- Perché c’è chi sviluppa reazioni alle punture più importanti?
- Queste reazioni cutanee sono di natura allergica?
- Cosa si rischia con le punture degli imenotteri?
- Cosa fare, invece, quando ci si ritrova “a sorpresa” con un’irritazione estesa?
- In cosa consiste il trattamento-base in caso di punture?
- Ci sono persone che attirano di più le zanzare?
- Che tipo di reazioni causano le punture di tafani?
- E i pappataci, così piccoli da passare quasi inosservati?
- Tra gli “esserini” meno noti ci sono gli acari del legno…
- Come si riconoscono le punture delle cimici del letto?
- Che segni lasciano le punture delle pulci di cani e gatti?
- Le piante scaccia-insetti consigliate dall’erborista
Ci sono le avventure che continuerai a raccontare per anni, i panorami che ti lasciano senza parole, gli incontri inaspettati in riva al mare, in mezzo al verde o sotto le stelle, in grado di ridisegnare la tua geografia affettiva. Tra i mille privilegi dell’estate, spicca un’irresistibile dose di imprevedibilità. Peccato che, in mezzo ai regali inattesi, compaiano puntualmente piccoli e fastidiosi intrusi. Le zanzare, certo. Ma non soltanto. Esistono insetti, comunissimi nel nostro Paese, che ti pungono (quasi) senza che tu, sul momento, te ne accorga. Dai pappataci alle cimici del letto. La reazione cutanea compare a sorpresa. E non sempre è un minuscolo pomfo che pizzica appena. Il dottor Paolo Calzari, allergologo ed esperto in dermatologia allergologica allo Studio Dermatos di Milano, ci spiega quello che c’è da sapere.
Perché c’è chi sviluppa reazioni alle punture più importanti?
«La predisposizione a questo tipo di ipersensibilità è legata a diversi fattori. In genere, tende a manifestare reazioni più intense ed estese chi già soffre di patologie infiammatorie cutanee come dermatiti e orticaria – quest’ultima può essere innescata anche da un semplice mal di gola (post infettiva) o può essere spia di una malattia sistemica (come la Tiroidite). Si rischia di più anche quando la pelle è molto secca e non integra, come talvolta capita alle persone anziane. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, la causa delle reazioni importanti alle punture di insetto resta misteriosa e il meccanismo sottostante viene definito “idiopatico”».
Queste reazioni cutanee sono di natura allergica?
«Bisogna fare una distinzione. Esiste l’allergia alla zanzara, la sindrome di Skeeter – al posto del semplice ponfo, può comparire un gonfiore significativo, un eritema persistente o una serie di papule dure e, talvolta, malessere e febbre – ma è estremamente rara. Per definizione, le reazioni allergiche legate al mondo degli insetti, e quindi riscontrabili con test diagnostici alla ricerca degli anticorpi IgE, sono scatenate dal veleno degli imenotteri, come api, vespe e calabroni, le cui punture sono tutt’altro che indolori. Gli insetti che pungono senza darne percezione immediata provocano invece risposte infiammatorie non di tipo allergico: provocate dalla saliva dell’animaletto e spesso anche da sostanze ad azione anestetica che zanzare & Co. iniettano per colpire silenziosamente, possono essere marcate, fastidiose e dolorose. Di solito, però, si limitano alla reazione locale e non sono davvero pericolose».
Cosa si rischia con le punture degli imenotteri?
«La puntura di imenotteri come api, vespe e calabroni provoca dolore ed edema, a volte anche molto esteso. Il vero problema, però, si pone quando si è allergici al veleno. Può scatenarsi una reazione sistemica con orticaria diffusa, difficoltà respiratorie, nausea e crampi, fino allo shock anafilattico, con crollo della pressione. Chi sa di essere allergico deve portare sempre con sé un autoiniettore di adrenalina, da usare in caso di emergenza. Gli altri devono stare attenti ai segnali che indicano lo sviluppo di un’allergia: succede quando si viene punti più volte e ogni episodio causa una reazione più intensa. In questi casi è necessaria una visita allergologica, anche per valutare l’immunoterapia specifica, che riduce il rischio di reazioni gravi future».
Cosa fare, invece, quando ci si ritrova “a sorpresa” con un’irritazione estesa?
«Se la situazione non migliora nel giro di 2-3 giorni, va fatta una visita da un dermatologo o da un allergologo, utile anche per riuscire a individuare con esattezza il tipo di insetto responsabile e cercare di adottare strategie mirate per tenerlo alla larga ed evitare altre punture. Lo specialista suggerirà i farmaci più adatti per attenuare il fastidio e la lesione, personalizzando formule e dosaggi».
In cosa consiste il trattamento-base in caso di punture?
«Quando la reazione cutanea è marcata (che si tratti di zanzare, tafani, cimici del letto o altri insetti comuni) l’obiettivo è ridurre prurito e infiammazione. In genere si utilizza un antistaminico per bocca – quelli in crema, soprattutto d’estate, se esposti al sole, possono provocare fotodermatiti e peggiorare il quadro. A livello locale, può essere indicato un corticosteroide topico a bassa potenza, da applicare per 2-3 giorni, 1-2 volte al giorno. Tra i rimedi pratici, anche il ghiaccio può dare un po’ di sollievo. In alternativa, si possono usare creme antiprurito specifiche, ad esempio a base di capsaicina, sostanza naturale derivata dal peperoncino: applicata sulla pelle, dà inizialmente una sensazione di calore e poi contribuisce a ridurre il pizzicore. Attenti a non metterla sul viso, specie vicino agli occhi».
