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In estate sono tutti pazzi per il sesso

Una ricerca rivela come l’estate corrisponda ad uno dei picchi stagionali di interesse nei confronti del sesso



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Sarà che l’aumento di temperatura induce a scoprirsi maggiormente e che la pelle abbronzata rende tutti più belli, ma d’estate è comprovato come il numero dei flirt e di rapporti sessuali raggiunga uno dei picchi più alti dell’anno.

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Una significativa riprova viene dal recente studio condotto da Patrick Markey, professore associato di Psicologia presso la Villanova University, e Charlotte Markey, professoressa associata di Psicologia presso la Rutgers University, che tramite l’analisi di milioni di ricerche effettuate su Google dal gennaio 2006 al marzo 2011, hanno individuato le variazioni stagionali caratteristiche di alcuni comportamenti sessuali e di accoppiamento.

«Quando i ricercatori esaminano i comportamenti sessuali, tendono a concentrarsi su chi è più sessualmente promiscuo (come per esempio gli uomini e le donne dominanti, che tendono ad avere più rapporti rispetto a chi ha un carattere remissivo) – ha spiegato il dottor Patrick Markey – Noi invece abbiamo cercato di rispondere ad una domanda altrettanto interessante: quando gli individui tendono ad essere più promiscui? C'è un periodo dell'anno in cui le persone manifestano un maggior interesse verso l’attività sessuale?».

Nello specifico, la ricerca si è focalizzata sull’osservazione dell’interesse nei confronti del sesso manifestato dagli utenti della Rete attraverso la frequenza nella ricerca di venti parole-chiave, cinque afferenti all’ambito pornografico, cinque legate alla prostituzione e dieci connesse ai nomi dei siti di incontri più popolari negli Stati Uniti.

I risultati, pubblicati su Archives of Sexual Behavior, hanno quindi evidenziato come il numero di ricerche per le parole analizzate raggiungano il loro apice durante i mesi di dicembre-gennaio e di giugno-luglio, due “picchi stagionali” il cui motivo però non risulta essere ancora chiaro.

Se alcuni ricercatori ipotizzano che questo legame avrebbe a che fare semplicemente con la ripartizione del tradizionale calendario annuale (il quale permetterebbe di avere, in corrispondenza di Natale, Capodanno, San Valentino e ferie estive, più tempo da dedicare alla socializzazione ed ai rapporti interpersonali), altri suggeriscono che queste variazioni stagionali potrebbero invece essere legate a certi cambiamenti ormonali caratteristici di specifici periodi dell’anno.

D’altra parte però, è certo che a questo dato curioso vadano sommati i risultati ottenuti da precedenti  studi collaterali effettuati, per esempio, sulla vendita di preservativi, sulle malattie sessualmente trasmesse e sui certificati di nascita, tutte ricerche che sembrano confermare i due picchi stagionali di attività sessuale individuati anche dal dottor Markey.

«Nonostante la causa esatta di queste fluttuazioni non sia ancora chiara, tali risultati possono rivelarsi comunque molto utili – spiega il dottor Markey – Per esempio, se le campagne di sensibilizzazione per la guida in stato di ebbrezza vengono solitamente trasmesse nel periodo delle festività di Natale e Capodanno, quando purtroppo sono più frequenti gli incidenti mortali provocati dal consumo di alcol, le campagne per il sesso sicuro potrebbero ugualmente essere calendarizzate in corrispondenza di fine autunno e inizio estate».

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