Linus operato per un epitelioma: cos’è, come si cura e i segnali da cogliere al volo

Linus è stato operato a un orecchio per un epitelioma, un tumore molto diffuso, legato soprattutto all’esposizione ai raggi UV. Ma che cos’è esattamente? E quali sintomi devono insospettire?

Linus operato per un epitelioma: cos’è, come si cura e i segnali da cogliere al volo
Foto: Getty

Linus, celebre voce di Radio Deejay, ha svelato sui propri canali social di essersi sottoposto a un intervento chirurgico all’orecchio per l’asportazione di un epitelioma. La sua testimonianza, accompagnata dall’esortazione a non sottovalutare i segnali della pelle, ha riacceso l’attenzione pubblica su una delle neoplasie cutanee più diffuse, spesso trascurate nelle fasi iniziali.

Identikit dell’epitelioma

Con il termine epitelioma si definisce un tumore maligno che trae origine dalle cellule del tessuto epiteliale, ovvero lo strato più superficiale che riveste la cute e le mucose. Nell’ambito della dermatologia oncologica, si distinguono principalmente due forme di tumore cutaneo non-melanoma:

  • Epitelioma basocellulare o basalioma. Rappresenta la forma in assoluto più frequente: circa l’80% di tutti i tumori della pelle. Nasce dalle cellule basali, situate nel livello più profondo dell’epidermide. Si caratterizza per una crescita lenta e per una spiccata tendenza alla distruzione nei tessuti locali. Il rischio di metastasi a distanza è estremamente raro (inferiore allo 0,1%).
  • Epitelioma spinocellulare o carcinoma squamocellulare. Deriva dai cheratinociti dello strato spinoso dell’epidermide. Ha uno sviluppo più rapido rispetto al basalioma. Se non trattato tempestivamente, presenta una probabilità superiore (seppur contenuta, intorno al 2-5%) di diffondersi ai linfonodi regionali o ad altri organi. L’orecchio esterno (in particolare il padiglione e l’elice) costituisce una delle sedi anatomiche più vulnerabili a causa della costante esposizione agli agenti ambientali e della sottigliezza del tessuto cutaneo e sottocutaneo.

Le cause dell’epitelioma

La genesi dell’epitelioma è strettamente legata ai danni cumulativi subìti dal DNA delle cellule cutanee. Tra le cause e i fattori che predispongono a questa patologia, ci sono innanzitutto le radiazioni UV di sole e lampade abbronzanti. O meglio: l’esposizione prolungata e non protetta ai raggi ultravioletti. Il danno solare si accumula nel corso dei decenni. Per questo, le lesioni compaiono prevalentemente nelle aree corporee più esposte (viso, collo, orecchie, cuoio capelluto calvo, dorso delle mani).

C’è poi il fototipo chiaro. Individui con pelle e occhi chiari, capelli biondi o rossi, e tendenza a scottarsi facilmente anziché abbronzarsi hanno una suscettibilità genetica superiore. Un altro fattore di rischio è l’età avanzata. L’incidenza aumenta significativamente dopo i 50 anni, conseguenza diretta della sommatoria dei danni da UV nel tempo. Sono più predisposte, inoltre, le persone che si sono sottoposte a terapie immunosoppressive (per esempio, i trapiantati) o con malattie del sistema immunitario in corso. Possono favorire la comparsa di epitelioma anche il contatto con agenti chimici come l’arsenico e i trattamenti di radioterapia. Infine la presenza di cheratosi attiniche (macchie ruvide e squamose causate dal sole) costituisce un potenziale campanello d’allarme.

I sintomi da non sottovalutare

L’epitelioma può manifestarsi in modi differenti, che talvolta possono trarre in inganno. Tra i campanelli d’allarme, ci sono piccole nodulazioni perlacee o traslucide con vasi sanguigni visibili in superficie; lesioni piatte, eritematose (rossastre) o simili a cicatrici; piaghe o ferite che sanguinano facilmente, formano croste e non guariscono nell’arco di qualche settimana; placche ruvide, squamose o verrucose, che aumentano progressivamente di dimensione.

Come ha sottolineato Linus, la chiave è la tempestività. Ogni lesione cutanea che cambia aspetto o che stenta a cicatrizzare richiede un controllo dermatologico approfondito, con l’ausilio di dermatoscopia o biopsia.

In che cosa consistono le cure

Il trattamento di elezione per l’epitelioma è l’asportazione radicale della lesione. La scelta della strategia dipende da localizzazione, dimensione, tipo istologico e condizioni generali del paziente. La chirurgia oncologica tradizionale consiste nell’escissione chirurgica della lesione e di un margine di tessuto sano circostante (il cosiddetto margine di sicurezza), per garantire la completa eliminazione delle cellule tumorali.

La chirurgia micrografica di Mohs è indicata specialmente per zone esteticamente e funzionalmente delicate, come orecchio, naso e palpebre. Prevede l’asportazione progressiva del tessuto e la sua immediata analisi microscopica intraoperatoria fino a riscontrare margini completamente “puliti”. Con il vantaggio di massimizzare la conservazione del tessuto sano. Ci sono, poi, la crioterapia per lesioni molto superficiali o piccole, l’applicazione di creme a base di imiquimod o 5-fluorouracile, oppure la terapia fotodinamica: sono tutte opzioni valide per basaliomi superficiali o cheratosi attiniche diffuse. La radioterapia è riservata a pazienti non candidabili alla chirurgia o come trattamento adiuvante in casi complessi.

I rischi che si corrono con l’epitelioma

Sebbene la prognosi, in caso di diagnosi precoce, sia eccellente (con tassi di guarigione superiori al 95%), il percorso terapeutico comporta possibili complicanze. Nel padiglione auricolare, l’asportazione può richiedere interventi di ricostruzione mediante innesti o lembi cutanei, con cicatrici visibili o alterazione della forma dell’orecchio. L’intervento o la patologia stessa possono coinvolgere la cartilagine, i nervi facciali o il condotto uditivo, causando dolore cronico o deficit funzionali. Infine, se la lesione non viene rimossa con margini ampiamente puliti, il tumore può ripresentarsi nella stessa sede.

Per prevenire, devi proteggerti dal sole (sempre)

La prevenzione si basa sulla fotoprotezione costante: utilizzo quotidiano di solari a largo spettro (SPF 30 o 50+), cappelli a tesa larga per proteggere le orecchie e riduzione dell’esposizione nelle ore centrali della giornata. Dopo un intervento, diventano fondamentali i controlli dermatologici periodici per monitorare la guarigione ed effettuare uno screening sistematico della pelle. «L’epitelioma basocellulare è il più comune tumore cutaneo, viene classificato tra i carcinomi, ma la sua malignità è essenzialmente locale (tende a “perforare” i tessuti circostanti): è estremamente raro che dia metastasi», conferma Pier Luca Bencini, medico chirurgo specialista in dermatologia, venereologia e urologia. «Tipicamente insorge sulla pelle esposta al sole (che rappresenta il cosiddetto campo di cancerizzazione), ma può interessare qualunque parte del corpo: in ogni caso, in oltre l’80% dei casi colpisce il volto».