Pensiamo sia solo “roba da maschi”, un indicatore di forza e aggressività e il principale responsabile del loro desiderio sessuale. In realtà, non è proprio così che andrebbe considerato il testosterone. O meglio, non solo. «È un ormone tanto importante quanto sottovalutato o frainteso», assicura Massimo Spattini, medico specializzato in sport, alimentazione e anti-aging, vicepresidente dell’International Longevity Science Association. «Regola tantissime funzioni, sia negli uomini sia nelle donne e, negli ultimi decenni, sta calando in maniera vertiginosa e causando scompensi che si ripercuotono sulla salute generale. Eppure raramente i medici ne prescrivono i dosaggi». Per questo conviene capire bene come funziona e perché tutti dovremmo controllarlo di tanto in tanto.
Il testosterone protegge il cuore e l’umore
La conseguenza del testosterone basso non è soltanto il calo del desiderio sessuale. «Quello è il sintomo più evidente e riconoscibile», spiega l’esperto. «In realtà bassi livelli di questo ormone, come spiegano alcuni studi scientifici, sono legati alle malattie croniche di tipo degenerativo, dall’arteriosclerosi all’ipertensione, dal diabete all’osteoporosi. Tanto è vero che la mortalità risulta più alta tra uomini e donne con testosterone basso».
È anche corresponsabile della salute del cuore. «Perché influenza la produzione di ossido nitrico, una sostanza dall’effetto vasodilatatore che ha una funzione protettiva per il sistema cardiovascolare», sottolinea Spattini. Altre ricerche suggeriscono che livelli ormonali adeguati permettono di modulare la percezione del dolore e di gestire quindi più facilmente quello cronico. Infine, ha effetti sul tono l’umore. «Gli ormoni infatti si equilibrano a vicenda, ecco perché quando il testosterone cala può scompensarsi la serotonina, l’ormone del benessere», conclude il medico.
Regola anche la salute femminile
Tutte queste funzioni protettive riguardano anche le donne. «Fisiologicamente producono molto meno testosterone ma, così come negli uomini, bassi livelli di questo ormone possono avere ripercussioni», puntualizza Spattini. «È stato dimostrato, per esempio, che il testosterone è utile nella prevenzione del tumore al seno». Inoltre, contribuisce alla risposta sessuale, influisce sul livello di energia e la motivazione, aiuta a mantenere la massa muscolare e a migliorare la forza fisica, sostiene il metabolismo e collabora con gli estrogeni per mantenere la densità ossea e ridurre il rischio di osteoporosi.
Il testosterone è tanto importante ma sempre più in calo
Molti studi su diverse popolazioni confermano che questo ormone, responsabile dei caratteri sessuali maschili, negli ultimi decenni si sia progressivamente abbassato. «Lo dimostra il fatto che le nuove generazioni di uomini hanno il pene più piccolo in media di un centimetro», rivela l’esperto. La causa? La solita: stili di vita alterati. «Ritmi frenetici e poco sonno aumentano il cortisolo, l’ormone dello stress, che riduce il testosterone. Poi, gli alimenti coltivati con pesticidi: contengono molecole che interferiscono sul sistema endocrino e possono alterare gli equilibri ormonali. Infine, la vita sedentaria unita ai cibi ultra processati con conseguente sovrappeso: nel tessuto adiposo si trova un enzima, l’aromatasi, che trasforma il testosterone in estrogeni, gli ormoni femminili. Ecco spiegato perché negli uomini in forte sovrappeso si sviluppa il seno, un fenomeno in crescita».
Non è solo una questione di libido: il calo del desiderio sessuale è il principale sintomo del testosterone basso, ma non è l’unico. Anche la stanchezza e la mancanza di energie sono campanelli d’allarme che, però, possono essere confusi con altre cause, per esempio come segnale di carenza di ferro o semplicemente di un periodo intenso e frenetico che viviamo con stress. «Per gli uomini potrebbe essere rivelatrice anche una termoregolazione sballata, quindi sudorazioni improvvise o sensazione di freddo», avverte il medico. «Quello che sperimentano le donne in menopausa quando, insieme agli estrogeni, diminuisce anche il testosterone, il fattore corresponsabile del deficit della libido in questa fase della vita».
Attenzione al peso e alle cattive abitudini
Quando i livelli sono appena sotto la soglia, per recuperare l’ormone perduto può essere sufficiente adottare uno stile di vita sano, quindi seguire una dieta bilanciata con cibi di stagione e privi di pesticidi, fare attività fisica e dormire bene. In casi più seri è necessario ricorrere alla cura farmacologica. «Ma solo dopo aver perso peso, perché ricordiamo che, se si introduce testosterone in presenza di grasso, l’enzima contenuto nell’adipe lo trasforma in estrogeni. A meno che non si abbinino farmaci che bloccano questo processo», spiega Spattini. Cosa che spesso avviene, perché il testosterone serve anche ad avere l’energia necessaria per rimettersi in forma.
Un test discreto per capire se il testosterone è troppo basso
I dosaggi ormonali per il testosterone raramente vengono prescritti, anche perché i sintomi da carenza non sono sempre immediatamente riconoscibili. Chi ha il dubbio può chiedere al medico di integrare le analisi, oppure optare per un test domiciliare per un primo screening comodo e riservato. Quello di Evolve Longevity (evolvelongevity.com), per esempio, è un semplice tampone salivare che permette di ottenere, oltre al risultato, anche un report dettagliato via app per capire quando è il caso di approfondire e rivolgersi allo specialista. O quando invece basta rivedere il proprio stile di vita. L’app fornisce anche consigli nutrizionali personalizzati, suggerimenti di integrazione e il supporto di medici e dietologi.
Che cosa dicono i numeri
Secondo la Società italiana di Andrologia e Medicina della sessualità (SIAMS), tra il 6% e l’8% degli uomini over 40 soffre di una grave carenza di testosterone. E di conseguenza, visto che la diminuzione del desiderio sessuale è uno dei primi campanelli d’allarme percepiti, aumenta anche il consumo di farmaci per la disfunzione erettile: in Italia, tra il 2016 e il 2023, è salito di oltre il 50%, secondo i dati dell’Osservatorio nazionale sull’Impiego dei medicinali (OsMed – AIFA).

