Ti senti “esaurita” ancora prima che inizi la giornata, con l’agenda che scoppia di impegni e la sensazione di non riuscire ad arrivare fino in fondo? Tutto si fa ancor più soverchiante con la ripresa del lavoro, a settembre, al rientro dopo le vacanze. Eppure, l’aiuto giusto per tagliare il traguardo finale senza affanni c’è, e te lo fornisce direttamente la natura. Ecco le piante per riportare in asse mente e cuore.
Piante adattogene per ricaricarsi di energia
«A differenza dei farmaci di sintesi, le piante adattogene non agiscono su un singolo sintomo, ma esercitano un’azione normalizzante globale sull’intero organismo», afferma il dottor Gianfranco Trapani, medico pediatra, Direttore didattico Scientifico della Scuola triennale Accreditata in Fitoterapia Regione Lazio (Decr. G04706), autore di Vivere bene con le piante antistress (ed. Gribaudo, 9,90 €).
«Invece di “spegnere” forzatamente il segnale d’allarme, lavorano stimolando le funzioni fisiologiche naturali, come il sistema nervoso e immunitario, favorendo l’autoregolazione senza sopprimere le reazioni del corpo. Inoltre, presentano un profilo di effetti collaterali ridotto e migliorano la velocità di recupero fisico e mentale». Leggi e scopri le scelte top.

Camomilla, il rimedio di pronto impiego
Se pensi che la camomilla serva soltanto a conciliare il sonno, preparati a ricrederti. E a scegliere anche la formulazione giusta: «Le evidenze scientifiche dimostrano che l’estratto secco possiede un’efficacia terapeutica contro i disturbi d’ansia superiore a quella di un semplice infuso», spiega Gianfranco Trapani.
Perché funziona. Uno dei componenti della camomilla, l’apigenina, si lega ai recettori del cervello producendo un effetto calmante che riduce in modo significativo l’agitazione e i sintomi della depressione lieve legata allo stress. «Studi clinici indicano una riduzione dei punteggi nelle scale dell’ansia paragonabile a quella di alcuni farmaci di sintesi, ma con una tollerabilità decisamente superiore», rimarca l’esperto. Non solo: oltre a calmare i pensieri, la camomilla è fondamentale per gestire la somatizzazione che colpisce la pancia: «Esercita un’azione antispastica sulla muscolatura liscia di stomaco e intestino, contribuendo così a sciogliere nodi e crampi addominali», aggiunge il medico.
Il dosaggio. «300 mg di estratto secco, tre volte al giorno, ma attenzione all’effetto paradosso: in chi è sensibile o in caso di abuso, può scatenare insonnia, agitazione e nausea», specifica Trapani. «Se invece preferisci la gestualità della tazza calda, usa 15 g di fiori secchi in 500 ml d’acqua per 15 minuti. Ma l’estratto secco standardizzato resta la scelta migliore».
Bacopa, per ritrovare il tuo “focus”
Ti capita di leggere una pagina e non ricordare nulla, o avere quella fastidiosa sensazione di “nebbia cognitiva”? Probabilmente è il segnale che hai il cervello saturo: in questo caso, la regina è la La Bacopa monnieri.
Perché funziona. «La pianta agisce attraverso i bacosidi, principi attivi che favoriscono la riparazione dei neuroni danneggiati e proteggono il cervello dallo stress ossidativo. È l’alleata strategica se senti che la tua lucidità viene compromessa dalle tensioni: ti aiuta a mantenere un’attenzione vigile e una memoria scattante senza causare quella fastidiosa sovraeccitazione tipica degli stimolanti classici. Proprio per questo, è indicata in disturbi della memoria, perdita di concentrazione e rallentamento cognitivo», sottolinea l’esperto; tutte situazioni tipiche di chi è sottoposto a uno sforzo mentale eccessivo.
Il dosaggio. «Assumi 100-200 mg di estratto secco, per due volte al giorno». Per quanto riguarda gli effetti collaterali è sicura: «Ma assunta a stomaco vuoto può causare lievi disturbi gastrointestinali come nausea o crampi addominali», avverte l’esperto. Non aspettarti però un effetto istantaneo: «Per osservare benefici concreti serve un trattamento costante. Gli effetti tendono a stabilizzarsi dopo circa sei mesi di uso continuativo», conclude il pediatra.

