Pettinare i capelli da bagnati, l’errore che facciamo tutti

Sapevi che usare pettine e spazzola sui capelli bagnati può causare più danni che benefici? Leggi qui per scoprire qual è il metodo giusto per districarli

Pettinare i capelli da bagnati, l’errore che facciamo tutti
Foto: iStock

Pettinare i capelli da bagnati subito dopo la doccia è un gesto quasi automatico per molti di noi. Ma quasi nessuno sa che questo rappresenta uno dei principali errori nella cura della chioma, in grado di causare rottura, doppie punte e indebolimento strutturale. Sebbene possa sembrare il momento più comodo per districare i nodi, la biologia del capello ci rivela che l’acqua altera profondamente la resistenza della fibra capillare, esponendola a forti traumi da trazione.

La scienza del capello umido: perché è così fragile?

Districare le ciocche con pettine e spazzola, infatti, potrebbe portare a un aumento della rottura e del diradamento dei capelli nel tempo. Uno studio del 2022 dell’Università di Manchester ha analizzato questo aspetto, scoprendo che l’idratazione può modificare la risposta dei capelli allo stress.

Quando i capelli si bagnano, infatti, subiscono notevoli cambiamenti fisici che possono influire sulla loro capacità di resistere allo stress causato dalla spazzolatura. L’acqua provoca il rigonfiamento del fusto, allunga la cuticola e rende i capelli più suscettibili alla rottura. Sebbene la ricerca abbia dimostrato che da bagnati si allunghino più che da asciutti prima di rompersi, ciò non significa che siano più flessibili e resistenti. Anzi!

Se proviamo, infatti, a tirare un capello asciutto, la sua elasticità è minima; da bagnato, invece, si allunga notevolmente sotto trazione. Questo stiramento forzato deforma la cuticola in modo permanente, portando alla formazione di nodi complessi e, nei casi peggiori, al diradamento nel tempo.

Cosa succede se pettini i capelli da bagnati

Pettinare i capelli da bagnati, l’errore che facciamo tutti
Courtesy Gyada Cosmetics

«Quando i capelli sono bagnati, i legami di idrogeno che si formano tra gli amminoacidi che compongono la cheratina vengono mascherati dall’acqua e resi più deboli. I capelli quindi risultano più elastici, ma anche più fragili», spiega Daniele Carroli, Responsabile R&D Laboratori Framesi. «I capelli asciutti, invece, possono resistere a carichi di rottura più elevati, ma la frizione che si forma tra le setole della spazzola e le cuticole spesso rende più difficile pettinarli. L’effetto è ancora più evidente quando i capelli sono duri, spessi, trattati o porosi e le punte danneggiate. Il groviglio che si forma tra le punte dei capelli è a volte indistricabile».

Sotto l’azione dell’acqua, le scaglie di cheratina che proteggono lo strato esterno del capello si dischiudono e si sollevano. Venendo meno questa barriera protettiva naturale, il fusto diventa poroso, sensibile alle aggressioni esterne e incline a svuotarsi della sua naturale idratazione.

Le mosse giuste per non danneggiare la chioma

Ma allora, che fare? Quando si possono pettinare i capelli per non farli indebolire? «Da bagnati i capelli vanno eventulmente pettinati solo dopo avere applicato il prodotto giusto e con la giuste accortezze. Ad esempio, i conditioner in crema sono composti generalmente da polimeri, naturali o sintetici, che creano un film protettivo e molto scivoloso sulla superficie del capello. Altri componenti emollienti, di solito a carica positiva, si fissano sulle cuticole, ammorbidendo la struttura del fusto capillare e rinforzando i legami ionici. Proteine idrolizzate e altri attivi riempiono le porosità del capello rinforzando la struttura cheratinica. Il risultato è un capello più docile al pettine e pronto a ricevere le giuste cure», sottolinea l’esperto.

Come applicare il prodotto nel modo giusto? «Come fa il parrucchiere, dopo lo shampoo. Sarebbe consigliato eliminare l’acqua in eccesso tamponando con una salvietta che evita di diluire eccessivamente il prodotto, così da ottenere il risultato ottimale.

Un pettine da preferire, poi, è certamente quello a denti larghi. Si comincia dalla punta dei capelli, che sono sempre la parte più fragile e problematica, districandoli con delicatezza. Si sale per le lunghezze, fino ad arrivare quasi alla radice, in modo da distribuire il prodotto in maniera uniforme. Questo è il momento migliore per spazzolare via i capelli fisiologicamente caduti che devono essere eliminati, magari anche con un pettine a denti più sottili o una spazzola morbida. Infine, un accurato risciacquo elimina l’eccesso del prodotto e assicura che solo gli attivi necessari rimangano sul capello».