BDSM: 5 cose che non sai

Sadomaso, bondage, dominazione e sottomissione, master e slave, latex e lacci. La scienza ci dice che non si tratta di pratiche per pervertiti con problemi psichici, anzi. Chi le segue di solito è sereno e ha uno status sociale elevato

BDSM: 5 cose che non sai

Da quando hai letto 50 sfumature di grigio o hai visto il film, il sadomaso, condito dal bondage e con dosi massicce di dominazione (il BDSM, insomma) ti intriga. Non che tu voglia provarci, eh. Roba da pervertiti. O forse no, in fondo, e un assaggio non ti dispiacerebbe. In effetti basta andare su Wikipedia per scoprire che il BDSM stuzzica parecchi adulti (circa uno su 6) e una buona percentuale lo pratica anche nelle sue varie declinazioni. In Italia gli adepti raggiungono la considerevole cifra di 4 milioni. Non lo sapevi? Ecco qualche altra curiosità sul sadomaso che finora ti è probabilmente sfuggita.

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50 sfumature di grigio? Quello non è BDSM
Se è stato proprio Mr. Grey ad accendere la tua curiosità, dispiace un po’ doverlo dire: quell’uomo (come la sua partner) non è un esempio credibile. Su The Guardian, un’intervista a tre entusiasti del BDSM rivela che la realtà è molto meno fredda e più complice: normalmente i partner parlano di più tra loro e si sentono legati (ahahah) l’uno all’altro, mentre nella fantasia di E.L. James il protagonista (una specie di psicopatico, dice nell’articolo lo specialista di fisiologia della riproduzione Jon Blue) non è empatico e abusa letteralmente della povera, ingenua Anastasia, innamorata di lui.
Anche secondo la psicologa, psicoterapeuta e sessuologa Maria Zurzolo, che ne scrive qui, Christian Grey è un manipolatore narcisista, protagonista di una storia di dipendenza e sopraffazione. Il vero BDSM è invece consensuale e prevede l’uso di “parole di sicurezza” (safeword) per mantenere il gioco entro limiti che siano davvero accettabili per entrambi – non solo perché uno dei partner è soggiogato emotivamente.

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Chi pratica il sadomaso ha un buon livello di benessere mentale
Torniamo alla domanda: il BDSM è per pervertiti o psicopatici? La risposta è no, anzi. Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of Sexual Medicine, che ha analizzato i questionari somministrati a 902 cultori del BDSM e 434 volontari di controllo, i primi sono risultati meno soggetti a nevrosi, più estroversi e aperti a nuove esperienze, meno propensi a sentirsi rifiutati dagli altri. Uno degli autori dello studio osserva che chi pratica BDSM è spesso più consapevole della media dei propri desideri sessuali, e saper accettare una predilezione insolita come quella per il sadomaso richiede un lavoro introspettivo benefico per la salute mentale. Come se non bastasse, in un recentissimo studio su 935 volontari dediti al sesso “rough”, il 90% ha associato il BDSM con un senso di libertà, il 98% con il piacere, il 91% con il senso d’avventura, ancora il 91% con una diminuzione dello stress e il 97% con emozioni positive. Viene davvero la tentazione di provare. Ma chi è più portato per questa sessualità avventurosa?

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Ami i gatti? Amerai anche latex e cuoio
Uno strano accostamento, micetti e fruste: eppure la scienza dice che le donne amanti dei felini apprezzano anche il BDSM. Il trait d’union è il parassita della Toxoplasmosi, che trasmette l’infezione dal gatto all’uomo e, secondo una ricerca, modifica il comportamento sessuale dell’essere umano rendendolo più sensibile al fascino erotico della paura, del dolore e del pericolo. Buffo, no?

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Top manager e fruste, non come pensi tu
Meno “meccanico” e più profondo il legame tra potere sociale e sadomasochismo. Un esteso studio su oltre 14 mila individui ha rivelato che, mano a mano che il potere sul lavoro aumenta, cresce anche la propensione al sadismo nel caso delle donne e al masochismo nel caso degli uomini. Questo, fanno notare gli scienziati, contraddice il famoso 50 sfumature di grigio, che suggerisce un parallelismo tra i giochi di potere in atto fuori e dentro la camera da letto. In realtà ciò che si deduce dalla ricerca è che il potere, aumentando l’autostima e la sicurezza in se stessi, incoraggia l’abbandono delle inibizioni relative ai ruoli sessuali e alle norme tradizionali, consentendo un comportamento più attento ai propri desideri, anche i più nascosti.

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Prima e meglio di Mr Grey, la moda
A proposito di desideri nascosti. Lo sai che il bondage è entrato nel mondo della moda con la collezione Versace del lontano 1992? Una scelta coraggiosa, che ha saputo cogliere un interesse sommerso ma certificato dalla scienza. E ha sdoganato con leggerezza un lato “dark” della sessualità.

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