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ACIDO URSOD AURO20CPS 300MG

AUROBINDO PHARMA ITALIA Srl

Principio attivo: ACIDO URSODESOSSICOLICO

€5,24
prezzo indicativo
ATC: A05AA02 Descrizione tipo ricetta:
RR - RIPETIBILE 10V IN 6MESI
Presenza Glutine:
Classe 1: A Forma farmaceutica:
CAPSULE RIGIDE
Presenza Lattosio:

Adulti Alterazioni qualitative e quantitative della funzione biligenetica, comprese le forme di bile sovrasatura in colesterolo, per opporsi alla formazione di calcoli di colesterolo o per realizzare condizioni idonee allo scioglimento se sono già presenti calcoli radiotrasparenti: in particolare calcoli colecistici in colecisti funzionante e calcoli nel coledoco residuanti e ricorrenti dopo interventi sulle vie biliari. Dispepsie biliari. Popolazione pediatrica Patologie epatobiliari associate a fibrosi cistica in bambini da 6 anni fino a 18 anni.

Scheda tecnica (RCP) Eccipienti:

L’acido ursodesossicolico non deve essere somministrato in concomitanza con colestiramina, colestipolo o antiacidi contenenti idrossido di alluminio e/o smectite (ossido di alluminio), poiché questi preparati si legano all’acido ursodesossicolico nell’intestino, inibendone l’assorbimento e l’efficacia. Qualora fosse necessario utilizzare un preparato contenente una di queste sostanze, dovrà essere assunto almeno 2 ore prima o dopo rispetto all’acido ursodesossicolico. L’acido ursodesossicolico può influire sull’assorbimento della ciclosporina da parte dell’intestino. Nei pazienti in trattamento con ciclosporina è dunque necessario che il medico verifichi le concentrazioni ematiche di questa sostanza e che corregga, se necessario, la dose di ciclosporina. In casi isolati l’acido ursodesossicolico può ridurre l’assorbimento della ciprofloxacina. In uno studio clinico in volontari sani, l’uso concomitante di acido ursodesossicolico (500 mg/giorno) e rosuvastatina (20 mg/giorno) ha portato a livelli plasmatici lievemente elevati di rosuvastatina. La rilevanza clinica di questa interazione, anche per quanto riguarda le altre statine, non è nota. È stato dimostrato che in volontari sani, l’acido ursodesossicolico riduce le concentrazioni plasmatiche di picco (Cmax) e l’area sottesa alla curva (AUC) dell’antagonista del calcio nitrendipina. Si raccomanda un attento monitoraggio dell’esito dell’uso concomitante di nitrendipina e acido ursodesossicolico. Può essere necessario un aumento della dose di nitrendipina. È stata inoltre riportata un’interazione associata ad una riduzione dell’effetto terapeutico del dapsone. Queste osservazioni, unitamente ai risultati emersi in vitro, potrebbero indicare una potenziale induzione da parte dell’acido ursodesossicolico degli enzimi del citocromo P450 3A. Tuttavia, non si è osservata induzione in uno studio ben disegnato di interazione con budesonide, un noto substrato del citocromo P450 3A. Ormoni estrogeni, contraccettivi ormonali, alcuni ipolipemizzanti e agenti ipocolesterolemizzanti sierici come il clofibrato aumentano la secrezione di colesterolo epatico e possono pertanto favorire la litiasi biliare, che rappresenta un effetto che contrasta l’azione di scioglimento dei calcoli dell’acido ursodesossicolico. Evitare l’associazione con farmaci potenzialmente epatolesivi.

Scheda tecnica (RCP) Composizione:

Una capsula rigida contiene: Principio attivo: Acido Ursodesossicolico (UDCA) mg 300 Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

Controindicazioni

L’acido ursodesossicolico non deve essere utilizzato nei pazienti con: - Ipersensibilità al principio attivo, agli acidi biliari o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - Infiammazione acuta della colecisti o del tratto biliare. - Occlusione del tratto biliare (occlusione del dotto biliare comune o di un dotto cistico). - Episodi frequenti di colica biliare. - Calcoli biliari calcificati radio-opachi. - Compromessa contrattilità della colecisti. - Ulcera gastrica o duodenale in fase attiva. Popolazione pediatrica Portoenterostomia non riuscita o senza recupero del regolare flusso della bile in bambini con atresia biliare.

