VPRIV IV 1FL POLV 400U


VPRIV è indicato per la terapia enzimatica sostitutiva (TES) a lungo termine in pazienti affetti da malattia di Gaucher di tipo 1.

Eccipienti

Saccarosio Sodio citrato diidrato (E331) Acido citrico monoidrato (E330) Polisorbato 20

Controindicazioni

Severa reazione allergica al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Posologia

Il trattamento con VPRIV deve essere somministrato sotto la supervisione di un medico esperto nella gestione dei pazienti affetti da malattia di Gaucher. Posologia La dose raccomandata è 60 Unità/kg da somministrare a settimane alterne. Al raggiungimento e degli obiettivi terapeutici nel mantenimento è possibile effettuare aggiustamenti della dose su base individuale. Gli studi clinici hanno valutato dosi comprese tra 15 e 60 Unità/kg a settimane alterne. Dosi superiori a 60 Unità/kg non sono state valutate. I pazienti attualmente trattati con terapia enzimatica sostitutiva a base di imiglucerasi per la malattia di Gaucher di tipo 1 possono passare a VPRIV, alla stessa dose e frequenza di assunzione. Popolazioni particolari Compromissione renale o epatica Alla luce delle conoscenze attuali sulla farmacocinetica e sulla farmacodinamica di velaglucerasi alfa, non si raccomandano aggiustamenti della dose in pazienti che presentano compromissioni renali o epatiche. Vedere paragrafo 5.2. Pazienti anziani (≥ 65 anni) I pazienti anziani possono essere trattati con VPRIV a dosi comprese nello stesso intervallo di dose (15-60 unità/kg) utilizzato per altri pazienti adulti. Vedere paragrafo 5.1. Popolazione pediatrica Venti pazienti su 94 (21%) trattati con velaglucerasi alfa nel corso di studi clinici erano in età pediatrica e adolescenziale (età: da 4 a 17 anni). I profili di sicurezza ed efficacia della popolazione pediatrica ed adulta sono risultati simili. Vedere paragrafo 5.1 per ulteriori informazioni. Modo di somministrazione Solo per infusione endovenosa (EV). Somministrare come infusione EV nell’arco di 60 minuti. Somministrare con un filtro da 0,22 mcm. La somministrazione a domicilio sotto la supervisione di un operatore sanitario può essere presa in considerazione solo per pazienti che hanno ricevuto almeno tre infusioni e le hanno tollerate bene. Durante la somministrazione di velaglucerasi alfa deve essere prontamente disponibile un adeguato supporto medico, inclusa la presenza di personale esperto in procedure d’emergenza. Qualora si verifichino reazioni anafilattiche o altre reazioni acute, interrompere immediatamente l’infusione e iniziare un trattamento medico appropriato (vedere paragrafo 4.4). Per le istruzioni sulla ricostituzione e sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

