Menopausa: insonnia e pelle, quanto calcio, distacco del vitreo

Menopausa: insonnia e pelle, quanto calcio, distacco del vitreo
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Menopausa: insonnia e pelle, quanto calcio, distacco del vitreo

È vero che se si dorme poco e male la pelle ne risente?

Uno degli effetti della menopausa, a causa del calo degli estrogeni e dell’alterazione della serotonina (l’ormone del buonumore), è l’insonnia e il sonno disturbato. Oltre alla stanchezza il giorno dopo e alla difficoltà nella capacità di concentrazione, la mancanza di riposo, ha un impatto anche sulla pelle. Le difficoltà ad addormentarsi iniziano già dopo i 30 anni e si aggravano con la fine dell’età fertile. Con il passare degli anni diminuisce la produzione dell’ormone della crescita (GH-Growth Hormone), una proteina prodotta dall’ipofisi che è determinante per la rigenerazione cellulare e di conseguenza per la qualità della pelle. Il GH è prodotto soprattutto nelle prime ore di sonno profondo, nella fase non-Rem. In questo momento l’organismo attiva un processo di rigenerazione dei tessuti e di rinnovamento cellulare. Questo ormone così importante per la sintesi del collagene ha il suo picco durante l’adolescenza e diminuisce progressivamente con l’età. A 50 anni la produzione cala di circa la metà e a 70 anni scende fino a un terzo. Il risultato è una pelle meno elastica, spenta e che tende a segnarsi facilmente. Quindi quando il sonno diventa frammentato a causa dell’alterazione della serotonina e del calo degli estrogeni, la produzione di GH diminuisce, compromettendo il processo di riparazione e rigenerazione cellulare. Pertanto dormire bene significa aiutare i processi di sintesi del collagene, fondamentale per man tenere elastica la pelle, e il turnover cellulare. Un buon riposo diventa essenziale dopo i 50 anni per rallentare l’invecchiamento cutaneo.

Menopausa: insonnia e pelle, quanto calcio, distacco del vitreo

Quanto calcio bisogna assumere?

La salute delle ossa è il risultato di un equilibrio complesso che coinvolge alimentazione, stile di vita e prevenzione. In questo contesto, calcio e vitamina D rappresentano un binomio essenziale. Nonostante la loro importanza, l’apporto di questi nutrienti risulta spesso insufficiente, con deficit che possono contribuire alla fragilità ossea e all’insorgenza di patologie correlate come l’osteoporosi che colpisce con più facilità le donne in menopausa. “L’osteoporosi è una malattia silenziosa e asintomatica, che spesso si manifesta solo quando si verifica una frattura. Per questo motivo è essenziale preservare la salute delle ossa in ogni fase della vita con calcio e vitamina D, anche se oggi riscontriamo spesso carenze in virtù di uno stile di vita sempre più sedentario e abitudini alimentari non sempre equilibrate” ha spiegato Orazio Falla, Endocrinologo e Responsabile dell’ambulatorio osteoporosi ASL Roma 5. Oltre a contribuire alla corretta mineralizzazione ossea, il calcio interviene in altre funzioni fondamentali come la contrazione muscolare, la coagulazione del sangue e la trasmissione nervosa. Poiché non viene prodotto dall’organismo, deve essere assunto attraverso la dieta o, quando necessario, tramite integrazione. Negli adulti il fabbisogno giornaliero è di circa 800/1000 mg, ma può variare in base all’età, al sesso e alle condizioni di salute: aumenta, ad esempio, negli adolescenti, negli anziani e nelle donne in gravidanza o allattamento, dove può arrivare fino a 1.200 mg al giorno. La vitamina D svolge un ruolo altrettanto cruciale e sinergico, favorendo l’assorbimento intestinale del calcio; inoltre è coinvolta nella normale funzione muscolare e del sistema immunitario, rendendo quindi importante garantirne un adeguato apporto. “Le donne in post-menopausa rappresentano una delle categorie più vulnerabili” spiega Cesare Liberali, Medico di Medicina Generale ASST Milano Ovest.  

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Mi hanno diagnosticato un distacco del vitreo, c'entra la menopausa?

La riduzione degli estrogeni in post-menopausa può influenzare la struttura del collagene e dell’acido ialuronico nel vitreo, facilitandone la disidratazione, la contrazione e il conseguente distacco dalla retina. Il corpo vitreo, detto anche umor vitreo, è una sostanza gelatinosa presente tra il cristallino e la retina, composto prevalentemente da acqua (98%), collagene di tipo 2 e acido ialuronico. È circondato da una membrana traslucida, chiamata membrana ialoide. Nel primo periodo di vita, il vitreo è completamente attaccato alla retina ma con l’invecchiamento, perde la sua consistenza gelatinosa e tende a degenerare. L’incidenza del distacco posteriore del vitreo dopo i 50 anni di età è del 53% e tra i 66 e gli 86 anni è del 66%. In menopausa ma soprattutto in post menopausa, le donne possono essere più inclini a sviluppare questa patologia, a causa della carenza di estrogeni. Nella maggior parte dei casi, le prime fasi del distacco posteriore del vitreo sono asintomatiche e non vengono rilevate clinicamente fino a quando la separazione del vitreo dai margini del disco ottico non produce sintomi. I principali sintomi sono la comparsa improvvisa di punti neri, filamenti, ragnatele e lampi di luce (flash). Non esiste un protocollo o delle regole che consentano, in assoluto, di prevenire il distacco del vitreo, in quanto si tratta di un fenomeno legato al naturale processo di invecchiamento dell’occhio. È importante attenersi ad alcune semplici raccomandazioni: Bere molta acqua, almeno 1,5-2 litri al giorno, consumare alimenti ricchi di antiossidanti e Omega 3, come frutta, verdura, pesce e noci, evitare i traumi oculari e sottoporsi a regolari controlli oculistici, segnalando tempestivamente al medico qualsiasi sintomo.