Luce rossa e biorivitalizzazione: i segreti di bellezza di Elisabetta Canalis spiegati dalla dermatologa

A 48 anni, la showgirl è una vera icona di bellezza healthy. Qui ci rivela i suoi segreti di benessere. Che la nostra dermatologa ha analizzato e commentato

Luce rossa e biorivitalizzazione: i segreti di bellezza di Elisabetta Canalis spiegati dalla dermatologa
Foto: Getty

Fisico scolpito dallo sport. E pelle radiosa e compatta. Durante l’edizione 2026 di RiminiWellness abbiamo intervistato Elisabetta Canalis, volto conteso dalla moda e dai brand internazionali, oggi a cavallo tra Italia e Los Angeles. La soubrette, che sta proseguendo il suo percorso in tv nell’elettrizzante cast di Tú sí que vales, ci ha svelato le sue preferenze e i suoi must in fatto di benessere integrato. Una strategia ampia che ricorre a molecole come i peptidi e innovativi trattamenti come PRF e Red Light nella quotidianità di una vita attiva.

Elisabetta, qual è la tua workout routine?

Pratico uno sport che amo moltissimo, ossia equitazione e salto a ostacoli: vado a cavallo ogni giorno. Poi, tre volte alla settimana mi dedico ai pesi con un personal trainer per bilanciare l’altro sport. Con il passare degli anni, infatti, è giusto fare un allenamento completo. Mi piacerebbe anche provare Calisthenics perché le persone che lo praticano hanno un fisico ben proporzionato.

Come curi la tua bellezza?

Ricorro a vari trattamenti. Sicuramente sono una fan del PRF (ndr Fibrina Ricca di Piastrine), che consiste, in pratica, nel prendere il sangue, trasformarlo in gel e re-iniettarlo nel viso con piccole iniezioni. Lo faccio anche due volte al mese. Poi da un paio di anni ho comprato un macchinario semiprofessionale di Red Light e lo uso cinque giorni alla settimana in maniera “religiosa”. Secondo me, utilizzato spesso e con regolarità dà ottimi risultati. Poi, solite cose, pulizia del viso, e anche botox ogni tanto.

Che tipo di alimentazione segui?

Mangio molto spesso le stesse cose come pasta, carne, pollo, pesce e riso. Mi piace molto la soia come condimento. E poi, non so se sia sano o meno, ma ho l’abitudine di bere tre caffè al giorno.

Prendi qualche integratore?

Uso molto i peptidi, penso che rappresentino il futuro e spero che anche in Italia si diffondano. Oltre a questi ci sono poi molecole usate anche nel nostro Paese, come il glutatione e il NAD, un coenzima mitocondriale presente nel nostro corpo, che trovo assolutamente fondamentale. Penso che queste molecole portino a un benessere fisico che poi si riflette su tutto il resto.

Facciamo chiarezza con l’esperta sui trattamenti di Elisabetta

Dottoressa, Elisabetta Canalis nell’intervista parla di PRF, di cosa si tratta?

È un trattamento di medicina rigenerativa ottenuto per centrifugazione del sangue e contiene piastrine, fibrina e fattori di crescita che dovrebbero favorire la riparazione.

E il red light?

La fotobiomodulazione con luce rossa è una tecnologia che utilizza delle lunghezze d’onda emanate da dispositivi validati. La luce rossa (generalmente si aggira intorno ai 630-660 nanometri) oppure il vicino infrarosso (800 nanometri) vengono assorbiti principalmente dai mitocondri e vanno a stimolare l’aumento dell’energia cellulare, riducendo lo stress ossidativo. Oggi il mercato propone moltissimi dispositivi a led, ma non tutti hanno le stesse caratteristiche: ci vogliono lunghezze d’onda adeguate per ottenere un effetto biologico e una corretta densità di energia. Insomma, non basta che la lampada emetta la luce rossa. I benefici sono graduali e dipendono ovviamente dalla qualità del dispositivo e dalla costanza con cui questa procedura venga integrata in una routine dermatologica. È chiaro che se si ha una pelle rovinata dal sole, i led non gli fanno niente.

In sintesi qual è l’approccio migliore ai trattamenti beauty?

Puntiamo alla personalizzazione e meno all’omologazione. Ognuno ha le sue esigenze dettate dalla genetica, dallo stile di vita e da tutta una serie di altri fattori. Ci sono diverse procedure che ognuna di noi può seguire, ma vanno inserite in una strategia più ampia e integrata.

