Il tumore al seno

Podcast Il tumore al seno
Il tumore al seno in Italia colpisce mezzo milione di donne, circa una su 7. Quando arriva questo tipo di diagnosi è sempre un momento delicato per la donna, per la paura di non farcela, per la preoccupazione di tutte le conseguenze che l’intervento di rimozione del tumore porta. Eppure la lotta al tumore al seno, specie se diagnosticato in tempo, ha fatto negli anni enormi progressi, e adesso c’è un nuovo importante traguardo raggiunto: è stata identificata una proteina, la “p 140 Cap” che riesce a limitare la crescita di uno dei tumori della mammella più aggressivi, l’Her 2 dipendente, e di diminuire le sue capacità di originare metastasi. Un’altra ricerca tutta italiana ha identificato una nuova classe di farmaci, chiamati Nutline, in fase di sperimentazione, che sarebbero capaci di eliminare le cellule staminali del tumore che non vengono annientate dalla chemioterapia e che sono responsabili della ripresa e della diffusione della malattia. Non solo, associate proprio ai trattamenti chemioterapici, le Nutline ne potenziano gli effetti ostacolando le recidive. Scoperte fondamentali per la lotta al tumore della mammella che però deve sempre partire dalla prevenzione, ancora adesso la migliore arma per combattere il problema e il primo vero passo importante lo si fa a tavola, perché una delle principali cause che alimentano il tumore al seno è proprio ciò che si mangia, come ci conferma la dottoressa Lucilla Titta, nutrizionista, ricercatrice del Dipartimento di oncologia sperimentale allo Ied, l'Istituto europeo di oncologia di Milano. Fin da giovani è fondamentale sfruttare gli strumenti della diagnosi precoce, grazie ai quali in Italia si è potuto registrare un calo drastico dei casi di mortalità per il tumore al seno. Approfondiamo il temo con il Professor Paolo Veronesi, direttore della Divisione di senologia chirurgica dello Ied di Milano. In cosa consistono le cure post-operatorie? Ci sono forme di tumore sensibili agli effetti della chemioterapia? Cos'è la “Dignicap”? Lo chiediamo alla dottoressa Elisabetta Munzone, vicedirettore della Divisione di senologia medica dell’Istituto Europeo d’Oncologia.