I miracoli delle piastrine

Podcast I miracoli delle piastrine
Ce lo insegnano da piccoli: le piastrine contenute nel sangue sono le sostanze riparatrici che permettono di rimettere tutto a posto quando ci procuriamo una ferita. Visto allora questo loro potere, perchè non stimolare in modo biologico, ad esempio, i processi riparativi? Ecco com’è nata la Prp una potente medicina che altro non è che un campione del proprio plasma sanguigno, arricchito di piastrine autoleghe, ovvero provenienti dallo stesso organismo. Oggi la Prp viene usata per combattere molti problemi, ad esempio l’alopecia. La caduta dei capelli si può combattere con microiniezioni di Prp, fatte su tutto il cuoio capelluto a un centimetro l’una dall’altra (sono circa una cinquantina ma così “micro” e rapide da risultare indolori). I fattori di crescita liberati dal concentrato piastrinico ossigenano e rivascolarizzano il bulbo pilifero, arrestando la caduta e irrobustendo il fusto. La Prp viene usata anche per combattere la secchezza vaginale e l’atrofia della post-menopausa: grazie a una decina di microinfiltrazioni sulla vulva, le grandi e piccole labbra e l’area clitoridea, si riesce a rigenerare l’epitelio delle mucose vaginali che, in poche sedute, appare all’esame istologico più spesso, reidratato ed elastico. Il trattamento rende le parti intime femminili anche più ricettive agli stimoli sessuali e più resistenti all’attacco di virus, funghi e batteri. Ma le piastrine servono, come ci siamo detti, soprattutto per riparare la pelle dalle ferite. E allora ecco che l’uso più classico della Prp riguarda il trattamento delle cicatrici, da quelle superficiali come i buchini lasciati dall’acne giovanile: in questo caso alla Prp viene associato un laser di tipo ablativo. Quindi prima sul viso si passa il CO2 frazionato per realizzare un photopeeling, poi si applica una maschera biologica realizzata con il gel piastrinico, che riattiva la rigenerazione cellulare. Lo stesso trattamento si utilizza in caso di ustioni. Infine, la Prp si usa anche per le piaghe da decubito o le ulcere, attraverso microiniezioni sulle aree interessate.