dracontiasi


Infezione del verme nematode filaria Dracunculus medinensis, presente in Medio Oriente, in India, parte del Sudamerica e Africa tropicale e settentrionale.

La fonte d’infezione è l’acqua che viene bevuta, contenente pulci d’acqua (copepodi, specie Cy­clops) che trasportano le larve infettive. Le larve ingerite vengono liberate durante la digestione, migrano nelle cavità del corpo e maturano. La femmina, quando è gravida, migra nei tessuti sottocutanei, in particolare di piedi e gambe. Secerne un enzima che provoca la formazione di lesioni bollose (pustole) in cui stazionano le larve. Quando la persona infetta viene a contatto con l’acqua, le pustole si aprono con fuoriuscita di un fluido lattiginoso che contiene numerose larve. Queste a loro volta reinfettano l’acqua, sono ingerite dalle pulci d’acqua continuando in questa maniera il loro ciclo. Il metronidazolo e il tiabendazolo sono terapeuticamente validi, ma la soluzione decisiva consiste nell’eliminazione delle Cyclops dal­l’acqua da bere.

L’infezione è conosciuta anche come malattia del verme di Guinea, dracunculosi o dracunculiasi.