Il sangue dal naso o epistassi, è un disturbo molto comune, ma spesso viene considerato un fastidio di poco conto. In realtà riguarda almeno una persona su due nel corso della vita ed è tra i motivi più frequenti di visita dall’otorinolaringoiatra. Se può comparire in qualsiasi stagione, è soprattutto durante l’estate che molte persone riferiscono episodi più frequenti, improvvisi e talvolta difficili da spiegare.
A confermarlo è un ampio studio appena pubblicato su Frontiers in Public Health, che ha analizzato oltre 24.000 episodi di epistassi in dodici anni, evidenziando una chiara associazione con le condizioni climatiche. Temperature elevate e bassa umidità tendono infatti a disidratare la mucosa del naso, rendendola più secca, fragile e quindi più esposta alla rottura dei piccoli vasi sanguigni superficiali. Ecco perché nelle giornate più calde, soprattutto in ambienti particolarmente asciutti, il rischio può aumentare, in particolare nelle persone predisposte.
Quando il sangue dal naso è un segnale da leggere
Nella maggior parte dei casi, la fuoriuscita di sangue dal naso è un fenomeno benigno e autolimitante, destinato a risolversi spontaneamente. Ma questo non significa che sia da considerare “normale”. «La comparsa di epistassi merita attenzione quando tende a ripetersi o avviene in modo improvviso, anche durante il sonno o nei momenti di quiete», spiega la dottoressa Marianna Albesano, otorinolaringoiatra di Humanitas Medical Care Lingotto e Humanitas Cellini a Torino.
«È proprio l’imprevedibilità a creare più disagio: svegliarsi con il cuscino macchiato o ritrovarsi a gestire un episodio senza alcun preavviso può generare preoccupazione, anche quando la causa non è grave».
Un criterio utile è distinguere tra episodi isolati e ricorrenti. Nel primo caso, nella grande maggioranza delle situazioni, non è necessario alcun approfondimento: il sanguinamento si arresta da solo e non lascia conseguenze. «Quando, invece, gli episodi diventano frequenti, ravvicinati o difficili da controllare, è opportuno un inquadramento medico più accurato», raccomanda l’esperta. «La ripetitività può infatti segnalare una fragilità locale della mucosa nasale oppure, più raramente, essere il campanello d’allarme di condizioni sistemiche che richiedono valutazione clinica».
Perché il sangue dal naso è più frequente con il caldo
L’ambiente conta più di quanto immaginiamo. Le condizioni climatiche influenzano direttamente la salute della mucosa nasale e, in particolare, la sua capacità di restare idratata e integra. Non a caso, i periodi dell’anno in cui il sangue dal naso è più frequente hanno un tratto comune: la secchezza dell’aria.
«D’inverno, il problema nasce soprattutto negli ambienti chiusi riscaldati», descrive la dottoressa Albesano. «I termosifoni abbassano l’umidità, asciugano le mucose e le rendono più fragili. In estate, invece, entrano in scena altri fattori: le alte temperature, l’uso prolungato dell’aria condizionata e una maggiore esposizione agli inquinanti atmosferici, che irritano e disidratano ulteriormente la mucosa del naso. Il risultato è una superficie più sottile, meno protetta e più vulnerabile alle microlesioni».
A questo si aggiunge un meccanismo fisiologico tipico del caldo, ovvero la vasodilatazione. Con le temperature elevate, i piccoli vasi superficiali del naso si dilatano per favorire la dispersione del calore. Se sono già indeboliti dalla secchezza, questa dilatazione può renderli ancora più suscettibili alla rottura.
«Non esiste quindi una causa unica, ma una combinazione di fattori ambientali e individuali che si sommano e aumentano la probabilità di un episodio», indica l’esperta. «Chi ha una mucosa naturalmente più sensibile, chi soffre di allergie o chi vive in contesti molto secchi o inquinati può notare episodi più frequenti, soprattutto nelle giornate torride o negli ambienti climatizzati».
Fragilità individuale e cause locali
Non tutte le persone reagiscono allo stesso modo. Esistono soggetti più predisposti, nei quali anche stimoli lievi possono favorire il sanguinamento. «In molti casi si tratta di piccole alterazioni locali, come la presenza di capillari dilatati o particolarmente superficiali, che rendono più facile la rottura dei vasi», racconta la dottoressa Albesano.
