
Secondo un’indagine condotta sul web, la caduta dei capelli è tra i maggiori timori estetici delle donne dopo i 35 anni di età. Le statistiche dicono che negli ultimi anni la diffusione dell’alopecia femminile è raddoppiata.
Ma se la perdita di un certo numero di capelli è un fenomeno normale (in una giornata se ne cadono anche un centinaio), se comincia ad aumentare, fino a provocare un diradamento progressivo della capigliatura, significa che c’è qualcosa che non va e bisogna correre ai ripari.
Fai la tua domanda ai nostri esperti

Qual è la causa?
Spesso la colpa è dello stress che, agendo sul sistema endocrino, fa scattare un meccanismo che conduce all’assottigliamento dei capelli.
Altre cause possibili: carenze di vitamine e sali minerali, variazioni ormonali, disturbi metabolici, infezioni, sovraffaticamento, farmaci, stress e tensioni emotive. Anche le ripetute sedute dal parrucchiere, i cosmetici aggressivi e i “maltrattamenti” quotidiani, come l’abitudine di legare troppo stretti i capelli, possono contribuire a indebolirli, provocandone la caduta. In questo caso si parla di alopecia reattiva: si arresta o migliora quando viene meno la causa scatenante.

L’autoanalisi del capello
Per un mese, ogni mattina e sera, passare il pettine pulito tra i capelli, sempre nello stesso senso, per 3 volte in aree diverse, e contare quanti ne rimangono tra i denti. Scrivere il numero sul calendario: se entro una settimana la caduta non diminuisce, è bene andare dal dermatologo o in un centro tricologico.
Valutare anche lo stato di salute dei capelli, controllando se pettinandosi non restano in piega, appaiono secchi e induriti, opachi e afflosciati, anche dopo lo shampoo. Tenere conto che la perdita aumenta dopo i lavaggi, in primavera e autunno, in caso di cambiamento di abitudini alimentari o di vita, malattie prolungate o assunzione di farmaci.

Usare prodotti specifici
Non esistono cosmetici in grado di arrestare la caduta. Shampoo e lozioni idroalcoliche non influenzano l’attività dei follicoli piliferi, ma contribuiscono a ritardare o limitare la perdita delle ciocche: proteggono il fusto dall’azione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento precoce delle cellule, aumentano l’apporto di nutrienti, vitamine e oligoelementi a livello del follicolo pilifero, rinforzano i capelli e tonificano il cuoio capelluto.

Integratori sì o no?
Nutraceutici e integratori alimentari vanno usati come coadiuvanti di una terapia specifica, prescritta dal dermatologo, o in situazioni di carenze nutrizionali accertate, per esempio allattamento, stress o malattie, uso prolungato di farmaci.
Sono utili in particolare in caso di alopecia androgenetica o di danni da cosmetici o trattamenti estetici, come tinture o permanenti. I più validi sono quelli a base di lievito di birra, estratto di miglio e olio di germe di grano.

