Trattamento sintomatico dell’incontinenza da urgenza e/o dell’aumentata frequenza e urgenza urinaria in pazienti con sindrome da vescica iperattiva.
Eccipienti
Lattosio monoidrato Cellulosa microcristallina Poli(vinil acetato) Povidone Silice Sodio laurilsolfato Docusato sodico Magnesio stearato Idrossipropilmetilcellulosa Composizione della capsula: – Rosso indigotina (E132) – Giallo chinolina (solo nei 2 mg) (E104) – Titanio diossido (E171) – Gelatina Il rivestimento della compressa interna è costituito da: – Etilcellulosa – Trietil citrato – Acido metacrilico – etil acrilato copolimero – 1,2-Propilene glicole
Controindicazioni
Tolterodina è controindicata in pazienti con: – Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipientielencati al paragrafo 6.1 – Ritenzione urinaria – Glaucoma ad angolo stretto non controllato – Miastenia grave – Colite ulcerativa grave – Megacolon tossico.
Posologia
Posologia Adulti (compresi i pazienti anziani): La dose raccomandata è di 4 mg una volta al giorno, tranne che in pazienti con compromissione della funzionalità epatica o grave compromissione della funzionalità renale (GFR ≤ 30 ml/min) per i quali la dose raccomandata è di 2 mg una volta al giorno (vedere paragrafo 4.4 e 5.2). In caso di effetti indesiderati fastidiosi la dose può essere ridotta da 4 mg a 2 mg una volta al giorno. L’effetto del trattamento deve essere rivalutato dopo 2-3 mesi (vedere paragrafo 5.1). Popolazione pediatrica Non è stata dimostrata l’efficacia di TOLTERODINA DOC nei bambini (vedere paragrafo 5.1). Pertanto TOLTERODINA DOC non è raccomandata nei bambini. Modo di somministrazione Le capsule rigide a rilascio prolungato possono essere assunte con o senza cibo e devono essere inghiottite intere.
Avvertenze
Tolterodina deve essere usata con cautela in pazienti con: – Significativa ostruzione del collo vescicale con rischio di ritenzione urinaria – Disturbi gastrointestinali ostruttivi, es. stenosi pilorica – Compromissione renale (vedere paragrafo 4.2 e 5.2) – Malattia epatica (vedere paragrafo 4.2 e 5.2) – Neuropatia a carico del sistema nervoso autonomo – Ernia iatale – Rischio di diminuita motilità gastrointestinale. È stato osservato che la somministrazione di dosi giornaliere multiple da 4 mg (terapeutiche) e 8 mg (sovraterapeutiche) di tolterodina a rilascio immediato determina un prolungamento dell’intervallo QTc (vedere paragrafo 5.1). La rilevanza clinica di questi dati non è chiara e dipende dai fattori di rischio e dalla predisposizione del singolo paziente. La tolterodina deve essere usata con cautela nei pazienti con fattori di rischio per un prolungamento del QT, compreso: – Prolungamento del QT congenito o acquisito e documentato – Disturbi elettrolitici quali ipokaliemia, ipomagnesiemia e ipocalcemia – Bradicardia – Malattie coronariche importanti pre-esistenti (cardiomiopatia, ischemia miocardica, aritmia, insufficienza cardiaca congestizia) – Somministrazione concomitante di farmaci che prolungano l’intervallo QT inclusi antiaritmici di Classe 1A (p.es. chinidina, procainamide) e di Classe III (p.es. amiodarone, sotalolo). Ciò si applica particolarmente in caso di assunzione di un potente inibitore del CYP3A4 (vedere paragrafo 5.1). Il trattamento concomitante con potenti inibitori del CYP3A4 deve essere evitato (vedere paragrafo 4.5 Interazioni). Come per tutti gli altri trattamenti per sintomi di urgenza urinaria o incontinenza da urgenza, prima del trattamento, devono essere considerate possibili cause organiche per l’urgenza e la frequenza. Questo medicinale contiene lattosio. Questo deve essere tenuto in considerazione nei pazienti affetti da diabete mellito. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio – galattosio, non devono assumere questo medicinale. Questo medicinale contiene 0,00404 mmol (o 0,092988 mg) di sodio per dose. Questo deve essere tenuto in considerazione da pazienti in dieta iposodica.
Interazioni
Nei pazienti con scarsa capacità di metabolizzazione del CYP2D6, il trattamento sistemico concomitante con potenti inibitori del CYP3A4 quali gli antibiotici macrolidi (eritromicina e claritromicina), agenti antimicotici (chetoconazolo e itraconazolo) e inibitori delle proteasi non è raccomandato a causa di aumenti delle concentrazioni sieriche della tolterodina, con (conseguente) rischio di sovradosaggio (vedere paragrafo 4.4). Il trattamento concomitante con altri farmaci che posseggono proprietà antimuscariniche, può determinare effetto terapeutico e reazioni avverse più pronunciati. Al contrario, l’effetto terapeutico della tolterodina può essere ridotto a seguito del trattamento concomitante con agonisti del recettore muscarinico colinergico. L’effetto di farmaci procinetici come metoclopramide e cisapride può essere diminuito dalla tolterodina. Il trattamento concomitante con fluoxetina (un potente inibitore del CYP2D6), non determina un’interazione clinicamente significativa poiché la tolterodina e il suo metabolita CYP2D6-dipendente, 5-idrossimetil tolterodina, sono equivalenti. Studi di interazione del farmaco non hanno evidenziato interazioni con warfarina o contraccettivi orali in associazione (etinilestradiolo/levonorgestrel). Uno studio clinico ha indicato che la tolterodina non è un inibitore metabolico di CYP2D6, 2C19, 2C9, 3A4 o 1A2. Pertanto non è prevedibile un aumento dei livelli plasmatici delle sostanze attive metabolizzate attraverso questi isoenzimi quando somministrati in combinazione con la tolterodina.
