Ogni giorno il nostro cervello elabora una quantità enorme di informazioni visive. Schermi, notifiche, cartelli, volti, oggetti: tutto passa attraverso gli occhi prima di essere interpretato e trasformato in significato. Se, però, le immagini non sono perfettamente nitide, il cervello deve impiegare più risorse per decodificare ciò che gli occhi non forniscono.
È il cosiddetto carico cognitivo, cioè l’insieme delle risorse mentali necessarie per svolgere un’attività. Lo hanno rivelato, in una conferenza stampa a Milano, i ricercatori protagonisti di un recente studio neuroscientifico commissionato da ZEISS in collaborazione con l’Università di Tübingen in Germania e l’Università di Bologna. Secondo la ricerca, anche una lieve sfocatura può aumentare il lavoro richiesto al cervello durante compiti che richiedono attenzione e coordinazione visuomotoria.
«In altre parole, il cervello deve lavorare di più per compensare l’incertezza visiva», afferma Rajat Agarwala, Ricercatore Senior presso l’Institute for Ophthalmic Research dell’Università di Tübingen. Per questo, prendersi cura della qualità della visione non significa solo vedere bene, ma anche ridurre lo sforzo mentale a vantaggio di una maggiore concentrazione e un benessere complessivo generale.
La scelta delle proprie lenti per occhiali dovrebbe, così, non solo tenere conto dei propri bisogni visivi e delle abitudini di vita, ma anche dell’ampiezza e nitidezza dei campi di visione che influisce sulla qualità di visione. Le recenti lenti ZEISS ClearMind, nate da tali evidenze scientifiche e dotate della tecnologia ZEISS NeurOptix, offrono una visione estremamente nitida, allineando le zone di nitidezza ai modelli naturali di movimento degli occhi e all’impatto sul sistema visivo, contribuendo, così, a ridurre lo sforzo richiesto al cervello nell’elaborazione delle informazioni visive.
Una scoperta neuroscientifica
«I test effettuati dimostrano che anche un lieve degrado ottico, ovvero una visione leggermente sfocata, ha un rapido impatto sull’elaborazione corticale degli stimoli visivi e dunque, possiamo dire sul carico di lavoro del cervello», afferma Annalisa Bosco, Professoressa e Ricercatrice in Neuroscienze presso l’Università di Bologna.
Per questo lenti progettate per ottenere una visione estremamente nitida possono aiutare i portatori di occhiali a mantenere la concentrazione, con una sensazione complessiva di benessere migliorato.