Un ruolo importante è giocato anche dalle abitudini quotidiane. «Nei bambini, ad esempio, il cosiddetto trauma digitale, cioè la manipolazione del naso, può irritare la mucosa e innescare episodi ripetuti», continua l’esperta. «La formazione di croste e il loro distacco continuo impediscono una corretta guarigione, mantenendo la mucosa in uno stato di irritazione costante».
A questi fattori si aggiungono condizioni particolari come l’uso di ossigenoterapia o di dispositivi per le apnee notturne, che possono seccare notevolmente le mucose se non adeguatamente umidificati. Anche in questi casi il problema non è il trattamento in sé, ma l’effetto collaterale sulla mucosa nasale.
Quando serve approfondire
Un episodio occasionale di sangue dal naso, soprattutto se si arresta rapidamente, non richiede allarme. La situazione cambia quando gli episodi diventano frequenti, intensi o difficili da controllare: in questi casi è opportuno rivolgersi a uno specialista in Otorinolaringoiatria per capire da dove nasce il problema e come gestirlo.
La valutazione clinica serve innanzitutto a identificare l’origine del sanguinamento. Spesso è sufficiente un esame diretto della cavità nasale; altre volte lo specialista può ricorrere a un’endoscopia nasale ambulatoriale, una procedura rapida e poco invasiva che permette di visualizzare con precisione il punto da cui proviene il sangue e di individuare eventuali fragilità della mucosa.
Quando non emergono cause locali evidenti, il passo successivo è escludere condizioni sistemiche. «Possono essere richiesti esami del sangue per valutare la coagulazione o altre alterazioni ematiche che aumentano la predisposizione al sanguinamento», sottolinea la dottoressa Albesano. «Anche l’uso di farmaci come anticoagulanti o antiaggreganti può contribuire a rendere più frequenti gli episodi: non è necessariamente un problema, ma va sempre considerato nel quadro clinico complessivo».
Come intervenire quando sanguina il naso
Quando si verifica il sanguinamento, la gestione corretta è fondamentale. La prima regola è non inclinare la testa all’indietro: una posizione molto diffusa ma sbagliata, perché non ferma il sanguinamento e favorisce invece la deglutizione del sangue, aumentando nausea e fastidio.
La postura corretta è l’opposto: «Capo leggermente inclinato in avanti, in modo da permettere al sangue di uscire e monitorare l’intensità dell’episodio», ricorda la dottoressa Albesano. «A questo si associa la manovra più efficace: comprimere con le dita la parte molle del naso, appena sotto il dorso, mantenendo la pressione in modo continuo per almeno cinque minuti. È un gesto semplice, ma spesso sufficiente a favorire la chiusura del piccolo vaso che sta sanguinando».
Nella maggior parte dei casi, questa procedura risolve l’episodio senza ulteriori interventi. Solo dopo che il sanguinamento si è arrestato, se necessario, si possono applicare prodotti topici con azione emostatica o cicatrizzante, utili a stabilizzare la mucosa e favorire una guarigione più rapida.
Prevenzione e cura della mucosa nasale
La prevenzione è un tassello fondamentale, soprattutto per chi tende ad avere episodi ricorrenti. La strategia più semplice ed efficace è mantenere la mucosa ben idratata: l’uso regolare di soluzioni fisiologiche in spray aiuta a contrastare la secchezza, in particolare nei periodi dell’anno in cui l’aria è più aggressiva, come l’inverno con i termosifoni accesi o l’estate con il caldo intenso e l’aria condizionata.
In presenza di mucose particolarmente sensibili, possono essere utili gel o spray a base di sostanze idratanti e riparatrici, come l’acido ialuronico, che contribuiscono a rinforzare la barriera mucosa e a ridurre la fragilità dei capillari superficiali. Anche piccoli accorgimenti ambientali – mantenere un adeguato livello di umidità in casa, evitare ambienti eccessivamente secchi – possono diminuire in modo significativo la frequenza degli episodi.

