Il caldo elevato e assolutamente anomalo di questo maggio è in grado di mettere ko anche un campione come Jannik Sinner. Il tennista, a sorpresa, è fuori dal Roland Garros, battuto dalle temperature elevate che hanno infuocato il campo parigino.
A Parigi la temperatura è da record, ben oltre i 30° gradi, con un’afa che toglie il respiro. Sinner giocava sul Centrale nell’orario più temuto, a mezzogiorno, ed era a un passo dal traguardo, avanti 6-3 6-2 5-2 su Juan Manuel Cerúndolo, in pieno controllo. Ma ecco il tracollo.
La temperatura record gli ha provocato un malore improvviso, complicato anche da un crampo alla gamba, che si è manifestato nel giro di pochi scambi. Sinner è stato costretto a chiamare il fisioterapista e a uscire dal campo: «Devo vomitare», ha detto alla giudice di sedia. Come era già avvenuto a Roma, il caldo gli ha causato problemi allo stomaco oltre che muscolari.
Al rientro era in evidente stato di affaticamento, faceva fatica perfino a muoversi. Cerúndolo ne ha approfittato ed è riuscito a dominare il match. Il caldo ha fatto sfumare il sogno di Sinner di vincere il Roland Garros, l’unico Slam che ancora manca nel suo palmarés.
I rischi dell’attività sportiva a temperature elevate
«Il tennis è uno sport ad alto rischio quando si gioca con temperature elevate», spiega Alessandro Miani, presidente Sima (Società Italiana di Medicina Ambientale).
«I principali rischi sanitari per i giocatori sono disidratazione, squilibri elettrolitici, crampi da calore, esaurimento da calore, sincope, colpo di calore. Ma anche rabdomiolisi, danno renale acuto, riduzione della performance cognitiva e motoria, ustioni solari e rash da calore. Nel tennis, dove le partite possono durare ore, si sommano esposizione solare, sforzo intermittente ad alta intensità, superfici che accumulano calore, umidità, ridotta ventilazione e tempi di recupero spesso insufficienti».
Il New York Times ha intervistato alcuni giocatori che segnalano come, a temperature più basse, abbiano la sensazione di controllare le palle: con il caldo, questa padronanza svanisce.
Gli altri campioni colpiti dal caldo
Anche il tennista ceco Jakub Menšík ieri, dopo aver battuto Navone in cinque set, si era accasciato a terra. E prima ancora, pure Casper Ruud al primo turno ha avuto seri problemi col caldo, pur riuscendo a vincere contro Safiullin.
«Credo di aver avuto davvero un colpo di calore», aveva detto. «Avevo le vertigini e mi sentivo uno zombie. Mi era accaduto solamente una volta a Washington qualche anno fa e in quella circostanza fui costretto ad abbandonare il match. Questa volta ero avanti due a uno, quindi mi sono detto che dovevo abbassare la temperatura corporea, per fortuna ha funzionato».
Il gioco si può fermare
Le condizioni climatiche entro le quali si può proseguire una partita sono regolate dall’Extreme Weather Policy. Non si prende in considerazione la semplice temperatura ma un più complesso indice scientifico che valuta la temperatura dell’aria, l’umidità e l’esposizione al sole e al vento, in modo tale da calcolare lo stress termico sul corpo.
Se la temperatura indicata dai sensori a bordo campo raggiunge i 32.2°, il gioco deve essere interrotto in attesa di un miglioramento delle condizioni. Ma per raggiungere questa soglia, la normale temperatura dovrà alzarsi più di quanto visto in questi giorni.
La Federazione Francese ha ricordato che nessun incontro è stato mai interrotto al Roland Garros per questo motivo.
Stress da caldo per gli sportivi amatoriali
Fare attività sportiva non agonistica con temperature record espone il corpo a stress termici e fisiologici importanti. Chi pratica sport a livello amatoriale spesso non ha alle spalle lo stesso livello di acclimatazione o il monitoraggio medico costante dei campioni, il che aumenta la vulnerabilità agli effetti del caldo estremo.
Quando la temperatura esterna supera quella corporea e l’umidità è elevata, il meccanismo principale che abbiamo per raffreddarci – l’evaporazione del sudore – perde efficacia. Questo può innescare una serie di problematiche, da lievi a potenzialmente fatali.
Caldo e sport: i rischi per la salute
L’esposizione a uno sforzo fisico intenso in condizioni di caldo estremo genera un crescendo di sintomi, dai semplici crampi fino alle emergenze mediche.
Lo stress termico ha due fasi:
Esaurimento da calore. Si manifesta con sudorazione abbondante, battito cardiaco accelerato e debole, vertigini, mal di testa, nausea e pelle fredda o umida. È il segnale che il corpo sta faticando a compensare la perdita di liquidi ed elettroliti.
Colpo di calore. Rappresenta la vera emergenza medica. La temperatura corporea sale rapidamente oltre i 40°C, la pelle può apparire calda, rossa e secca (la sudorazione si interrompe), e compaiono confusione mentale, comportamento alterato o perdita di coscienza. Richiede il soccorso immediato.
Oltre a queste condizioni principali, lo sportivo amatoriale si espone a:
Disidratazione severa. La perdita massiccia di acqua e sali minerali (soprattutto sodio e potassio) riduce il volume del sangue in circolazione, alterando la pressione e aumentando l’insorgenza di crampi muscolari dolorosi.
Insufficienza cardiaca. Per dissipare il calore, il cuore deve pompare molto più velocemente e dirigere una grande quantità di sangue verso la pelle. Questo sforzo extra può sovraccaricare il sistema cardiovascolare, specialmente in soggetti che soffrono (anche senza saperlo) di ipertensione o piccole patologie cardiache.
Come proteggersi: le buone pratiche
Per non rinunciare al movimento senza correre rischi inutili, è fondamentale adattare la propria routine ai picchi di temperatura. Ecco le strategie da adottare.
Scegliere gli orari strategici. Evitare tassativamente la fascia oraria tra le 11 e le 18. Preferire l’alba o la tarda serata, quando l’irraggiamento solare è minimo.
Idratazione preventiva e costante. Non aspettare lo stimolo della sete. Bere acqua a piccoli sorsi già nelle due ore precedenti lo sforzo e integrare con soluzioni saline (con carboidrati ed elettroliti) se l’attività supera i 45 minuti.
Ridurre l’intensità. Quando il termometro segna record storici, non è il momento di cercare il proprio record personale. Ridurre il ritmo, allungare le pause all’ombra e ascoltare i minimi segnali di stanchezza inviati dal corpo.
Abbigliamento tecnico. Utilizzare tessuti leggeri, traspiranti e di colori chiari che riflettono la luce solare, senza dimenticare un cappello e la protezione solare.