Ci sono persone che attirano di più le zanzare?
«Sì, sembra che molto dipenda dall’odore corporeo. Per esempio, è stato osservato che chi soffre di diabete può risultare più “appetibile” perché emette sostanze odorose particolari, simili a quelle della frutta matura. Si è parlato anche di una possibile influenza del gruppo sanguigno, ma non esistono conferme scientifiche definitive. Per quanto riguarda le lesioni, alcune specie tropicali, ormai diffuse anche da noi, tendono a provocare più spesso reazioni evidenti, con aree molto infiammate o bolle sierose. Fondamentale la prevenzione: è utile usare repellenti (ad esempio a base di DEET o icaridina), zanzariere ed evitare i ristagni di acqua dove vengono deposte le uova».
Che tipo di reazioni causano le punture di tafani?
«A volte la puntura non viene avvertita subito, altre volte causa un dolore acuto. Sulla pelle compaiono aree arrossate e gonfie, spesso con un forellino centrale. Per proteggersi è utile indossare abiti chiari e accollati, e non trattenersi nelle ore più calde in luoghi umidi come le rive dei fiumi e vicino agli animali (occhio alle stalle) dove questi insetti amano stare. Proprio come le mosche del bestiame, che causano reazioni simili».
E i pappataci, così piccoli da passare quasi inosservati?
«Sono silenziosi e attivi soprattutto al tramonto. Le loro punture in genere provocano piccoli pizzichi, spesso multipli. Per impedire che entrino in casa servono zanzariere a maglie particolarmente fitte».
Tra gli “esserini” meno noti ci sono gli acari del legno…

«Questi parassiti microscopici vivono nel legno infestato dai tarli, di cui attaccano le larve. Quando pungono l’uomo possono provocare dermatiti molto pruriginose, con lesioni ravvicinate. L’infestazione è in genere limitata a un mobile o a un’area specifica della casa, per questo i sintomi compaiono solo in chi dorme o sosta in quella zona. Durante i trattamenti antitarlo, gli acari vanno alla ricerca di un nuovo ospite, aumentando il rischio di punture. Meglio evitare per qualche giorno gli ambienti coinvolti. Per una diagnosi più precisa, è utile l’analisi delle polveri domestiche, rivolgendosi a centri specializzati come il Centro di Ricerca Urania vicino a Perugia».
Come si riconoscono le punture delle cimici del letto?
«Si vedono pomfi ravvicinati, disposti in fila: è un indizio caratteristico, perché la cimice cammina, si ferma, punge, poi si sposta e punge di nuovo. Un altro altro elemento distintivo è il ritardo con cui compare il prurito: le cimici colpiscono nelle prime ore del mattino, e la reazione si avverte verso l’ora di pranzo. Per individuarle bisogna controllare bene materasso, cuciture, struttura del letto, battiscopa. Una volta accertata la presenza, serve una bonifica accurata, spesso con l’aiuto di un’azienda specializzata».
Che segni lasciano le punture delle pulci di cani e gatti?
«Provocano pomfi piccoli ma molto pruriginosi, che tendono a concentrarsi su caviglie e gambe, in genere entro i 40 centimetri da terra, dove questi insetti riescono ad arrivare saltando. Se si dorme con l’animale o lo si tiene spesso addosso, le punture compaiono anche in altre zone, tipo braccia e addome. Non basta trattare la pelle con creme lenitive. Per interrompere il ciclo dell’infestazione, bisogna intervenire sull’animale con antiparassitari adeguati e fare una pulizia profonda di tappeti, cucce, battiscopa e angoli nascosti».
Le piante scaccia-insetti consigliate dall’erborista
Gli oli essenziali sono tra i rimedi naturali più efficaci per tenere lontani gli insetti. «Molto concentrati, agiscono soprattutto sull’olfatto, molto sviluppato negli insetti, creando un ambiente per loro sgradevole» spiega Maria Martinisi, chimico tecnico erborista. «Tra i più utili ci sono citronella, lavanda e geranio. Si usano nei diffusori, con poche gocce su batuffoli di cotone o tovaglioli da sistemare vicino a finestre, davanzali, ingressi o nelle credenze, oppure diluiti in acqua (agitando bene prima dell’uso), spruzzati su tende, divani e ai piedi del letto, sempre senza esagerare. Se applicati sulla pelle per lenire il fastidio delle punture, vanno miscelati a una crema o a un olio vegetale, ad esempio di mandorla».
- Lavanda. Utile per allontanare tutti gli insetti (incluse le api), efficace post-puntura, da usare per 2-3 giorni diluita in olio vegetale o crema.
- Citronella. Sotto forma di candele e diffusori, è la più indicata contro le zanzare e le mosche.
- Geranio. Ideale contro farfalline e tarli, da diluire nell’olio di neem e passare sui mobili infestati.
- Menta. In combinazione con altri oli (come eucalipto e geranio) per potenziare l’effetto repellente.

