Ritocchini, i nuovi trend: botulino e filler per un effetto ultranaturale

Il vero lusso è concedersi qualche filler o seduta di botulino, non per stravolgere i lineamenti ma per conquistare un aspetto fresco e riposato. L’esperto ci guida alla scoperta dei nuovi trend

Ritocchini, i nuovi trend: botulino e filler per un effetto ultranaturale
Foto: iStock

Sublimare i tratti del viso, cancellare rughe e segni di cedimento, ripristinare i volumi dell’età giovanile, appiattiti dal passare del tempo. Un sogno alla portata di tutte le donne che desiderano un aspetto più fresco e perciò puntano sulle star della medicina estetica: botulino e filler. Due trattamenti in costante evoluzione, per stare al passo con i tempi e guidare i nuovi canoni della bellezza. Per scoprire le novità emergenti, abbiamo intervistato il dottor Sergio Marlino, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica a Napoli.

Com’è cambiata la tossina botulinica negli ultimi anni?

«Oggi non è impiegata solo per il terzo superiore del volto, costituito da fronte, glabella (la zona tra le sopracciglia) e “zampe di gallina”, ma anche per tutto il resto del viso e del décolleté. Con risultati molto naturali se non si calca la mano fino a far perdere espressività. Il raggio d’azione della tossina botulinica comprende anche il naso, per eliminare le cosiddette Bunny lines (piccole pieghe o rughe di espressione che si formano sul dorso), il “codice a barre” che taglieggia il labbro superiore, le “rughe della marionetta”, che scendono ai lati della bocca, nonché l’angolo mandibolare che viene ridefinito.

Va inoltre detto che il botulino è efficace contro il bruxismo sia perché indebolisce il muscolo massetere, riducendo il digrignamento, sia perché addolcisce una mandibola diventata troppo tesa e pronunciata proprio in seguito a questo disturbo.

Vera e propria innovazione è il RelabotulinumtoxinA, in cui la tossina botulinica si presenta già diluita, in acqua sterile, nella giusta concentrazione. Fatto che solleva il medico dal compito di dover diluire la polvere al momento, con il rischio di non ottenere la concentrazione standard ottimale perché i passaggi a mano si prestano più facilmente agli errori. Questa nuova formulazione liquida pronta per l’uso ha inoltre il vantaggio di agire nell’arco di 24-48 ore (contro i 5-7 giorni dei classici prodotti) e di garantire un effetto antirughe più duraturo: fino a 6 mesi, contro una media di 4 mesi».

Quali sono i rischi del botulino, se usato da mani inesperte?

«Innanzitutto tengo a precisare che la tossina botulinica è un farmaco a tutti gli effetti, e ha un alto profilo di sicurezza dovuto al fatto che viene sottoposta a tutti i test e gli studi clinici previsti per le molecole farmacologiche. Eventuali effetti collaterali sono dovuti a imperizia medica, non al prodotto in sé.

Quello più frequente? La ptosi palpebrale, cioè una leggera chiusura dell’occhio, che può accidentalmente verificarsi se si inietta troppo prodotto nel muscolo elevatore della palpebra: venendo indebolito, questo perde contrattilità e la palpebra può rimanere leggermente abbassata, spesso in modo unilaterale. Stessa cosa può accadere quando si inietta troppa tossina botulinica nella parte inferiore del muscolo frontale. Appena sopra le sopracciglia che possono, quindi, apparire un po’ più scese del solito. Si tratta di effetti transitori, perché il botulino ha dalla sua parte il grande pregio della reversibilità».

Alcuni dicono che col tempo il botulino è sempre meno efficace, perché si formano gli anticorpi…

«Molto spesso mi viene rivolta questa domanda: ripetere spesso il trattamento rischia di minarne l’efficacia? La risposta è no. O meglio, non per quanto riguarda la tossina botulinica a scopo estetico, dove è utilizzata a dosi infinitamente inferiori di quando è impiegata a fini terapeutici per ridurre, ad esempio, la spasticità focale, il blefarospasmo, l’incontinenza urinaria, la cefalea muscolo-tensiva, i tremori del Parkinson e tutta una serie di disturbi neurologici.

In questi casi, sia il dosaggio elevato sia la frequenza con cui viene ripetuto il trattamento, espongono al rischio che l’organismo reagisca formando specifici anticorpi, pronti a ridurre l’efficacia del potente neuromodulatore. Ma per quanto riguarda l’estetica sono esclusi anticorpi anti-botulino».

Si sente spesso parlare di mesobotox: di cosa si tratta?

