Testo raccolto da Simona Acquistapace


Potevo mangiare tanta pasta
La pancia era il mio grande cruccio. Per assottigliare più velocemente il girovita la dottoressa Lertola mi ha spinto a fare lunghe passeggiate con la carrozzina invece di stare ferma al parco seduta su una panchina. In compenso, non mi ha mai fatto mancare il cibo: finché ho allattato, ho avuto diritto a 100 g di carboidrati sia a pranzo sia a cena, oltre al secondo e alle verdure a volontà. La gente non credeva che io fossi a dieta, vedendomi mangiare i miei bei piattoni di pasta! Il peso calava costantemente: a ottobre ero arrivata a 66 kg, anche perché nel frattempo avevo smesso di allattare (Emma era cresciuta benissimo!) e la dietologa aveva ritarato la dieta scendendo intorno alle 1500 calorie, semplicemente riducendo un po’ le porzioni.

Ho imparato a organizzarmi
A quel punto lo stress ha messo a rischio il raggiungimento del traguardo finale. Sono tornata al lavoro full time. E con due figli e un marito che nel frattempo era diventato vegetariano, mi sono ritrovata a cucinare 4 pasti diversi. In più, per il mio menu dovevo pesare gli alimenti. Ho pensato di gettare la spugna, ma la dottoressa mi è venuta in aiuto. Mi ha detto che se mi fossi fermata lì, la mancata soddisfazione mi avrebbe fatto subito recuperare qualche chilo, vanificando gli sforzi fatti fino a quel momento. Ho tenuto duro e con un po’ di organizzazione il lavoro, da nemico, si è trasformato in un buon alleato: in ufficio, lontano dalla famiglia, è diventato più facile pensare al mio pranzo. Scendevo dal mio salumiere e mi facevo tagliare un bel panino, che farcivo con bresaola o mozzarella, oppure con roast beef o tonno al naturale. E mi portavo un sacchetto di carote da casa, con l’attrezzo per pelarle: in un attimo era tutto pronto.

La mia giornata tipo:
Ecco un esempio del menu giornaliero di Lidia durante l’allattamento.
>a colazione: 200 ml di latte parzialmente scremato con 40 g di biscotti (8 di quelli della sua bambina)
>a metà mattina: 200 g di fragole e frutti di bosco
>a pranzo: arrosto (5 fette tagliate sottili, 120 g) con patate al forno (300 g, una porzione), più insalata mista
>a merenda: 1 pesca e due albicocche (200 g)
>a cena: pasta con pesce spada e capperi (100 g di pasta e 150 di pesce), insalata di finocchi
>prima di dormire: uno yogurt alla frutta (per soddisfare la voglia di dolci).
Per condire: 6 cucchiaini d’olio extravergine d’oliva. Da bere: almeno 2 litri d’acqua

Sono tornata quella di una volta
E così si arriva ad aprile di quest’anno, quando la dottoressa Lertola ha detto “Ok, il peso è giusto!”. Ho raggiunto i 61 chili, riuscendo anche a ridefinire il punto vita. Mettendo in ordine l’armadio, ho trovato i pantaloni di prima delle gravidanze: stavo per buttarli, ma prima li ho provati. E non mi sono mai stati così bene.
Lidia Scavazza, 38 anni
Testo raccolto da Simona Acquistapace
Testo pubblicato sul n. 26 di Starbene in edicola dal 16/06/2015

