Sai cos’è il turismo rigenerativo? Ecco perché è la nuova frontiera delle vacanze (da provare)

Scopri questo modo di viaggiare che permette di contribuire al bene di comunità e territori. Ecco tre realtà che coniugano benessere, conoscenza e responsabilità sociale

Sai cos’è il turismo rigenerativo? Ecco perché è la nuova frontiera delle vacanze (da provare)
Un momento del viaggio Abruzzo Wild, organizzato da ORMA guides (Foto: Massimo Masone)

C’è una forma di turismo che esaurisce le risorse del luogo in cui si svolge. E una che mira a lasciare un impatto positivo sul territorio in cui opera. È il turismo rigenerativo, l’ultima frontiera dei viaggi responsabili che va oltre la sostenibilità, generando un valore concreto e condiviso.

Lo sottolinea già da qualche anno il gruppo di lavoro italiano del Sustainable tourism forum, l’incontro annuale del GSTC (Global Sustainable Tourism Council), rilevando come siano gli stessi viaggiatori a richiedere più contatto con i territori e le comunità visitate. E l’offerta ora si sta adeguando con proposte sempre più consapevoli e trasformative.

Relais & Châteaux – I nuovi progetti di responsabilità sociale

Rendere quotidianamente il mondo un posto migliore attraverso la cucina e l’ospitalità nel rispetto di territori, comunità e ambiente. Sono questi gli obiettivi di Relais & Châteaux, l’associazione che riunisce 580 hotel e ristoranti d’eccellenza di 56 paesi del mondo, accomunati dall’impegno per la sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Tra i suoi affiliati ci sono strutture impegnate nella lotta alla disuguaglianza attraverso l’istruzione. È il caso della fondazione The Place of Wonders, creata dalla famiglia Babini, allo scopo di preservare i saperi artigianali a rischio di scomparire. Succede ad esempio al Londra Palace Venezia, elegante dimora a pochi passi da Piazza San Marco, dove gli ospiti incontrano i giovani talenti sostenuti dalle borse di studio erogate. Lo fanno partecipando a laboratori e a tour nelle botteghe, oltre a contribuire alla loro formazione con la donazione di 5 euro per ogni soggiorno.

Sai cos’è il turismo rigenerativo? Ecco perché è la nuova frontiera delle vacanze (da provare)
A Venezia sorge il Londra Palace Venezia, di Relais & Chateaux: sostiene le “artigiane del vetro”, con scuole di formazione. (Foto: Elsa Brufani)

Non solo in Italia, i progetti rigenerativi coinvolgono decine di strutture della collezione Relais & Chateaux in tutto il mondo. Ad esempio a Casa Palopó, in Guatemala, la proprietaria Claudia Bosch ha stimolato gli abitanti a prendersi cura del proprio villaggio con l’azione Pintando el Cambio (Dipingere il Cambiamento). Da quando le persone hanno iniziato a dipingere di blu e decori le facciate, il turismo è cresciuto e di pari passo è diminuito lo spopolamento.

Ma anche gli ospiti della struttura sono coinvolti in questa rigenerazione sociale e ambientale: armati di grembiule e pennelli aiutano a tinteggiare le case. E chi desidera valorizzare la propria casa s’impegna in cambio a iscrivere i figli a scuola. Un’idea pensata per contrastare l’abbandono scolastico e arricchire di soddisfazione i visitatori. Se non è turismo rigenerativo questo!

Info: relaischateaux.com.

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Casa Raphael, in Valsugana (Foto: Casa Raphael)

Five Dimensions Wellness® – Il primo network dell’ospitalità rigenerativa

A conferma di questo trend è la nascita della prima catena di ospitalità rigenerativa, attenta al benessere globale sia degli ospiti sia delle comunità incontrate. Si chiama Five Dimensions Wellness® e tocca le cinque dimensioni del benessere: fisica, relazionale, ambientale, mentale e spirituale. In che modo? Responsabilizzando l’ospite sull’impatto che le sue scelte di soggiorno possono avere sul territorio.

