Curarsi con la crioterapia

Podcast Curarsi con la crioterapia
I primi ad averla scoperta sono i campioni dello sport, poi poco per volta anche ha conquistato chiunque abbia bisogno di recuperare dopo un infortunio e combattere malattie croniche degenerative. È la crioterapia sistemica: consiste nell’esporre il corpo per non più di tre minuti a temperature estreme, comprese tra i 120 e i 160 gradi sotto zero. Avete capito bene: una sorta di congelamento temporaneo. Lo utilizzano diverse squadre di calcio, proprio per arrestare subito il rischio che un infortunio in campo o in allenamento di un giocatore si prolunghi troppo nel tempo. La crioterapia è usata però anche per recuperare in tempi brevi dagli sforzi intensi e potenziare la preparazione. Ma come funziona? Il freddo intenso a cui viene sottoposta la parte stimola la produzione di sostanze antidolorifiche e antinfiammatorie (come endorfine e citochine), rilassa i muscoli e riattiva la circolazione favorendo l’eliminazione delle tossine e la riduzione dei gonfiori. Per il recupero post-allenamento basta una seduta, negli altri casi i benefici si vedono già dopo 3-4 sessioni, e si consolidano dopo una decina, fatte nell’arco di una-due settimane, al costo indicativo di 50 € l’una, compresa visita medica iniziale e mezz’ora di palestra dopo ogni seduta. Ma questa terapia del freddo si sta dimostrando efficace anche contro le malattie croniche come la fibromialgia: infatti blocca momentaneamente i recettori periferici del dolore e rallenta la trasmissione della sensazione dolorosa al cervello. Inoltre, stimola la produzione di betaendorfine, antidolorifici naturali che migliorano anche l’umore.  Un recente studio dell’Università di Milano ha fatto registrare, su 100 persone afflitte da fibromialgia sottoposte a 15 sedute di crioterapia in aggiunta alle normali cure farmacologiche, una remissione dei sintomi dolorosi del 70% per circa 7 mesi, un anno. La crioterapia si è rivelata utile anche come supporto alla riabilitazione per persone che soffrono di Parkinson e sclerosi multipla, per mantenere il più a lungo possibile le funzioni motorie. Il rilassamento muscolare che deriva dalle basse temperature aiuta infatti ad avere movimenti fluidi e quindi a eseguire in modo più efficace gli esercizi riabilitativi.