Eros Ramazzotti e l’intervento chirurgico: cos’è l’ispessimento delle corde vocali e i sintomi da non sottovalutare

Dopo l’annuncio dello stop del cantante per l’operazione di metà luglio, facciamo chiarezza sul disturbo che colpisce chi usa molto la voce (e non solo)

Eros Ramazzotti e l’intervento chirurgico: cos’è l’ispessimento delle corde vocali e i sintomi da non sottovalutare
Eros Ramazzotti in concerto a San Siro, 9 giugno 2026 (Getty Images)

La notizia è confermata ed è stata data dallo stesso artista. Subito dopo aver chiuso il suo tour negli stadi con l’ultima data a Torino, il 27 giugno, Eros Ramazzotti ha annunciato ai fan tramite i suoi canali social che dovrà fermarsi per sottoporsi a un nuovo intervento alle corde vocali a metà luglio.

Non è la prima volta che il cantante si trova ad affrontare questo tipo di problema. Già nel 2019 aveva dovuto interrompere il suo “Vita ce n’è World Tour” per operarsi per un ispessimento delle corde vocali.

«Purtroppo oggi ho avuto questa notizia, ma non mollo. A metà luglio dovrò rifare l’operazione alle corde vocali. Grazie per l’affetto, ora mi riposo», ha postato Ramazzotti su Instagram.

Dai social si apprende anche che “Una Storia Importante World Tour” riprenderà comunque ad ottobre tra USA, Canada e America Latina e nel 2027 in Europa, dai Paesi Bassi alla Svizzera, dalla Francia alla Spagna passando per la Repubblica Ceca e l’Austria.  A maggio 2027 quattro nuove date anche in Italia.

Cos’è lispessimento delle corde vocali

L’ispessimento delle corde vocali è un’alterazione strutturale benigna che colpisce il tessuto delle corde vocali (le due bande di tessuto muscolare tese all’interno della laringe), aumentandone lo spessore e la massa. Questo fenomeno altera la normale vibrazione delle corde durante il passaggio dell’aria, compromettendo la qualità della voce.

Non si tratta di una malattia specifica, ma di una risposta adattiva o patologica del tessuto a stimoli lesivi continui. Spesso rappresenta lo stadio preliminare o concomitante alla formazione di noduli, polipi o edemi.

Chi colpisce (non solo i cantanti)

L’ispessimento delle corde vocali può colpire chiunque ma mostra una spiccata incidenza in categorie specifiche, come professionisti della voce quali i cantanti (sia lirici che pop rock, come nel caso di Eros Ramazzotti), insegnanti, attori, avvocati, operatori di call center e conferenzieri. Queste figure sottopongono l’apparato fonatorio a un carico di lavoro quotidiano massiccio.

Possono essere colpiti anche fumatori e forti bevitori: l’esposizione cronica a sostanze tossiche e irritanti rende la mucosa laringea vulnerabile. Ma anche soggetti con reflusso gastroesofageo (l’acido gastrico che risale lo stomaco fino alla gola colpisce indistintamente uomini e donne di qualsiasi età) e bambini ipercinetici. Comunemente chiamati “bambini urlatori”, quest’ultimi abusano della voce durante i giochi.

Le cause dell’ispessimento

Il tessuto delle corde vocali si ispessisce generalmente come meccanismo di difesa per proteggersi da traumi meccanici o insulti chimici. L’abuso è la causa più frequente.

Parlare troppo a lungo, urlare, utilizzare tonalità non consone alla propria estensione o cantare senza una tecnica adeguata (iperfunzione muscolare) genera un microtrauma continuo sui bordi liberi delle corde vocali, che reagiscono infiammandosi e, a lungo andare, ispessendosi.

Laringiti croniche di origine batterica o virale, unite ad allergie respiratorie che costringono a raschiare continuamente la gola (tic di schiarimento), aumentano l’attrito meccanico tra le corde vocali.

I sintomi più comuni

I sintomi sono progressivi e legati al grado di ispessimento del tessuto. I segnali d’allarme più comuni sono: la disfonia persistente (raucedine), con la voce che perde la sua naturale limpidezza, diventando graffiante, roca, velata o soffiata. Se dura più di due o tre settimane, richiede sempre un controllo specialistico.

E poi affaticamento vocale (astenia fonatoria), cioè la sensazione di grande sforzo o dolore muscolare al collo anche dopo aver parlato per brevi periodi, e poi la riduzione dell’estensione vocale: per i cantanti si traduce nell’impossibilità di raggiungere le note più acute o nell’interruzione improvvisa della voce (break vocali).

Alcuni pazienti avvertono un continuo fastidio in gola (nodo), che spinge a tossire o a schiarirsi la voce, alimentando un circolo vizioso irritativo.

La terapia e il ruolo della logopedia

La terapia dipende dalla gravità dell’ispessimento. Innanzitutto si procede con il riposo vocale. Poi la cura del reflusso – nel caso sia la causa – e con l’idratazione profonda. Bere molta acqua e fare suffumigi aiuta a mantenere il muco laringeo fluido, riducendo l’attrito tra le corde.

La logopedia è il pilastro della guarigione e della prevenzione. Un logopedista guida il paziente nell’apprendimento di una corretta respirazione diaframmatica e di tecniche di emissione vocale che eliminano il sovraccarico muscolare sulla laringe. Spesso la logopedia è sufficiente a far regredire l’ispessimento iniziale.

«Un intervento precoce può aiutare i pazienti ad eliminare le abitudini vocali dannose attraverso una corretta gestione della voce, contribuendo in molti casi a una riduzione o vera e propria guarigione dalla lesione stessa», afferma la logopedista Roberta La Vela.

Che aggiunge: «Per i pazienti che hanno subito un intervento chirurgico per rimuovere una lesione cordale (canceroso o non canceroso), in questi casi l’aiuto del logopedista svolge un ruolo fondamentale nella guida del recupero e della riabilitazione della funzione vocale stessa».

Quando serve l’intervento chirurgico

La terapia chirurgica si riserva ai casi in cui l’ispessimento è ormai cronicizzato, fibrotico (quindi non risponde alla logopedia) o associato a lesioni come polipi o noduli duri.

L’intervento si esegue in microlaringoscopia diretta sotto anestesia generale, utilizzando il laser o micro-strumenti chirurgici per asportare il tessuto in eccesso risparmiando la mucosa sana.

Il post-operatorio richiede tassativamente alcuni giorni di silenzio assoluto e una successiva riabilitazione logopedica per “rieducare” la corda vocale operata.