Paola Perego compie 60 anni: il tumore, la rinascita e l’attacco alle liste d’attesa

Dal tumore al rene, scoperto casualmente con un controllo annuale (fatto privatamente), allo shock iniziale, dalla nefrectomia parziale al recupero post-intervento. La conduttrice arriva al traguardo dei 60 anni con consapevolezza ritrovata



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Anche per lei è arrivato il giro di boa dei 60 anni e gli immancabili bilanci. Paola Perego festeggia il compleanno (il 17 aprile) con una consapevolezza nuova frutto di un percorso personale segnato dalla battaglia contro una malattia insidiosa e da una maturata accettazione di sé.

La sfida del tumore, lo “spartiacque”

Recentemente, la conduttrice ha parlato apertamente del carcinoma renale che l'ha colpita. A gennaio 2024 Paola Perego ha rivelato di aver subito un intervento di nefrectomia parziale per un tumore al rene. La neoplasia, un carcinoma papillare di 2 cm, è stata scoperta precocemente grazie a un controllo di routine.

La conduttrice ha sottolineato l'importanza vitale della prevenzione, dichiarando che, senza il controllo, non si sarebbe accorta di nulla.

«Mi fanno rabbia quelli che dicono che non fanno le analisi perché non vogliono sapere. Cosa vuol dire? Non si guarisce da soli. Ritengo che nel 2024 sia un atteggiamento non accettabile. Tante malattie oggi sono diventate curabili, perché vengono prese in tempo», disse allora la conduttrice.

La scoperta del tumore al rene

«Ogni anno faccio una sorta di check-up. Dopo un'ecografia addominale, il medico ha detto che c’era qualcosa da approfondire e mi ha invitata a fare una risonanza. Io avrei rimandato ma mio marito Lucio (Presta, noto agente, ndr) ha insistito perché la facessi subito, dato che eravamo lì», e in quell'occasione Perego ha fatto la triste scoperta.

«L'averlo saputo in tempo ha fatto sì che potesse essermi asportata solo una parte del rene. La prima reazione è stata di rifiuto totale. Non ci ho creduto», ha rivelato la conduttrice.

«Sembra sempre che il cancro sia una cosa che può accadere solo agli altri, mai a noi. Poi ho ammortizzato la notizia, raccontandolo a tutti. Quando qualcuno mi chiedeva "Come stai?", io rispondevo "Ho un cancro". Avevo bisogno di dirlo ad alta voce».

L'intervento, eseguito dal professor Michele Gallucci, è stato risolutivo senza necessità di chemio o radioterapia.

Cos'è la nefrectomia parziale

Tecnica d'eccellenza per la cura dei tumori renali, la nefrectomia parziale mira ad asportare solo la neoplasia preservando il tessuto sano funzionante. Il professor Gallucci, noto urologo, ora in pensione, ha utilizzato l'approccio robotico (RAPN) per garantire alta precisione, preservazione della funzionalità renale e ottimi risultati oncologici a lungo termine.

Il trattamento robotico, definito mini-invasivo, ha un minor tasso di complicanze e assicura una ripresa più rapida dopo il trattamento.

Questo procedimento chirurgico, della durata di circa due ore, solitamente permette una rapida ripresa. In genere ci si aspetta di tornare alla normalità entro un mese o un mese e mezzo.

Paola Perego, il recupero e il messaggio sociale

«Il cancro è una sorta di spartiacque, ti fa vedere le cose in modo diverso, è come se prendessi coscienza della vulnerabilità, della fragilità della vita».

ulla vittoria di questa sfida, Paola Perego ha riflettuto nel bilancio sui suoi 60 anni. Poi ha confidato che comunque resta sotto osservazione. Ma questa è stata una grande lezione di vita. «Le priorità sono cambiate, io sono cambiata».

La malattia le ha fatto scoprire gli squilibri di un sistema sanitario che non riesce a coprire tutti e la disparità dell’accesso alle cure. L’aspetto più sconvolgente è che ho scoperto il tumore e l’ho curato solo perché faccio prevenzione annuale a pagamento e trovo che sia una delle più grandi ingiustizie sociali», ha detto denunciando le liste d’attesa della sanità pubblica.

Il rapporto fondamentale tra il malato e il medico

«Ricevere una diagnosi di tumore al rene è un momento che disorienta, caricando il presente di paure e il futuro di incertezze. Come specialista, conosco profondamente questo stato d’animo e il mio primo obiettivo è offrire un supporto basato sull’empatia ma, subito dopo, sulla concretezza della scienza», afferma il medico chirurgo urologo Matteo Ferro, direttore dell’Unità Operativa di Urologia dell’ASST Santi Paolo e Carlo, vicedirettore della Scuola di Specializzazione in Urologia dell’Università degli Studi di Milano.

«Oggi, fortunatamente, possiamo guardare avanti con una speranza fondata su basi solide, perché i progressi della ricerca hanno trasformato il modo in cui affrontiamo questa patologia. La domanda non è più se esistono delle cure, ma quali sono le più efficaci e adatte a ogni singolo paziente. Il panorama del trattamento del carcinoma renale».

Il rapporto con la propria bellezza

La malattia ha fatto scoprire a Paola Perego un diverso modo di approcciare la vita e diverse priorità. «Mi piaccio molto più oggi che a 30 o a 40 anni. Con l’età, la consapevolezza e l’accettazione vanno oltre l’aspetto fisico», è la sua riflessione.

«Certo, non è bello invecchiare, ammette: quando vedo qualche ruga in più mi girano scatole così come quando mi viene mal di schiena se sto piegata troppo a lungo, ma alla fine è una cosa che accetto come una cosa naturale della vita».

Per una donna che è una presenza fissa in tv, questo discorso è ancora più difficile. «Agli uomini nessuno pone il problema dell’aspetto fisico: a loro viene solo richiesto di saper fare il loro lavoro». Paola Perego ammette che la bellezza è stata un aiuto, all’inizio della mia carriera, «ma se sei solo bella duri da Natale a Santo Stefano. Ti devi impegnare, devi dimostrare di saper fare qualcosa: in 42 anni di carriera ho visto passare tante meteore».

Chirurgia e ritocchini

Anni fa ha scelto di sottoporsi a una mastoplastica riduttiva. Portava una quinta misura, ma non si sentiva a proprio agio, arrivando a usare fasce contenitive in onda per nascondersi.

Oggi dice di non voler più tornare dal chirurgo plastico per paura di rischiare e perché ha imparato a convivere con i segni del tempo, preferendo la "leggerezza" interiore. Quanto ai "ritocchini" non ne ha mai parlato, ma in passato alcuni suoi fan l’hanno criticata sui social perché a loro parere avrebbe ecceduto nell’uso di botulino.

La menopausa

La menopausa, per la conduttrice? Un momento non facile ma naturale. Perego ha raccontato di averla affrontata ricorrendo a ormoni bioidentici che l'hanno accompagnata nella gestione dei sintomi, minimizzandoli.

«Accettarsi e fare pace con il fatto che non si può piacere a tutti, cosa che per anni io ho cercato di fare. Invece conta solo essere fedeli a noi stessi. Più vado avanti e meno voglia hai di perdere tempo con le persone non ti interessano».

Il segreto: mantenere l'entusiasmo e la curiosità. Sostiene che finché si ha voglia di sperimentare, si resta «giovani di testa».


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