domanda e posti disponibili, c’è la Fisioterapia con 6,2 domande per ogni posto, con un aumento delle richieste da 20.919 a 25.146 (+20%) su 4.086 posti a bando mentre al secondo c’è la professione di Logopedista 5,0 da 5.019 a 5.707 domande (+13,7%) su 1.150 posti; al terzo sia Ostetrica 3,2 da 4.165 a 4.380 domande (+5,2%) su 1.350 posti, che Tecnico Radiologia 3,2 da 4.748 a 6.155 domande (+29,6%) su 1.949 posti; al quarto posto Dietista 2,8 da 1.764 a 1.756 domande (-0,5%) su 834 posti; al quinto Terapista Neuro e Psicomotricità Età Evolutiva 2,7 da 854 a 1.251 domande (+46,5%) su 460 posti; Igienista Dentale 2,6 da 1.951 a 2.798 domande (+43,4%) su 1.070 posti.
Seguono sotto il rapporto D/P medio di 2.0: Tecnico Neurofisiopatologia 1,6 da 249 a 351 domande su 214 posti; Podologo 1,6 da 141 a 192 domande su 123 posti; Osteopata 1,5 da 589 a 711 domande (+20,7%) su 490 posti; Tecnico Riabilitazione Psichiatrica 1,3 da 574 a 739 domande (+28,7%) su 564 posti; Tecnico Laboratorio 1,2 da 1.708 a 1.908 domande (+11,7%) su 1.652 posti; Tecnico Fisiopatologia Cardiocircolatoria 1,2 da 190 a 381 domande (+100%) su 329 posti.
Differenze territoriali
Nonostante la crescita media del 17,5% abbia toccato tutte le regioni analizzate, la possibilità di superare lo scoglio dell’ammissione non è la stessa sul territorio nazionale. La competizione varia drasticamente da nord a sud.
Il massimo incremento di domande si è registrato nelle Marche (+30,9%) da 1.110 a 1.453 su 740 posti portando il rapporto D/P a 2,0. Seguono Friuli-Venezia Giulia +28,0% da 1.214 a 1.554 su 830 posti e D/P 1,9. Campania +27,6% da 5.210 a 6.650 su 2.504 posti e D/P 2,7. Puglia +22,4% da 4.701 a 5.728 su 1.984 posti e D/P 2,9. Calabria +22,3% da 2.145 a 2.624 su 989 posti e D/P 2,7. Piemonte +19,8% da 3.733 a 4.471 su 2.003 posti a bando con rapporto D/P di 2,2.
La regione in assoluto più inaccessibile d’Italia quest’anno è la Sardegna: con 2.455 aspiranti su soli 686 posti a bando, l’isola registra un rapporto di 3,6 candidati per ogni singolo posto disponibile. Nelle regioni con i maxi-poli universitari la competizione si stabilizza su medie leggermente più basse ma sempre agguerrite: le sette università del Lazio sfiorano le 12.000 domande per 8.398 posti (rapporto 1,4), le sette della Lombardia superano le 10.500 richieste per 4.861 posti (rapporto 2,1), mentre l’Emilia-Romagna si attesta su un rapporto di 1,9. Il Veneto ha l’aumento percentuale più basso (+6,6%) e un rapporto di 1,5.
Il travaso di medicina alle professioni sanitarie
Angelo Mastrillo, Docente in Organizzazione delle Professioni Sanitarie all’Università di Bologna, spiega che la copertura reale dei posti aumenterà nei prossimi mesi a causa dello scorrimento delle graduatorie. Quest’anno i candidati per Medicina e Chirurgia sono scesi a 52.300 (-3,8% rispetto allo scorso anno), un bacino inferiore rispetto alle 75.500 domande per le Professioni Sanitarie. Molti di questi candidati a Medicina, non riuscendo a entrare, ripiegheranno fisiologicamente sulle Professioni Sanitarie, alterando le graduatorie definitive.
“Un’inversione di tendenza che ci auguriamo persista per più cicli e si attesti in modo uniforme su tutto il territorio. Oggi si raccolgono i frutti delle importanti riforme avviate con i Ministeri della Salute e della Università e Ricerca, che hanno riconosciuto la necessità di consolidare il ruolo degli infermieri a tutti i livelli – dichiara la presidente dell’Opi Napoli, Teresa Rea. “ Abbiamo molto apprezzato anche le misure messe in campo da singoli Atenei per agevolare le matricole nella fase di inserimento”.