Effetti Indesiderati
In considerazione delle sue caratteristiche farmacologiche, la tolterodina può causare effetti antimuscarinici da lievi a moderati, come secchezza delle fauci, dispepsia e occhi asciutti. Le reazioni avverse sono elencate sotto per sistema organo classe e per frequenza. Le frequenze sono definite come: molto comuni (≥1/10), comuni (≥1/100 a < 1/10), non comuni (≥1/1.000 a < 1/100), rare (≥1/10.000 a <1/1.000), molto rare (< 1/10.000), non note (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). La tabella che segue riporta i dati ottenuti dagli studi clinici condotti con tolterodina a rilascio prolungato e quelli provenienti dalla farmacovigilanza. La reazione avversa riportata più comunemente è stata la secchezza delle fauci, che si è manifestata nel 23,4% dei pazienti trattati con tolterodina a rilascio prolungato e nel 7,7% dei pazienti trattati con placebo.
Dopo l’inizio della terapia con tolterodina in pazienti che assumevano inibitori della colinesterasi per il trattamento della demenza, sono stati segnalati casi di peggioramento dei sintomi della demenza (es. confusione, disorientamento, allucinazioni). Popolazione pediatrica In due studi pediatrici di fase III a doppio cieco controllati verso placebo randomizzati condotti su 710 pazienti pediatrici per 12 settimane, la percentuale di pazienti con infezione del tratto urinario, diarrea e comportamento anomalo è stata più alta nei pazienti trattati con tolterodina rispetto a quelli trattati con placebo (infezione del tratto urinario: tolterodina 6,8%, placebo 3,6%; diarrea: tolterodina 3,3%, placebo 0,9%; comportamento anomalo: tolterodina 1,6%, placebo 0,4% (vedere paragrafo 5.1) Segnalazione di reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa
| Sistema organo classe | Molto comuni (> 1/10) | Comuni (≥1/100 e <1/10) | Non comuni (≥1/1.000 e <1/100) | Non note (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) |
| Infezioni ed infestazioni | Sinusite | |||
| Disturbi del sistema immunitario | Ipersensibilità non altrimenti specificata | Reazioni anafilattoidi | ||
| Disturbi psichiatrici | Nervosismo | Confusione, allucinazioni, disorientamento | ||
| Patologie del sistema nervoso | Capogiri, sonnolenza, cefalea | Parestesia, compromissione della memoria | ||
| Patologie dell’occhio | Occhi asciutti, visione anormale (inclusa accomodazione anormale) | |||
| Patologie dell’orecchio e del labirinto | Vertigini | |||
| Patologie cardiache | Palpitazioni, insufficienza cardiaca, aritmia | Tachicardia | ||
| Patologie vascolari | Arrossamento della cute | |||
| Patologie gastrointestinali | Bocca secca | Dispepsia, stitichezza, dolore addominale, flatulenza, diarrea | Riflusso gastroesofageo, vomito | |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Angioedema, cute secca | |||
| Patologie renali e urinarie | Disuria | Ritenzione urinaria | ||
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Affaticamento, edema periferico | Dolore toracico |
Gravidanza e Allattamento
Gravidanza Non esistono dati adeguati sull’uso di tolterodina in donne in stato di gravidanza. Studi condotti nell’animale hanno dimostrato effetti di tossicità sulla riproduzione (vedere paragrafo 5.3). Il potenziale rischio nell’essere umano non è noto. Pertanto tolterodina non è raccomandata durante la gravidanza. Allattamento Non sono disponibili dati relativi all’escrezione della tolterodina nel latte materno. L’uso di tolterodina deve essere evitato durante l’allattamento. Fertilità Non sono disponibili dati derivanti da studi sulla fertilità.
Conservazione
Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.
Composizione
Ogni capsula rigida a rilascio prolungato contiene: tolterodina tartrato 2 mg corrispondenti a 1,37 mg di tolterodina. Ogni capsula rigida a rilascio prolungato contiene: tolterodina tartrato 4 mg corrispondenti 2,74 mg di tolterodina. Eccipiente (i) con effetti noti Ogni capsula rigida a rilascio prolungato da 2 mg contiene 32,704 – 34,496 mg di lattosio monoidrato. Ogni capsula rigida a rilascio prolungato da 4 mg contiene 65,408 – 68,992 mg di lattosio monoidrato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