Per rendere questa impronta positiva, le strutture affiliate consegnano ai loro ospiti il Patto del Viaggiatore Rigenerativo, un vademecum che consiglia azioni concrete per prendersi cura di se stessi e degli altri in vacanza, ma con attenzione al territorio. Ad esempio, alla voce Benessere Relazionale c’è l’invito a partecipare ad eventi che coinvolgano i residenti, usando anche parole gentili e accogliendo con il sorriso le persone che s’incontrano.

Sai cos’è il turismo rigenerativo? Ecco perché è la nuova frontiera delle vacanze (da provare)
Casa Raphael, in Valsugana, organizza laboratori di arteterapia ed erboristeria aperti alla comunità (Foto: Casa Raphael)

Fra gli aderenti c’è Casa Raphael, una struttura termale immersa nella natura della Valsugana a Roncegno (Trento), dove oltre a laboratori di arteterapia, erboristeria ed euritmia curativa (una forma di meditazione danzata), si favorisce il ripristino di spazi collettivi con il proprio soggiorno. La struttura è infatti inserita in un parco comunale, mappato in modo da consentire a chiunque di goderne in chiave terapeutica mediante percorsi di forest bathing.

Al Bioagriturismo e Cantina Biodinamica Vojon di Ponti sul Mincio (Mantova), particolarmente attento al rispetto della terra e dei suoi ritmi, gli ospiti vengono coinvolti in giornate aperte alla collettività come il Natural Wellness Day, tra degustazioni di prodotti biologici e yoga praticato tra i filari, per meglio comprendere l’importanza del nostro essere radicati alla terra.

Ma quanto fa bene una vacanza che ti rende parte di una comunità? Lo dirà il Wellbeing Self-Assessment, uno strumento digitale di misurazione del benessere per quantificare l’impatto trasformativo dell’ospite prima e dopo il soggiorno. A ideare tutto il progetto, insieme a un pool di professionisti, è Paola Rizzitelli, esperta di una nuova disciplina: l’economia del benessere.

Info: fivedimensionswellness.com.

Orma Guides – I viaggi come attivismo

«E no, niente cappellini coordinati. Scoprire il lato autentico del mondo, ascoltare storie di resistenza e innovazione, e tornare con una valigia piena di idee (non di souvenir inutili) ti farà sentire parte di qualcosa di più grande». Con queste parole tre giovani tour operator hanno fondato ORMA Guides, specificando nel sito la missione dei propri viaggi: essere parte integrante di un cambiamento sociale.

Un intento dichiarato già nel nome, riferendosi all’impronta positiva che vuole lasciare sui luoghi e le comunità visitate. Quindi niente tour “mordi e fuggi” e location instagrammabili. Il nuovo concetto di viaggio è quello di entrare in relazione profonda con gli abitanti e le piccole realtà del posto, dando il proprio contribuito per sostenere progetti che rigenerino l’ambiente e la società.

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Birdwatching nel Parco del Gran Sasso. Un momento del viaggio Abruzzo Wild, organizzato da ORMA guides, in collaborazione con attivisti e guide locali (Foto: Massimo Masone)

Ogni viaggio ha, infatti, un tema e uno scopo, quello di voler lasciare un luogo migliore di quando si è arrivati. Questo il senso dell’attivismo, ma in che modo si svolge? Scegliendo hotel, ristoranti e centri minori in cui venire a stretto contatto con le storie di persone e comunità resilienti. Ascoltando storie, collaborando a progetti di inclusività, rigenerazione urbana e ripristino dei terreni. Il tutto accompagnato da guide ambientali, attivisti ed esperti del territorio.

Qualche esempio? Abruzzo Wild è il viaggio a tema biodiversità che si pone come intento quello di approfondire la conoscenza del lupo appenninico e comprendere la sua importanza nell’equilibrio dell’ecosistema. O ancora, fare un’esperienza di vita comunitaria nei villaggi indigeni Waorani, nel cuore della foresta amazzonica dell’Ecuador. E poi ci sono gli Urban Trails, passeggiate urbane che fanno vivere in prima persona la narrazione sulle città, approfondendo questioni diverse per leggere il cambiamento e affrontare le sfide future: dalla Torino delle Olimpiadi del 2006 alla Bologna di portici e street art.

Info: ormaguides.com/it.