
Prendi la tua bustina di antiacido ogni volta che ti appresti a mangiare? Oggi il reflusso post prandiale, disturbo che affligge il 15% degli italiani, si può combattere grazie alla terapia manuale viscerale, una nuova tecnica osteopatica. Uno studio pubblicato sull’American Journal of Physiology e condotto dal Dipartimento di Clinica Medica dell’Università Federale di Ceara (Brasile) ha infatti dimostrato che manipolazioni profonde, unite a esercizi respiratori, riescono a ridurre notevolmente i bruciori.
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Un disturbo complesso
Normalmente si attribuisce la causa del reflusso gastroesofageo a una cattiva tenuta del cardias, la valvola che mette in collegamento l’esofago con lo stomaco. In realtà non è un solo organo a funzionare male. «Il reflusso può dipendere dal cardias, dallo sfintere esofageo inferiore, dal diaframma e anche dalla cosiddetta Fionda di Allison, il “laccio” che circonda la parte terminale dell’esofago e che regola il passaggio del cibo nello stomaco», spiega Marco Gaspare Casano, fisioterapista e osteopata a Milano. Grazie alla terapia manuale viscerale è possibile riportare in equilibrio tutte queste componenti in modo che lavorino in sincronia.

Il trattamento
Durante le sedute (da 5 a 10, a seconda dei casi) l’osteopata compie manovre lente e profonde con le mani, in modo da riequilibrare il tono muscolare del diaframma. Capita, infatti, che di notte si rilasci ma che poi, in seguito al reflusso acido, si irriti e vada in ipertono, creando spasmi dolorosi che finiscono con l’aggravare il problema. Oltre alla manipolazione viscerale, sono importanti gli esercizi da fare a casa. Mirano a rendere più fisiologica la respirazione diaframmatica e a riequilibrare le posture scorrette. Ripetendoli 4 volte alla settimana, riducono gli episodi di reflusso, con una netta diminuzione degli antiacidi.

I sintomi per riconoscerlo
«Il segnale classico del reflusso gastroesofageo è il bruciore di stomaco, che compare soprattutto in posizione supina: dopo cena, quando ci si sdraia sul divano per guardare la tv, o di notte mentre si dorme», spiega Marco Gaspare Casano, fisioterapista e osteopata a Milano. «Gli altri sintomi sono il rallentamento della digestione, la risalita di cibo con conseguente irritazione della faringe (accompagnata spesso da tosse), il dolore appena dietro allo sterno che si irradia verso la spalla sinistra. A volte può comparire anche una leggera tachicardia, perché la pressione del cibo sul diaframma può far accelerare il battito cardiaco».
Articolo pubblicato sul n.28 di Starbene in edicola dal 30/06/2015