Elisabetta parla con entusiasmo degli integratori a base di peptidi, ma cosa sono?

Possiamo definire i peptidi come molecole “intelligenti” in grado di dialogare con le cellule attraverso dei recettori. Dal punto di vista biochimico sono piccole catene di amminoacidi e quindi come dei frammenti di proteine naturalmente presenti nel nostro organismo.

Come agiscono i peptidi alimentari?

I peptidi assunti attraverso gli integratori vengono assorbiti dall’organismo e possono offrire un supporto dall’interno: alcuni peptidi bioattivi del collagene hanno mostrato, in studi clinici, effetti favorevoli su elasticità e idratazione della pelle. I più diffusi sono i peptidi di collagene idrolizzato (ottenuti principalmente da fonti bovine, marine o suine) studiati per il supporto della pelle, delle articolazioni e del tessuto connettivo. È un settore in forte evoluzione: oggi sappiamo che non tutti i peptidi sono uguali e che la loro efficacia dipende dalla sequenza amminoacidica, dalla biodisponibilità e dalla capacità di raggiungere il bersaglio biologico.

Gli integratori di peptidi sono più diffusi negli USA che da noi?

Assolutamente sì. Negli Stati Uniti il mercato degli integratori dedicati alla longevità e al benessere è molto più sviluppato e dinamico, con una maggiore diffusione di prodotti contenenti peptidi. In Italia, invece, il termine “peptide” è ancora associato prevalentemente alla cosmetica anti-age, mentre gli integratori vengono più spesso identificati con il collagene. Tuttavia, anche nel nostro Paese l’interesse sta crescendo rapidamente grazie all’aumento degli studi scientifici e alla crescente attenzione verso un approccio che affianchi la cura della pelle dall’esterno con quella “dall’interno”.

Quali tipi di peptidi per uso orale si trovano anche in Italia?

Le formulazioni oggi disponibili contengono soprattutto peptidi di collagene, spesso associati a vitamina C, acido ialuronico, zinco, rame o altri micronutrienti coinvolti nella fisiologia cutanea. Sono presenti anche preparazioni con peptidi derivati dal latte o da altre proteine alimentari, sebbene siano meno diffuse. Più che il nome dell’integratore, contano la qualità della materia prima, il processo produttivo, il peso molecolare dei peptidi e, soprattutto, la presenza di studi clinici che ne dimostrino efficacia e sicurezza. È importante ricordare che non tutti gli integratori sono equivalenti e che le evidenze possono variare notevolmente da un prodotto all’altro.

Qual è la sua opinione riguardo ai peptidi assunti per via orale?

I peptidi assunti per via orale rappresentano uno degli ambiti più interessanti della medicina della longevità e della dermatologia nutrizionale. Alcuni studi, in particolare sui peptidi di collagene, suggeriscono un possibile miglioramento dell’elasticità, dell’idratazione e della qualità della pelle, oltre a benefici sul benessere articolare. Sono risultati promettenti, ma è importante interpretarli con equilibrio: non esistono integratori in grado di bloccare o invertire da soli il processo di invecchiamento.

Canalis parla anche di integrazione di NAD+ e Glutatione, di cosa si tratta?

Il NAD+, o nicotinamide riboside, è un coenzima molto famoso ultimamente proprio per la sua capacità di agire sul metabolismo energetico delle cellule. È oggi molto studiato nell’ambito della longevità e dell’invecchiamento perché i livelli di NAD+ tendono a diminuire con l’età. Il glutatione è uno dei principali sistemi antiossidanti dell’organismo. La ricerca su questi composti è estremamente vivace e i risultati preclinici sono incoraggianti, ma le evidenze cliniche nell’uomo sono ancora insufficienti per considerarli, a oggi, strumenti consolidati di medicina anti-aging.

Come dermatologa ritengo che gli integratori possano rappresentare un valido supporto quando inseriti in un percorso personalizzato e basato sulle reali esigenze del paziente. Tuttavia, il loro impiego non deve mai far dimenticare che la salute della pelle si costruisce soprattutto con la fotoprotezione quotidiana, una corretta alimentazione, un sonno di qualità, l’attività fisica e, quando necessario, trattamenti dermatologici supportati da solide evidenze scientifiche. La vera sfida della medicina della longevità non è trovare una molecola “miracolosa”, ma integrare in modo intelligente più strategie per favorire un invecchiamento sano.