Avvertenze

Ipersensibilità Reazioni da ipersensibilità, inclusi sintomi compatibili con anafilassi, sono state osservate in pazienti partecipanti a studi clinici e nell’esperienza post-marketing. La maggior parte delle reazioni da ipersensibilità si verifica in genere fino a 12 ore dopo l’infusione. I sintomi da ipersensibilità più comunemente segnalati comprendono nausea, eruzione cutanea, dispnea, mal di schiena, fastidio al torace (inclusa costrizione toracica), orticaria, artralgia e cefalea. Reazioni correlate all’infusione La reazione correlata all’infusione è definita come una reazione avversa al farmaco che si verifica entro 24 ore dall’inizio dell’infusione di velaglucerasi alfa. Le reazioni correlate all’infusione sono le reazioni avverse osservate con maggiore frequenza nei pazienti partecipanti agli studi clinici. Una reazione correlata all’infusione spesso si presenta come reazione da ipersensibilità. I sintomi da ipersensibilità più comunemente segnalati comprendono nausea, eruzione cutanea, dispnea, mal di schiena, fastidio al torace (inclusa costrizione toracica), orticaria, artralgia e cefalea. Sintomi compatibili con anafilassi sono stati segnalati nei pazienti partecipanti a studi clinici e nell’esperienza post-marketing. Oltre ai sintomi associati a ipersensibilità, le reazioni correlate all’infusione possono presentarsi con affaticamento, capogiro, piressia, aumento della pressione arteriosa o prurito. Nei pazienti naÃve al trattamento la maggior parte delle reazioni correlate all’infusione si è verificata nei primi 6 mesi di terapia. Prevenzione e gestione delle reazioni correlate all’infusione, incluse le reazioni da ipersensibilità La gestione delle reazioni correlate all’infusione deve tenere conto della severità della reazione e prevede la riduzione della velocità di infusione, il trattamento con medicinali quali antistaminici, antipiretici e/o corticosteroidi e/o l’interruzione e la successiva ripresa del trattamento prolungando il tempo di infusione. A causa del rischio di reazioni da ipersensibilità, inclusa anafilassi, durante la somministrazione di velaglucerasi alfa deve essere prontamente disponibile un adeguato supporto medico, inclusa la presenza di personale esperto in misure di emergenza. Qualora si verifichino reazioni anafilattiche o altre reazioni acute, nel contesto clinico o domiciliare, interrompere immediatamente l’infusione e iniziare un trattamento medico appropriato. Per i pazienti che sviluppano anafilassi in un contesto domiciliare deve essere considerata la possibilità di continuare il trattamento in un contesto clinico. Il trattamento deve essere somministrato con cautela in pazienti che abbiano manifestato sintomi di ipersensibilità a velaglucerasi alfa o ad altra terapia enzimatica sostitutiva. Il pretrattamento con antistaminici e/o corticosteroidi potrebbe prevenire successive reazioni nei casi in cui si sia reso necessario un trattamento sintomatico. Immunogenicità Gli anticorpi possono avere un ruolo nelle reazioni correlate al trattamento osservate in associazione a velaglucerasi alfa. Per valutare ulteriormente questa relazione, in caso di severe reazioni correlate all’infusione e assenza o riduzione dell’effetto del medicinale, si devono sottoporre i pazienti a esami per verificare la presenza di anticorpi e comunicare i risultati di tali esami all’azienda farmaceutica. Negli studi clinici, 1 paziente su 94 (1%) ha sviluppato anticorpi della classe IgG a velaglucerasi alfa. In quest’unico caso, un dosaggio in vitro ha determinato che si trattava di anticorpi neutralizzanti. Il paziente non ha manifestato reazioni correlate all’infusione. Nessun paziente ha sviluppato anticorpi IgE a velaglucerasi alfa. Sodio Questo medicinale contiene 12,15 mg di sodio per flaconcino. Da tenere in considerazione in persone con ridotta funzionalità renale o che seguano una dieta a basso contenuto di sodio.

Interazioni

Non sono stati effettuati studi di interazione.