Biancospino, lo scudo per il cuore
Lo stress ha deciso di bussare al tuo petto con tachicardia, palpitazioni oppure una sensazione di “fame d’aria? «Il biancospino è il rimedio specifico in caso di pressioni mentali che si manifestano con sintomi al petto», spiega Trapani.
Perché funziona. Se usato bene, il biancospino è un custode prezioso che impedisce alle emozioni forti di sovraccaricare il cuore, restituendo un respiro calmo e regolare. «Agisce stabilizzando il ritmo cardiaco e “riducendo l’eccitabilità del miocardio», afferma l’esperto, aiutando anche il sangue a scorrere meglio nelle coronarie. Inoltre, anche se è privo di un’azione sonnifera, «induce un rilassamento profondo che facilita il sonno e riduce l’ansia generalizzata», intervenendo proprio sulla centralina del tuo battito».
Il dosaggio. «Quello terapeutico è 400 mg di estratto secco, tre volte al giorno prima dei pasti», afferma l’esperto, anche per periodi lunghi fino a sei mesi. Attenzione però: «Prima di iniziare il fai-da-te è importante chiedere una consulenza medica, perché il biancospino può provocare cali pressori eccessivi o rallentare troppo il battito, controindicazioni che riguardano principalmente chi soffre già di frequenza cardiaca bassa o ipotensione marcata», avverte l’esperto.

Rodiola, il carburante quando sei svuotata
Ci sono periodi in cui non sei solo stressata, ti senti proprio “sfinita”. È l’esaurimento fisico e mentale che ti toglie ogni spinta. In questi casi largo alla Rhodiola rosea: «È considerata l’adattogeno più completo per eccellenza», afferma Trapani, ideale quando la stanchezza diventa cronica. Ed è la pianta d’elezione per prevenire o trattare il burnout, quella sensazione di essere “spenta” dalle troppe responsabilità.
Perché funziona. «Migliora la resistenza dell’organismo alla fatica, aumentando la capacità di lavoro e la lucidità mentale anche in condizioni di forte pressione. Merito della sua capacità di “ottimizzare” i livelli di serotonina e dopamina nel cervello e favorire la produzione di ATP, la “moneta energetica” cellulare», afferma Trapani.
Il dosaggio. «Suggerisco 200-300 mg di estratto secco, due volte al giorno, preferibilmente al mattino e a metà giornata», consiglia il medico. Attenzione però: proprio perché la sua azione è corroborante, la rodiola potrebbe disturbare il sonno, perciò meglio evitare di prenderla la sera. E gli effetti collaterali? «Da evitare in gravidanza e allattamento, è un rimedio sicuro che aiuta a ripristinare le riserve energetiche senza dare quel fastidioso senso di “nervosismo” che spesso lasciano la caffeina o altri eccitanti», rassicura l’esperto, che conclude con un piccolo monito etico: «la Rodiola è a rischio estinzione, quindi scegli sempre prodotti certificati da coltivazioni controllate».
In farmacia sicurezza e qualità
«La qualità di una pianta è determinante perché funzioni», afferma Trapani, ma lo sono anche altre caratteristiche: «La standardizzazione, per esempio, è fondamentale: un estratto deve contenere una percentuale minima garantita del principio attivo (come i bacosidi o l’apigenina), così come un metodo di essiccazione errato può distruggere le molecole sensibili, rendendo il prodotto inutile.
Diffida delle offerte troppo economiche online ed evita etichette generiche che non indicano la provenienza. Inoltre, privilegia gli estratti secchi nebulizzati e fatti sempre guidare da farmacisti o medici. Comprare affidandoti a canali sicuri come la farmacia o l’erboristeria ti garantisce un prodotto privo di contaminanti e con concentrazioni davvero efficaci per la tua salute».