Posologia

Posologia Adulti Nell’uso prolungato per ridurre le caratteristiche litogene della bile, la posologia media giornaliera è di 5-10 mg/kg; nella maggior parte dei casi la posologia giornaliera risulta compresa fra 300 e 600 mg al giorno (dopo o durante i pasti e la sera); per mantenere le condizioni idonee allo scioglimento dei calcoli già presenti, la durata del trattamento deve essere almeno 4-6 mesi, fino anche a 12 o più, e deve essere proseguita per 3-4 mesi dopo la scomparsa radiologica od ecografica dei calcoli stessi. Il trattamento non deve comunque superari i 2 anni. Nelle sindromi dispeptiche sono sufficienti dosi di 300 mg al giorno, suddivise in 2-3 somministrazioni. Le dosi possono essere modificate a giudizio del medico. Popolazione pediatrica Bambini con fibrosi cistica da 6 anni fino ai 18 anni: 20 mg/kg/giorno suddivisi in 2-3 dosi, con un ulteriore aumento a 30 mg/kg/giorno se necessario.

Avvertenze e precauzioni

L’acido ursodesossicolico deve essere assunto sotto supervisione medica. Nei pazienti con coliche biliari frequenti, con infezioni biliari, con gravi alterazioni pancreatiche o con affezioni intestinali che possono alterare la circolazione enteroepatica degli acidi biliari (resezione e stomia dell’ileo, ileite regionale, ecc.) è consigliabile evitare l’uso della sostanza.Iniziando trattamenti dissolutori a lungo termine è opportuno effettuare un controllo preliminare delle transaminasi e della fosfatasi alcalina. Il presupposto per instaurare un trattamento calcololitico con acido ursodesossicolico è rappresentato dalla natura colesterolica dei calcoli stessi; un indice attendibile in tal senso è rappresentato dalla loro radiotrasparenza. Nei primi tre mesi di trattamento i parametri di funzionalità epatica AST (SGOT), ALT (SGPT) e g-GT devono essere monitorati dal medico ogni 4 settimane e successivamente ogni 3 mesi. Questo monitoraggio, oltre a consentire l’identificazione dei pazienti responsivi e dei pazienti non responsivi tra quelli trattati per cirrosi biliare primaria, consente anche l’individuazione precoce di un potenziale deterioramento epatico, in particolare in pazienti che presentano cirrosi biliare primaria di grado avanzato. Utilizzo per lo scioglimento di calcoli di colesterolo Per valutare il progresso terapeutico e per rilevare tempestivamente un’eventuale calcificazione dei calcoli, a seconda della dimensione del calcolo si dovrà visualizzare la colecisti (colecistografia orale) con una vista panoramica e con viste dell’occlusione in posizione eretta e supina (controllo ecografico) 6-10 mesi dopo l’avvio del trattamento. Nei pazienti in trattamento per la dissoluzione di calcoli biliari è opportuno verificare l’efficacia del medicamento mediante esami colecistografici o ecografici ogni 6 mesi. Se non è possibile visualizzare la colecisti con immagini radiografiche, o in caso di calcoli calcificati, compromessa contrattilità della colecisti o frequenti episodi di coliche biliari, l’acido ursodesossicolico non deve essere utilizzato. Le pazienti che assumono acido ursodesossicolico per lo scioglimento di calcoli devono utilizzare un metodo contraccettivo efficace non ormonale, in quanto i contraccettivi ormonali possono aumentare la litiasi biliare (vedere paragrafi 4.5 e 4.6). Utilizzo per il trattamento della cirrosi biliare primaria in stadio avanzato In casi molto rari è stato osservato scompenso della cirrosi epatica, regredito parzialmente dopo l’interruzione del trattamento. In pazienti con PBC (cirrosi biliare primaria), in rari casi all’inizio del trattamento i sintomi clinici possono peggiorare, ad esempio può aumentare il prurito. In tale caso la dose di acido ursodesossicolico deve essere ridotta a 1 capsula da 225 mg di acido ursodesossicolico al giorno e in seguito aumentata nuovamente in maniera graduale come descritto nel paragrafo 4.2. I calcoli biliari che presentano più elevata probabilità di dissoluzione sono quelli di piccole dimensioni in colecisti funzionante; l’avvenuta desaturazione della bile in colesterolo rappresenta un utile elemento di previsione per un buon esito del trattamento, ma non è determinante, dato che la dissoluzione può avvenire anche per un processo fisico di formazione di cristalli liquidi indipendente dallo stato di saturazione. In presenza di diarrea la dose deve essere ridotta e in caso di diarrea persistente la terapia deve essere interrotta.

