C’è chi viaggia per vedere dal vivo gli atleti delle Olimpiadi e dei Mondiali, chi si iscrive a una maratona per visitare la capitale che la ospita e chi in vacanza divide il tempo tra surf e padel. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo il 10% della spesa mondiale destinata ai viaggi prevede itinerari sportivi, e si arriverà al 20% nei prossimi cinque anni.
Ma per unire il desiderio di muoversi a quello di scoprire nuovi luoghi non occorre percorrere tanti chilometri. Il nostro paese è pieno di destinazioni che offrono la possibilità di allenarsi, un gradino alla volta. Sì, perché in tante località le scale sono parte del paesaggio urbano e offrono meno folla, più silenzio e panorami inediti.
Ecco 4 mete belle saliscendi per un viaggio su è giù per le scale.
Bergamo
Tra giardini fioriti, palazzi e mura antichissime

Un’alternativa alla funicolare che a Bergamo porta i turisti fino alla Città Alta e che, a volte, li mette in una lunga coda ad aspettare, è salire i gradini che portano al castello di San Vigilio. ll percorso completo dura un’ora e mezza, con un dislivello di 300 metri e 700 gradini. Ma la ricompensa è grande perché le scalette medioevali sono delimitate da muretti a secco, attraversano orti terrazzati e giardini di ville nobiliari.
Si può partire proprio dalla stazione della funicolare e prendere la Salita della Scaletta che raggiunge la Porta di San Giacomo. Da qui si prende via delle Tre Armi, l’antica strada di ronda per la difesa della città, e poi quella delle mura veneziane, 6 chilometri di bastioni costruiti nel 1561 dalla Serenissima. La strada conduce a via degli Orti, splendido balcone su giardini e frutteti terrazzati, e a via Canale. Con la scaletta dello Scorlazzino si raggiunge infine la Città Alta.

Chi ha ancora gambe e fiato può proseguire per la salita dello Scorlazzone, 162 gradini impegnativi ma scenografici che portano ai torrioni e ai cunicoli sotterranei del Castello di San Vigilio. Qui la vista abbraccia la Val Seriana, le Orobie, il Resegone e il Monastero di Astino.
Il consiglio in più. In Città Alta, proprio accanto alla porta di Sant’Alessandro, tra i banchi della Pasticceria Marianna è stato inventato il gusto di gelato stracciatella. A 5 minuti da qui la casa natale del compositore Gaetano Donizzetti è aperta al pubblico.
Como
Il belvedere sul lago a due passi dalla Svizzera

Un tempo veniva percorsa dai contrabbandieri: i cosiddetti “Spalloni” andavano e venivano dalla Svizzera per scambiare farina e uova con sigarette e cioccolato, mentre oggi è diventato uno dei tratti più panoramici sul lago di Como. Parliamo della Scala del Paradiso, 900 gradini che tagliano il parco Spina Verde, che sono spesso coperti di foglie e perciò richiedono scarpe tecniche.
Per l’escursione potrai seguire un percorso ad anello di 5 chilometri e mezzo, con 350 metri di dislivello, che in un paio d’ore parte, e torna, al parcheggio di via Stefano Franscini a Como (ci sono altre strade con questo nome a cavallo del confine, quella giusta è prima della dogana, in Italia). La scala immersa nella vegetazione rigogliosa ti condurrà a un bivio, da cui parte un secondo tratto.

Preso il sentiero a sinistra, sali fino al Pin Umbrela, il belvedere che si affaccia su buona parte del ramo occidentale del lago. Una piccola deviazione, a metà cammino, ti farà scoprire persino un ponte tibetano. Verso la fine della scalinata, troverai il Fortino del Monte Sasso, a poche centinaia di metri dal confine svizzero. Risale alla Grande Guerra ed è circondato da gallerie, ricoveri e trincee.
Il consiglio in più. Nella frazione Cavallasca, vicina al parco della Spina Verde, merita una visita la seicentesca Villa Imbonati. All’esterno aiuole e fontane, all’interno soffitti a cassettoni e affreschi che nascondono simboli esoterici e messaggi allegorici. Tutto per impressionare intellettuali come Cesare Beccaria e Alessandro Manzoni che a Carlo Imbonati, compagno della madre, dedicò un poema.
Da Scala ad Atrani
Gradino dopo gradino, in Costiera amalfitana

Scala, il paese più antico della costiera perché qui si insediarono i primi naufraghi romani diretti a Costantinopoli, è il punto di partenza ideale per una panoramica discesa che porta, tra terrazzamenti di ulivi e vigne, fino ai vicoli imbiancati del centro di Atrani. Percorrendo le gradinate di pietra che costeggiano il torrente Dragone, ti ritroverai immersa nella natura, con la vista che spazia su antichi mulini.
Infine, ti addentrerai nei vicoli imbiancati che annunciano il borgo di Atrani e che hanno ispirato gli spazi impossibili e le scale infinite di Maurits Cornelis Escher. L’artista olandese, abituato ai paesaggi piatti della sua terra, rimase così colpito dal saliscendi della costiera amalfitana da dedicarle varie opere. Dopo un’ora di cammino, i gradini sbucano in una piazzetta dove la tua giusta ricompensa sarà una sfogliatella calda al bar.
Il consiglio in più. Sopra Scala, paesino a metà strada tra il centro storico di Ravello e piazza Fontana Moresca, c’è una chiesa rupestre costruita in una grotta calcarea (un piccolo tunnel percorribile passa proprio dietro l’abside). Si tratta della Madonna dell’Ospedale, protagonista di una xilografia di Escher.
Napoli
Infinite scale, tra certose, monumenti storici e skyline sul Vesuvio

“Napule è tutta rampe, scalinate, scale, gradune, grade, gradiatelle, sagliute, scese…” così descriveva la sua città il poeta Carlo Bernari. E, in effetti, ci sono più di 200 percorsi, 135 scale e 69 gradinate a disposizione di chi vuole guardare il Golfo dall’alto. Uno degli itinerari più suggestivi è quello che segue la Scala del Petraio e che, in 503 gradini costruiti tra Cinquecento e Seicento, scende dalla collina del Vomero fino a corso Vittorio Emanuele e al quartiere di Chiaia.
Le rampe partono dalla Certosa di San Martino, in via Caccavello, e tra ville Liberty, balconi fioriti e panni stesi raggiungono le chiese, i chiostri e i giardini pensili del Complesso monastico di Suor Orsola Benincasa. Da qui, se vorrai bruciare altre calorie, potrai proseguire verso la Salita della Pedamentina che in 414 scalini riporta alla Certosa di San Martino e regala un panorama indimenticabile non solo sul Golfo ma anche sul centro storico, con vista sulla basilica di Santa Chiara e sull’inconfondibile vialone chiamato Spaccanapoli.
Il consiglio in più. Tra le nuove stazioni della metropolitana, vere opere d’arte contemporanea, si distingue quella di Chiaia. Progettata dall’architetto napoletano Uberto Siola, è stata arricchita dall’intervento del regista Peter Greenaway. La rampa elicoidale e gli spazi rosso fuoco regalano l’emozione di fare un viaggio mitico dall’Olimpo all’Ade.

