In spiaggia, oltre a goderti il piacere di oziare sotto l’ombrellone, ascolta il tuo corpo e soddisfa il suo bisogno di movimento. Ci sono tante attività in grado di rendere la tua giornata più dinamica ed eccitante, regalandoti grandi soddisfazioni. Dallo snorkeling al kayak allo stand up paddling (sup), ecco 3 sport da fare al mare per divertirti e dimagrire.
Scopri subito come esplorare i fondali marini e navigare sulle onde del mare. Con i consigli per ottenere i massimi risultati in termini di rimodellamento.
Snorkeling: rassoda il lato B
Il segreto per lunghe nuotate è la respirazione profonda. Visualizza i polmoni che si riempiono e si svuotano d’aria, altrimenti se ti limiti a respirare normalmente ti ritroverai presto in debito di ossigeno. Ricorda di calibrare bene lo sforzo con le gambe, perché grazie alle pinne muoverai più acqua: questo significa maggior velocità, ma anche più fatica.
Pinneggia lentamente, facendo partire la gambata dai glutei. Eviterai di affaticare polpacci e caviglie, che devono già sostenere il peso delle pinne. A tutto vantaggio del lato B, che si tonificherà già dopo le prime uscite.
Vuoi sapere quanto si brucia con lo snorkeling? All’incirca 336 calorie l’ora.
Il consiglio: scegli maschere con un ampio campo visivo.
Kayak, per addominali tonici
Non c’è solo la versione fluviale, lungo le rapide. Il kayak è uno sport anche da mare: l’imbarcazione è più lunga, stabile (ma per mantenere l’equilibrio dovrai tenere sempre gli addominali contratti, tonificandoli intensamente), spinta solo dalla tua pagaiata. Non potrai, infatti, approfittare della corrente, come succede nei fiumi e nei torrenti di montagna.
La pagaia si afferra al centro, con entrambe le mani, posizionate a una distanza pari a quella tra i gomiti. La destra è fissa mentre la sinistra è mobile, per permettere al tubo di ruotare al suo interno, in modo da inserire in acqua sempre il lato concavo della pala. La pagaia, che non appoggia mai sulla barca, entra in acqua il più possibile in avanti e viene estratta quando si trova all’altezza del bacino.
Già alla prima uscita riuscirai a pagaiare e ti accorgerai che lo sforzo coinvolge soprattutto spalle, dorso e glutei e non le braccia. Con l’allenamento sarai in grado di far partire la spinta dalle gambe, aumentando la velocità e alleggerendo gli arti superiori.
Il consiglio: non dondolare con il busto quando remi. Oltre agli addominali mantieni in tenuta anche i lombari per garantirti la massima stabilità.
Stand up paddling (sup): migliora la postura
Pagai in piedi, in equilibrio su una tavola, più lunga di quella per il surf da onda. Bastano tre giorni, e le dritte di un istruttore, per iniziare a divertirsi con il sup, lo stand up paddling.
Si lavora subito in acqua, prima distesa sulla tavola, poi in ginocchio e quindi in piedi, sin dalla prima ora di corso. Già alla seconda lezione riuscirai a pagaiare senza sbilanciarti. Sulla tavola i piedi devono essere paralleli, le ginocchia flesse, per abbassare il baricentro e avere maggior stabilità. Quando immergi la pagaia in acqua evita di girare le spalle e mantieni il busto in linea con la tavola. Così, grazie anche agli addominali contratti, lavorerai intensamente con i muscoli del dorso e i pettorali, impegnando contemporaneamente tutta la muscolatura posturale.
Un ottimo esercizio per il portamento, anche nella vita di tutti i giorni: ti verrà poi naturale tenere la pancia “in dentro”, la schiena allungata e le spalle abbassate.
Il consiglio: ricorda di assecondare il rollio della tavola, senza irrigidirti. Ti sarà più facile mantenere l’equilibrio.

