Camminare non è un’azione come tante. Può diventare una fonte di grande benessere psicologico. Innanzitutto, migliora l’autostima, la percezione del sé fisico e la padronanza di sé. Se lo fai in modo mindful – cioè consapevole, concentrandoti sul respiro e su ogni passo – riesci ad assaporare il qui e ora e a staccarti sia dai rimpianti per il passato sia dalle preoccupazioni per il futuro.
Metterti in cammino può servirti anche a riflettere meglio sui nodi che ti opprimono e, quindi, a trovare la strada per scioglierli. E poi quando sei di buonumore moltiplica la tua gioia, ti regala ispirazione, ti aiuta a connetterti con la natura e a riceverne l’energia creativa. Ma analizziamo questi effetti in modo più approfondito.
Ritorno al presente
«Quando avevi imparato da poco a camminare, lo facevi solo per il gusto di goderti ogni passo e ogni istante», spiega il monaco vietnamita Thich Nhat Hanh, figura di riferimento per lo zen e la mindfulness, nonché autore del libro Camminare in consapevolezza.
«Ora, invece, vai di fretta, in cerca di felicità in un posto e poi in un altro, senza alcun piacere di ciò che fai al momento e spesso troppo occupata a rimuginare sul passato o a preoccuparti per il futuro. In realtà, la nostra reale destinazione è il qui e ora, perché la vita è possibile solo in questo momento e in questo luogo.
Come tornare al presente e recuperare serenità, calmare rabbia, paura e agitazione? Cammina riportando l’attenzione al respiro e ai passi. Lascia che sia il respiro a guidarti, non forzarlo… apprezza ogni passo che fai e sii cosciente del contatto dei piedi con il terreno: scoprirai il suo potere risanante».
Camminando depuri i pensieri
Camminare implica un movimento in avanti che ti permette di “sganciarti” dai pensieri che non ti danno pace, di lasciare indietro quello che eccede: in sintesi, di avere una mente più libera, disposta a ricevere nuove idee. In questo modo, passo dopo passo, si rilassano le strutture del cervello che regolano gli ormoni associati allo stress, come il cortisolo.
Per questo spesso chi si mette in cammino si trova in un momento di svolta, in cui è chiamato a prendere una decisione importante o si trova in mezzo a un conflitto. Se sei in una situazione complessa e senti che ti manca la necessaria chiarezza mentale, uscire all’aperto e camminare ti consente di trovare lo spazio fisico e psichico per ampliare le tue vedute e per individuare soluzioni.
Attivi la fantasia
Se la mente è sgombra, può accogliere gli stimoli in cui ti imbatti e le sensazioni che provocano, e tutto ciò attiva la tua vena creativa. Già, perché la creatività non si palesa forzando la mente, bensì lasciandola libera.
A questo proposito, è interessante sapere che chi cammina – sia in città sia nella natura – risulta doppiamente creativo rispetto a chi è sedentario.
Avverti sensazioni nascoste
Camminando, hai l’opportunità di ascoltare i segnali che arrivano dal tuo corpo. In questo senso camminare diventa un facilitatore del processo di Focusing. Si tratta di una tecnica psicologica ideata negli anni ‘60 da Eugene T. Gendling, filosofo e psicologo americano, la quale parte dal presupposto che il corpo (cervello compreso) è saggio e sa molto più di quanto arrivi alla nostra coscienza.
Con il Focusing, dunque, “metti a fuoco” ciò che ti succede e sviluppi la capacità di prestare attenzione a sensazioni fisiche significative ma difficili da tradurre in parole. Se ti alleni a percepire in quale parte del corpo esse si manifestano e con quali caratteristiche, diventi capace di identificarle, di descriverle, di dare loro un nome preciso che ti permette di analizzarti e capirti meglio.
Tiri fuori le tue risorse
Quando cammini, ti ricarichi di energia positiva. E dal momento che con questa attività raggiungi una visione olistica della vita, fatta di sinergia tra corpo e mente, hai la base per il cambiamento, per liberarti dai quei blocchi che ti impediscono di tirare fuori tutte le tue risorse ed energie.
Un viaggio della mente
Molte persone vivono in luoghi poco verdi e molto trafficati, che scoraggiano il muoversi a piedi. Per questo percorrere un cammino in natura, anche solo per pochi giorni, può rappresentare un intervallo straordinariamente rigenerante.
Ma anche in ambienti poco adatti, rumorosi o caotici, camminare in consapevolezza al ritmo del tuo respiro può regalarti una maggiore pace interiore. Conta soprattutto come lo fai: quale spirito ti spinge, come ti connetti con l’ambiente circostante, con quali occhi guardi la strada, se sei mossa o meno dalla volontà di capire ciò che ti circonda.
Un potente ansiolitico
Il benessere mentale che deriva dal camminare ha anche motivazioni fisiologiche: bastano 30 minuti di camminata al giorno per stimolare la produzione di endorfine, i cosiddetti ormoni del benessere.
Chi tende all’ansia o alla depressione può proteggersi passeggiando con regolarità: il merito è di altri due ormoni favoriti dal movimento, la noradrenalina e la serotonina. E poiché andare a piedi implica stare all’aperto ed esporsi alla luce solare, favorisce anche la produzione di melatonina e di testosterone, ormoni che contribuiscono al miglioramento del tono dell’umore.

