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Perché gli uomini non corteggiano più

Oggi gli uomini preferiscono rinunciare anziché fare il primo passo. Per paura di non sentirsi all’altezza delle richieste femminili

Image by © Gerhilde Skoberne/Corbis



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Lui che non ci prova più (o quasi). Lei che, per scelta o necessità, prende l’iniziativa. Tutti contenti di essere al passo con i tempi, con un’emancipazione femminile che, inevitabilmente, contagia anche la schermaglia sessuale?

Le perplessità ci sono, e sono anche concrete. Perché, alla resa dei conti, non c’è amica, conoscente, collega (libera e disponibile) che non si aspetti una bella corte tradizionale. Quando, invece, si deve accontentare di qualche timido, ambiguo e, spesso, inconcludente cenno d’interesse. Il sessuologo Roberto Bernorio, che in una recente intervista su Starbene n.23 (pag. 94) ha detto che ormai gli uomini corteggiano una donna solo se sono certi al 99% del risultato, dà qualche flash sull’argomento. «Questa apatia maschile è una maschera, uno scudo difensivo», afferma. «L’uomo ostenta indifferenza perché non è più il cacciatore sicuro (instancabile e generoso) di una volta. Prima sapeva come muoversi, le tattiche di conquista erano, come dire, rodate (attenzioni, complimenti, promesse ecc.). Adesso, per giocoforza, è diventato un attento e guardingo selezionatore di proposte sessuali».

«Sì, proprio di avances da parte di donne che non stanno più a guardare e iniziano per prime a provocare. Soprattutto, non si fanno più prendere per mano e portare dentro il gioco amoroso, ma che dettano le regole della seduttività: sanno quello che vogliono, quello che gli piace e i tempi giusti per ottenerlo…altrimenti picche. Una specie d’esame a tutto tondo, che scoraggia l’iniziativa del sesso forte. È impegnativo (e se non sono all’altezza?), pericoloso (e se fallisco?) e competitivo (gli altri sono stati migliori di me?)».

Ma si sa, il Dna di genere è immutabile e impermeabile alle rivoluzioni culturali. E, allora, l’anima dell’uomo-cacciatore cerca di resistere agli attacchi femministi. «Si rifugia nella consolazione virtuale, dove tra chat e siti d’incontro può recitare senza ostacoli e smentite il ruolo del super-maschio», dice Bernorio. «Si butta nelle braccia materne di una donna più grande di 15-20 anni che vive come protettiva e rassicurante. Oppure aspetta l’incontro fatale, con quella versione moderna della Bella Addormentata, indipendente ma capace di lasciargli fare il primo passo». Come vuole lui.

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