Ne avrai probabilmente incontrata durante qualche passeggiata: la rosa canina è un arbusto spinoso che in estate sfoggia fiori delicati, di colore bianco-rosato, e in autunno si adorna di allegre palline rosso fiammante.
Chiamate comunemente bacche, sono i cinorrodi, ovvero “falsi frutti” contenenti una peluria che a sua volta nasconde altri minuscoli frutti, simili a semi. Approfitta di questa stagione per farne scorta.
Puoi raccogliere le preziose bacche in tutt’Italia, dal mare sino a 1800 m di quota, tanto nei giardini quanto lungo i sentieri, perché la rosa canina è una pianta rustica, capace di resistere bene a siccità, freddo e vento.
In infuso contro raffreddori & co.
Stacca i cinorrodi dai rami, facendo attenzione alle spine, per poi utilizzarli per tisane, marmellate, decotti e sciroppi utili per prevenire i malanni della brutta stagione: 100 g di bacche contengono tanta vitamina C quanto 1 kg d’arance.
«Se vuoi sfruttare al massimo questa ricchezza, metti in un litro di acqua calda 50 g di bacche, lasciandole bollire per almeno 10 minuti, quindi bevi la tisana ancora calda, prima che le vitamine si ossidino», suggerisce il biologo nutrizionista Leopoldo Cervo.
I cinorrodi possiedono anche altre proprietà: «Sempre utilizzati in tisana, hanno un effetto astringente, utile in caso di problemi intestinali, e sono dei preziosi diuretici, impagabili in caso di coliche renali e cistiti, perché hanno anche un naturale effetto antinfiammatorio e non affaticano i reni», aggiunge il nostro esperto.
Puoi inoltre sfruttare la rosa canina per il suo potere rilassante: «In questo caso metti in mezzo litro di acqua fredda 15 g di bacche e poi fai bollire per non più di dieci minuti. Poi filtra e bevi, se vuoi anche con l’aggiunta di zucchero oppure limone.
Non esagerare però: un decotto al giorno è più che sufficiente per ottenere un buon effetto calmante», consiglia sempre il dottor Cervo.
In polvere per fare sogni d’oro
Sempre con effetto sedativo, ma in modo mirato per aiutarti a dormire, puoi utilizzare i cinorrodi polverizzati. Devi tagliarli, togliere la peluria interna,poi sminuzzarli e farli seccare, al sole oppure in forno, ma a temperature non superiori ai 50 °C.
«La sera puoi sciogliere in bocca 3 g polvere per una dolce azione sedativa», aggiunge il nostro esperto. E se non hai occasione di raccogliere la rosa canina, non preoccuparti: trovi le bacche in erboristeria e nei negozi di prodotti bio, fresche o secche», spiega il dottor Cervo.
Puoi acquistare anche dei preparati a base di rosa canina già confezionati: capsule con la polpa secca, tisane (anche con l’aggiunta di altri ingredienti) e marmellate. I prezzi variano dai 3 € per 20 bustine per le tisane, ai 10 € per un vasetto di marmellata da 100 g.
ECCO 3 PICCOLI FRUTTI DA PROVARE

1 Olivello spinoso
L’Elaeagnus rhamnoides: ha fiori maschili e femminili. Solo questi ultimi diventano frutti di colore arancione vibrante.
«Ricco di tannini, e quindi con un’alta capacità antiossidante, l’olivello spinoso è un disinfettante naturale, consigliato solo a chi soffre di calcoli renali», spiega il dottor Leopoldo Cervo. Ha inoltre un’azione tonificante, che lo rende utile in situazioni di affaticamento.
Lo trovi già pronto, in polpa e in succo, spesso con l’aggiunta di dolcificanti, perché al naturale ha un sapore un po’ acido.
Ma puoi prepararlo anche da sola: congela le bacche, puliscile e frullale con un po’ di zucchero o miele per fare delle puree, da aggiungere a creme di datteri, meleo banane, marmellate o succhi.

2 Biancospino
Il Crataegus oxyacantha ha fiori bianchi, raggruppati, e a partire da settembre e per tutto l’inverno frutti rossi, a grappolo.
«Il biancospino è famoso soprattutto per i suoi fiori, utilizzati per combattere l’ansia e l’ipertensione, ma sono preziosi anche i suoi frutti, che hanno proprietà astringenti e diuretiche», spiega l’esperto.
Puoi utilizzarli come base per un’ottima marmellata, aggiungendo una spolverata di zenzero e di cannella. O trasformarli in un dolce sciroppo, da gustare magari caldo.
Oppure, ancora, per preparare un liquore, perfetto per aiutarti dopo un pasto troppo abbondante: pesta 500 g di bacche in un mortaio e lasciale riposare per 2 settimane in un vaso con 3 decilitri di alcol. Poi filtra.

3 Prugnolo
Il Prunus Spinosa ha fiori bianchi e poi frutti sferici, simili alle susine, raggruppati a tre, che maturano a ottobre
«Il prugnolo è un frutto che, da sempre, viene utilizzato per curare la stitichezza», spiega Leopoldo Cervo. «Puoi prenderlo sotto forma
di marmellata, da preparare unendo i prugnoli allo zucchero e a un po’ di buccia di limone bio.
Fai attenzione però a togliere sempre il nocciolo perché, come i rami e le radici, è ricco di pericoloso acido cianidrico».
I frutti del prugnolo sono anche l’ingrediente di un liquore tradizionale dell’Appenino emiliano: il prugnolino (bacche e alcol con l’aggiunta di chiodi di garofano o chicchi di caffè secondo le diverse ricette), utilizzato come digestivo.
Fai la tua domanda ai nostri esperti
Articolo pubblicato sul n. 49 di Starbene in edicola dal 21/11/2017