«Della classica tossina botulinica che però qui si presenta in forma molto diluita, quasi a dosi omeopatiche. Queste microdosi di botox non servono a levigare le grosse rughe d’espressione, come quelle prodotte dai muscoli corrugatori della fronte. Si rivelano però un ottimo trattamento distensivo per le sottilissime rughette verticali delle gote, del décolleté e della zona perilabiale.

Iniettato nello strato più superficiale della pelle, il mesobotox riduce la contrattilità di quell’invisibile puzzle di muscoli mimici detti pellicciai, che si inseriscono direttamente nel tessuto sottocutaneo. Inoltre, vanta un’azione seboregolatrice. È perciò consigliato anche ai giovani non tanto per il suo effetto “spianarughe” ma per contrastare la pelle impura e oleosa. Sconsigliato, invece, per le eruzioni acneiche in fase attiva, per le quali sono più indicati altri trattamenti».

Che cosa è cambiato nel panorama dei filler?

«Quelli più nuovi vanno oltre l’esigenza di “riempimento”. L’attuale trend, che rifiuta labbra a canotto e megazigomi, punta su filler che non riempiono soltanto il solco ma stimolano anche i fibroblasti del derma a produrre collagene ed elastina, così da migliorare la texuture cutanea. Mi riferisco ai filler volumizzanti, a base di acido ialuronico crosslinkato. Vengono infiltrati con un ago o una cannula per rispristinare il volume originario di zigomi, gote, mento, naso, tempie e linea mandibolare. L’errore dietro l’angolo è quello di ipervolumizzare, “gonfiando” troppo i lineamenti o disegnando una mandibola importante. Oppure un naso dritto, perché si è corretto il gibbo, ma dalla radice troppo larga, stile Avatar.

Il nuovo trend, che rifiuta gli eccessi, consiste nell’utilizzare i volumizzanti a basse concentrazioni. In associazione con altri filler che svolgono una profonda azione bioristrutturante, come quelli a base di acido polilattico. Con questa combo perfetta, l’azione rimpolpante si apprezza subito. Quella stimolante affidata all’acido polilattico si manifesta invece dopo un paio di mesi, il tempo necessario per tessere nuove fibre elastiche.

In quest’ottica, da una parte rimpolpare con misura dall’altra ristrutturare la trama elastica, si inseriscono i nuovi filler ibridi. Uniscono nella stessa fiala due principi attivi, con azioni sinergiche. Penso ai filler a base di acido ialuronico e idrossiapatite di calcio (biostimolante analogo all’acido polilattico) e a quello che associa CMC (carbossimetilcellulosa) a microparticelle di idrossiapatite. Rimodellano, donano un effetto lifting e migliorano la qualità della pelle».

Per labbra da baciare

Lasciati conquistare dagli ultimi filler studiati per riempire le labbra, rendendole più carnose e ridisegnando il cosiddetto “arco di Cupido”. «A seconda del risultato che si vuole ottenere, il medico estetico ha a disposizione diversi prodotti: gel di acido ialuronico molto morbidi (cioè meno crosslinkati) per riempire il vermiglio in modo ultranaturale», spiega il dottor Sergio Marlino.

«Regalano idratazione e un effetto glow ambito soprattutto in estate, quando le labbra truccate spiccano come coralli sull’ovale abbronzato. Molto interessanti sono anche i filler per labbra dinamici. Sono in grado di assecondare la naturale mimica delle labbra, che sono sempre in movimento dal momento che tutti parlano, bevono, mangiano e baciano. Automodellanti, resistono alle sollecitazioni, si adattano all’anatomia del viso e garantiscono un ricercato “effetto nature”».

Per ogni zona del viso, il suo ritocchino

Sopracciglia. Grazie all’uso sapiente della tossina bolinica è possibile sollevare leggermente la coda del sopracciglio, aprendo lo sguardo.

Contorno occhi. Per distendere le microrughe che si aprono a ventaglio ai lati degli occhi il botulino è il top.

Labbra. Per renderle più carnose e ridefinire l’arco di Cupido puoi puntare su filler specifici, modulabili per ogni esigenza.

Mandibola. La cosiddetta jawline (linea mandibolare) può tornare netta e definita come in giovane età grazie ai filler volumizzanti, usati con gusto e moderazione.

Fronte. Da più di 20 anni il botulino ha sostituito il lifting frontale per spianare le rughe orizzontali.

Glabella. È sempre merito del botulino se le due rughe verticali (chiamate glabellari) vengono cancellate.

Naso. Con il botulino si solleva la punta, con il filler si camuffa la “gobbetta” sul dorso.

Collo. Spietato nel rivelare i segni del tempo, si presta a essere ringiovanito grazie a filler dall’azione bioristrutturante.