Interazioni

L’acido ursodesossicolico non deve essere somministrato in concomitanza con colestiramina, colestipolo o antiacidi contenenti idrossido di alluminio e/o smectite (ossido di alluminio), poiché questi preparati si legano all’acido ursodesossicolico nell’intestino, inibendone l’assorbimento e l’efficacia. Qualora fosse necessario utilizzare un preparato contenente una di queste sostanze, dovrà essere assunto almeno 2 ore prima o dopo rispetto all’acido ursodesossicolico. L’acido ursodesossicolico può influire sull’assorbimento della ciclosporina da parte dell’intestino. Nei pazienti in trattamento con ciclosporina è dunque necessario che il medico verifichi le concentrazioni ematiche di questa sostanza e che corregga, se necessario, la dose di ciclosporina. In casi isolati l’acido ursodesossicolico può ridurre l’assorbimento della ciprofloxacina. In uno studio clinico in volontari sani, l’uso concomitante di acido ursodesossicolico (500 mg/giorno) e rosuvastatina (20 mg/giorno) ha portato a livelli plasmatici lievemente elevati di rosuvastatina. La rilevanza clinica di questa interazione, anche per quanto riguarda le altre statine, non è nota. È stato dimostrato che in volontari sani, l’acido ursodesossicolico riduce le concentrazioni plasmatiche di picco (Cmax) e l’area sottesa alla curva (AUC) dell’antagonista del calcio nitrendipina. Si raccomanda un attento monitoraggio dell’esito dell’uso concomitante di nitrendipina e acido ursodesossicolico. Può essere necessario un aumento della dose di nitrendipina. È stata inoltre riportata un’interazione associata ad una riduzione dell’effetto terapeutico del dapsone. Queste osservazioni, unitamente ai risultati emersi in vitro, potrebbero indicare una potenziale induzione da parte dell’acido ursodesossicolico degli enzimi del citocromo P450 3A. Tuttavia, non si è osservata induzione in uno studio ben disegnato di interazione con budesonide, un noto substrato del citocromo P450 3A. Ormoni estrogeni, contraccettivi ormonali, alcuni ipolipemizzanti e agenti ipocolesterolemizzanti sierici come il clofibrato aumentano la secrezione di colesterolo epatico e possono pertanto favorire la litiasi biliare, che rappresenta un effetto che contrasta l’azione di scioglimento dei calcoli dell’acido ursodesossicolico. Evitare l’associazione con farmaci potenzialmente epatolesivi.

Effetti indesiderati

La valutazione degli effetti indesiderati è basata sui seguenti intervalli di frequenza: Molto comune (≥1/10), Comune (≥1/100, <1/10), Non comune (≥1/1.000, <1/100), Rara (≥1/10.000, <1/1.000), Molto rara / Non conosciuta (<1/10.000 / non può essere stimata dai dati disponibili). Patologie gastrointestinali Negli studi clinici sono state comuni le segnalazioni di feci pastose o diarrea durante la terapia con acido ursodesossicolico. Molto raramente durante il trattamento della cirrosi biliare primaria è stato riscontrato grave dolore addominale nel quadrante superiore destro. Patologie epatobiliari Durante il trattamento con acido ursodesossicolico in casi molto rari può verificarsi la calcificazione dei calcoli biliari. Durante la terapia della cirrosi biliare epatica primaria in stadio avanzato, in casi molto rari è stato osservato scompenso della cirrosi epatica, regredito parzialmente dopo l’interruzione del trattamento. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Molto raramente può verificarsi orticaria. Solo occasionalmente sono state riscontrate irregolarità dell’alvo, che generalmente scompaiono proseguendo il trattamento. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza Non esistono o sono limitati, i dati con l’uso dell’acido ursodesossicolico in donne in gravidanza. Studi condotti sull’animale hanno mostrato tossicità riproduttiva durante la fase iniziale della gestazione (si veda paragrafo 5.3). L’acido ursodesossicolico non deve essere usato in gravidanza se non strettamente necessario. Le donne potenzialmente fertili devono essere trattate soltanto se utilizzano un metodo di contraccezione affidabile; si raccomandano contraccettivi orali non ormonali o a basso contenuto di estrogeni. Tuttavia i pazienti in terapia con acido ursodesossicolico per lo scioglimento dei calcoli, devono utilizzare un efficace metodo contraccettivo non ormonale, poiché i contraccettivi ormonali orali possono aumentare la litiasi biliare. Prima di iniziare il trattamento si deve escludere la possibilità di una gravidanza in atto. Allattamento In base a limitati casi documentati di donne che allattano al seno, i livelli di acido ursodesossicolico nel latte materno sono molto bassi e probabilmente non sono da attendersi reazioni avverse in bambini allattati al seno. Fertilità Studi su animali non hanno mostrato alcuna influenza dell’acido ursodesossicolico sulla fertilità (si veda paragrafo 5.3). Non sono disponibili dati sull’uomo relativi agli effetti sulla fertilità in seguito a trattamento con acido ursodesossicolico.

Conservazione

A temperatura ambiente secondo F.U.

Farmaci

DOC GENERICI Srl

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PRINCIPIO ATTIVO: ACIDO URSODESOSSICOLICO

PREZZO INDICATIVO:5,77 €

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