Endometriosi e fertilità: per tutelare le gravidanze oggi c’è il social freezing

L’endometriosi è una patologia in crescita, spesso diagnosticata con anni di ritardo e con un forte impatto, non solo sulla qualità della vita, ma anche sulla fertilità. Oggi a disposizione delle donne c’è uno strumento per tutelare le gravidanze future. Si chiama social freezing e qui ti diciamo a che cosa serve, quando ricorrervi, come prepararsi



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Con la consulenza della dottoressa Anna Borraccino, biologa nutrizionista, esperta in procreazione medicalmente assistita e della dottoressa Anna Morucchio, ginecologa


L’endometriosi è una patologia in forte crescita e ancora oggi troppo spesso sottodiagnosticata, con conseguenze che vanno ben oltre la sfera ginecologica. Si tratta infatti di una condizione cronica complessa che può influenzare in modo significativo la qualità della vita, il benessere psicologico e la salute riproduttiva delle donne. Secondo i dati di Epic Research, tra il 2017 e il 2024 le diagnosi sono aumentate del +32%, un segnale che riflette sì una maggiore attenzione clinica e diagnostica, ma anche una diffusione sempre più rilevante del fenomeno a livello
globale.


Endometriosi: diagnosi tardive e impatto sulla qualità della vita

Nonostante colpisca circa 1 donna su 10 in età riproduttiva, l’endometriosi resta una delle malattie più invisibili della medicina moderna. «L’endometriosi è ancora troppo spesso una patologia con un ritardo di diagnosi pari a 10 anni, quando ormai il danno fisiopatologico è già concretizzato. Stress ossidativo, infiammazione cronica e disbiosi intestinale sono coinvolti nella sua progressione fin dalle fasi precoci, e la nutrizione è uno degli strumenti più sottovalutati per intervenire su questi processi in forma preventiva per il progredire della patologia», spiega Anna Borraccino, biologa nutrizionista, esperta in procreazione medicalmente assistita e membro del comitato scientifico di Sestre. Molte donne sono quindi costrette a modificare abitudini, rinunciare ad attività personali e convivere con una qualità della vita compromessa.


Social freezing ed endometriosi, quando intervenire?

C’è un momento nella vita in cui il desiderio di maternità non è ancora un progetto concreto, ma la consapevolezza della propria fertilità inizia a bussare alla porta. Alcuni lo chiamano “orologio biologico” e in un’epoca in cui la realizzazione personale e professionale spesso sposta in avanti le lancette di questo orologio, la medicina della riproduzione offre una possibilità concreta: il social freezing, ovvero la crioconservazione degli ovociti, una tecnica di procreazione medicalmente assistita che permette a una donna di congelare i propri ovociti (meglio prima dei 35 anni). 

Quando parliamo di endometriosi, il social freezing diventa una vera strategia di tutela della salute riproduttiva. «Il motivo per cui spingo le mie pazienti a una riflessione precoce sul tema della loro fertilità risiede nella natura stessa dell’endometriosi, patologia che non si limita a causare dolore, ma consuma più rapidamente la riserva ovarica. A differenza del naturale invecchiamento biologico, l’endometriosi accelera i processi di degradazione dei follicoli attraverso un’infiammazione cronica che altera la qualità del microambiente in cui gli ovociti crescono», spiega la dottoressa Anna Morucchio, ginecologa esperta in salute femminile, fertilità, gravidanza e menopausa. «Muoversi d’anticipo, idealmente subito dopo la diagnosi o prima di entrare in sala operatoria, permette di approcciare la stimolazione con un potenziale riproduttivo integro. Questo non solo aumenta il numero di ovociti recuperabili, ma ne preserva l’integrità cellulare, la vera chiave per un futuro successo riproduttivo».


Proteggere la fertilità futura con il social freezing
È fondamentale chiarire che il social freezing non è una garanzia matematica di maternità, ma uno strumento per tutelare la fertilità futura. «È come mettere in banca cellule giovani, sottraendole al logorio del tempo e dell’infiammazione, offrendo alla donna la possibilità di tentare una gravidanza in futuro con i propri gameti, qualora la malattia dovesse compromettere la funzione ovarica naturale», sottolinea la ginecologa.

Una valutazione precoce della paziente con endometriosi è cruciale: «Nella paziente con endometriosi la valutazione dovrebbe essere presa in considerazione precocemente, soprattutto in presenza di condizioni cliniche che possono accelerare la riduzione della riserva ovarica. I fattori che incidono maggiormente sono: età della paziente, in particolare dopo i 35 anni; AMH e conta dei follicoli antrali, contestualizzando la presenza di endometriomi ovarici, soprattutto se bilaterali o di dimensioni rilevanti; pregressi interventi chirurgici ovarici; desiderio riproduttivo differito nel tempo; storia di infertilità o dolore pelvico severo con possibile indicazione chirurgica», spiega la biologa.


Come preparare il corpo al prelievo

«Congelare gli ovociti non è un atto puramente meccanico. L’endometriosi genera un ambiente pelvico ostile, e per questo la preparazione biologica diventa fondamentale. Prima del prelievo consiglio sempre un protocollo di supporto nutraceutico specifico, perché un corpo ben nutrito e supportato da sostanze antiossidanti risponde meglio alla stimolazione, producendo ovociti di qualità superiore», spiega la dottoressa Morucchio. «Un approccio integrato che prenda in considerazione anche un percorso nutrizionale e una corretta integrazione nutraceutica consente di ottimizzare la qualità degli ovociti crioconservati», conclude la biologa Borraccino.


Affrontare l'endometriosi con consapevolezza
Accanto alla ricerca, resta fondamentale il lavoro di sensibilizzazione per aumentare la consapevolezza su una patologia ancora troppo spesso sottovalutata. L’aumento delle diagnosi, la crescente attenzione scientifica e l’introduzione di strumenti come il social freezing stanno cambiando il modo in cui l’endometriosi e il tema della fertilità vengono affrontati. La sfida resta ancora aperta: ridurre i tempi diagnostici, migliorare i percorsi di cura e garantire a ogni donna la possibilità di scegliere il proprio futuro riproduttivo senza tabù.


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