Covid: cervo sotto accusa, rischio mortalità più alta over 80 no vax, limiti quarta dose

Covid: cervo sotto accusa, rischio mortalità più alta over 80 no vax, limiti quarta dose

Covid: cervo sotto accusa, rischio mortalità più alta over 80 no vax, limiti quarta dose

Il cervo sotto accusa

Non solo i pipistrelli. Spunta un altro imputato della trasmissione del Covid. Gli scienziati hanno trovato prove della trasmissione da un tipo particolare di cervo dalla coda bianca, all’uomo. La scoperta è avvenuta intercettando un’infezione umana collegata da un punto di vista epidemiologico con il ‘focolaio’ animale. Non è la prima volta che il cervo dalla coda bianca finisce sotto i riflettori. Nel 2021, infatti, era stata rilevata e documentata in questa specie, la presenza di anticorpi per il Covid. Il nuovo lavoro, condotto dai ricercatori del National Centre for Foreign Animal Disease della Canadian Food Inspection Agency e di diverse università e istituzioni del Paese, si è svolto in Ontario, nei mesi di novembre e dicembre 2021, su circa 300 cervi. I casi di persone contagiate avevano avuto uno stretto contatto con i cervi nella settimana prima dell’insorgenza dei sintomi, mentre non aveva avuto contatti con persone risultate positive al Covid. “I nostri risultati – dicono gli studiosi – forniscono prove dell’evoluzione sostenuta del Covid nei cervi dalla coda bianca e della trasmissione da cervo a uomo”.

Covid: cervo sotto accusa, rischio mortalità più alta over 80 no vax, limiti quarta dose

Rischio mortalità più alta negli over 80 no vax

Nella popolazione over 80, il tasso di mortalità per i non vaccinati è 6 volte più alto rispetto ai vaccinati con booster e rispettivamente nove volte e mezzo e cinque volte e mezzo più alto rispetto ai vaccinati con quarta dose da meno di 120 giorni e da oltre 120. Questo quanto emerge nel Rapporto esteso dell’Istituto superiore di Sanità. I dati sono relativi al periodo 23 settembre-23 ottobre. Per le intensive (30 settembre-30 ottobre) ricoveri sei volte più alti rispetto ai vaccinati con dose addizionale/booster, e 10 e 5 volte più alti rispetto ai vaccinati con 2/a dose booster da meno di 120 giorni e da oltre 120 giorni.

Covid: cervo sotto accusa, rischio mortalità più alta over 80 no vax, limiti quarta dose

Quali sono i limiti della quarta dose

Gli anticorpi prodotti dopo la quarta dose diminuiscono prima. È quanto emerge da uno studio condotto in Israele dallo Sheba Medical Center e pubblicato sul New England Journal of Medicine. I ricercatori hanno monitorato gli effetti su 6mila operatori sanitari, ai quali è stata somministrata la quarta dose del vaccino Pfizer. Mentre la terza dose aumenta i livelli di anticorpi per circa 13 settimane, offrendo una maggiore protezione che svanisce entro 15 settimane, nel caso della quarta dose si ha un aumento degli anticorpi inferiore. Non è chiaro quali siano le conseguenze del calo dei livelli di anticorpi sul fronte della protezione da malattie gravi. È possibile che il vaccino offra una protezione contro le forme gravi della malattia per un periodo più lungo rispetto al calo dei livelli di anticorpi. Secondo i ricercatori, i richiami dovrebbero essere somministrati quando si intravedono all’orizzonte forti ondate di contagio o quando pazienti specifici si trovano ad affrontare circostanze che aumentano il loro rischio. Secondo l’epidemiologo della Bar Ilan University, Michael Edelstein, che non è stato coinvolto nello studio, questo lavoro dimostra che i benefici della quarta dose sono “più transitori” rispetto a quelli delle dosi precedenti. Tuttavia, ha sottolineato che la quarta dose può “ancora essere fondamentale per proteggere i fragili nei momenti di alto rischio come l’aumento della circolazione del virus”.