Effetti Indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza I dati riportati di seguito sono relativi a 94 pazienti con malattia di Gaucher di tipo 1 trattati con velaglucerasi alfa a dosi comprese tra 15 e 60 Unità/kg a settimane alterne nell’ambito di 5 studi clinici. Cinquantaquattro (54) pazienti non avevano mai assunto una TES e 40 pazienti sono passati dal trattamento con imiglucerasi a VPRIV. Al primo trattamento con VPRIV i pazienti, 46 maschi e 48 femmine, avevano un’età compresa tra 4 e 71 anni. Le reazioni avverse più gravi osservate nei pazienti partecipanti agli studi clinici erano reazioni da ipersensibilità. Le reazioni avverse più comuni erano reazioni correlate all’infusione. I sintomi delle reazioni correlate all’infusione osservati con maggiore frequenza includevano cefalea, capogiro, ipotensione, ipertensione, nausea, affaticamento/astenia e piressia/aumento della temperatura corporea (vedere paragrafo 4.4 per ulteriori informazioni). L’unica reazione avversa che ha comportato la sospensione del trattamento era una reazione correlata all’infusione. Tabella delle reazioni avverse Le reazioni avverse manifestate dai pazienti con malattia di Gaucher di tipo 1 sono elencate nella tabella 1. Le informazioni sono presentate in base alla classificazione per sistemi e organi e frequenza, secondo la convenzione MedDRA. La frequenza è definita come molto comune (≥1/10) e comune (da ≥1/100 a <1/10). All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità. Le reazioni avverse da farmaco derivate da segnalazioni post-marketing diverse da studi clinici interventistici sono riportate in corsivo. Tabella 1: reazioni avverse di VPRIV osservate in pazienti con malattia di Gaucher di tipo 1. Il testo in corsivo indica un evento osservato nel post-marketing.
Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa
Molto comune Comune
Disturbi del sistema immunitario   reazioni da ipersensibilità (comprendono dermatite allergica e reazioni anafilattiche/anafilattoidi)
Patologie del sistema nervoso cefalea, capogiro  
Patologie cardiache   tachicardia
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche   dispnea
Patologie vascolari   ipertensione, ipotensione, rossore
Patologie gastrointestinali dolore addominale/dolore nella regione addominale superiore nausea
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Eruzione cutanea orticaria, prurito
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo dolore osseo, artralgia, mal di schiena  
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione reazione correlate all’infusione, astenia/affaticamento, piressia/aumento della temperatura corporea fastidio al torace
Esami diagnostici   prolungamento del tempo di tromboplastina parziale attivata, positività agli anticorpi neutralizzanti
Popolazione pediatrica Il profilo di sicurezza di VPRIV emerso dagli studi clinici su pazienti pediatrici e adolescenti di età compresa tra 4 e 17 anni è risultato simile a quello osservato negli adulti. Popolazione geriatrica (≥65 anni) Il profilo di sicurezza di VPRIV così come emerso nel corso di studi clinici su pazienti di età pari o superiore a 65 anni è risultato simile a quello osservato in altri pazienti adulti. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazionedell’Agenzia Italiana del Farmaco. Sito web: http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa.

Gravidanza e Allattamento

Donne in età fertile Le pazienti con malattia di Gaucher che sviluppano una gravidanza possono attraversare un periodo di aumentata attività della malattia durante la gravidanza e il puerperio. Per le donne con malattia di Gaucher che stanno pianificando una gravidanza è necessaria una valutazione dei rischi e dei benefici. Gravidanza I dati relativi all’uso di velaglucerasi alfa in donne in gravidanza non non ci sono o sono in numero limitato. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti su gravidanza, sviluppo embrionale/fetale, parto o sviluppo postnatale. Per impostare una terapia personalizzata occorre monitorare attentamente la gravidanza e le manifestazioni cliniche della malattia di Gaucher. VPRIV deve essere prescritto con cautela a donne in stato di gravidanza. Allattamento Non sono disponibili dati di studi nelle donne che allattano. Non è noto se la velaglucerasi alfa sia escreta nel latte materno. VPRIV deve essere prescritto con cautela a donne che allattano con latte materno. Fertilità Gli studi sugli animali non hanno evidenziato effetti negativi sulla fertilità.

Conservazione

Conservare in frigorifero (2°C – 8°C). Non congelare. Tenere il flaconcino nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce. Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione e la diluizione, vedere paragrafo 6.3.

Composizione

Un flaconcino contiene 400 Unità* di velaglucerasi alfa**. Dopo la ricostituzione, un ml di soluzione contiene 100 Unità di velaglucerasi alfa. *Un’unità di enzima è definita come la quantità di enzima necessaria a convertire 1 micromole di p-nitrofenil β-D-glucopiranoside in p-nitrofenolo in un minuto alla temperatura di 37°C. ** prodotto in una linea cellulare di fibroblasti umani HT-1080 mediante tecnologia del DNA ricombinante. Eccipiente con effetti noti: Un flaconcino contiene 12,15 mg di sodio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.