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Via le intolleranze e perdi peso

Mal di testa, pancia gonfia, misteriose dermatiti che vanno e vengono. Eppure sei sana come un pesce e attenta alla dieta. La risposta? Non tolleri più certi cibi. Ecco la nostra soluzione

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Segui una dieta sana, ti mantieni in forma... Eppure, continui, sempre di più, a soffrire di disturbi inspiegabili. Può essere una colite fastidiosa, una dermatite ricorrente, un antipatico mal di testa. Non ti senti malata, ma c'è qualcosa che ti tiene sulle spine. Il colpevole? E' probabile che sia un'intolleranza alimentare.

Quando in tavola manca la varietà



«La definizione scientifica è allergie alimentari ritardate», spiega Attilio Speciani, allergologo e direttore scientifico del sito Eurosalus. «L'intolleranza è, infatti, una reazione lenta e progressiva del tuo organismo, e si sviluppa quasi sempre nei confronti di cibi che ricompaiono regolarmente sulla nostra tavola».

Se ne soffri, non sei certo sola: circa una persona su due sviluppa delle allergie alimentari ritardate, e le più colpite sono le donne in età fertile, che a causa del loro equilibrio ormonale sono più esposte a questo disturbo. «Il fenomeno è molto diffuso a causa della produzione industriale: gli alimenti si assomigliano sempre di più», precisa Speciani.

Fino a cinquant'anni fa, per esempio, ogni latte era diverso nel sapore, ma anche nella sua composizione. Oggi sono spesso identici, e questo vale per molti alimenti.
La conseguenza? Giorno per giorno, sulla tua tavola compaiono sempre le stesse sostanze, finché l'organismo non dice "basta", sviluppando delle resistenze.

Un nuovo svezzamento

In ogni caso non ti devi preoccupare, perché c'è una buona notizia: «Oggi si sa che di intolleranze alimentari si guarisce, e che si guarisce mangiando», spiega il dottor Speciani. Il percorso terapeutico può essere paragonato allo svezzamento di un neonato.

Una volta individuato il gruppo al quale reagisci, devi controllare attentamente tutti i cibi che ne fanno parte, e inserirli nella tua dieta a piccole dosi a intervalli regolari: consuma i "cibi no" nel weekend (sabato sera e nei due pasti della domenica) e in un pasto di metà settimana.


Per guarire trova il colpevole

Il primo passo da fare? Riconoscere quali sono le sostanze che provocano i tuoi disturbi. Dei sei grandi gruppi alimentari tipici dell'area mediterranea, i più significativi per le intolleranze sono la famiglia dei latticini, gli alimenti che contengono glutine, il gruppo del nichel e quello di lieviti e cibi fermentati. 

E' facile, dunque, che anche tu sia intollerante a uno di questi.

Per individuare il colpevolo puoi provare il Recaller Program che prevede un prelievo di poche gocce di sangue dal polpastrello, che puoi fare nelle farmacie convenzionate (le trovi su www.eurosalus.com).

Vengono dosati i tuoi livelli di immunoglobuline G, che poi sono letti da un esperto. Così scopri innanzitutto se soffri davvero di intolleranze e a quali gruppi alimentari reagisce il tuo corpo.

Ci sono anche i test kinesiologici in cui il medico mette in contatto le tue mucose orali con diverse sostanze (che non devi inghiottire) mentre tu compi dei semplici movimenti. Un computer registra la forza dei tuoi muscoli e segnala quando diminuisce: la variazione della contrazione muscolare in presenza di alcune sostanze segnala l'esistenza di un'ipersensibilità alimentare.


Oppure puoi ascoltare i segnali del tuo corpo con i suggerimenti di Starbene!

DI SOLITO COME TI SENTI?

Sei spesso stanca. Eppure, la sera non ti addormenti facilmente, ma non riesci a riposarti come vorresti. Tra gli altri disturbi che ti colpiscono più di frequente ci sono diarrea, stitichezza e una fastidiosa dermatite.
Hai spesso il catarro e fai fatica a liberartene. Anche il tuo aspetto tradisce un'intolleranza: hai un po' di pancetta e la pelle molto chiara.

Potresti essere intollerante al lattosio. Per scoprirlo fai il Breath test: questo classico esame della medicina ufficiale serve per diagnosticare l'intolleranza al lattosio. Ti porterà via tre ore del tuo tempo, ma senza farti soffrire: infatti, si tratta di soffiare in un palloncino ogni mezz'ora, e di bere dell'acqua in cui sono stati sciolti 20 g di lattosio. Delle speciali misurazioni evidenziano l'intolleranza.




Sei sensibile ai latticini via i formaggi e attenta al pan carré. Ma le tue ossa? Tranquilla: «Per superare l'intolleranza devi dosare il consumo di proteine del latte, ma rinunci così anche alle migliori fonti di vitamina D e calcio, che servono a proteggere la salute delle ossa», spiega la dottoressa Scatozza.

«Carne, pesce e uova sono ricchi di vitamina D, mentre puoi trovare il calcio nelle erbe aromatiche, con cui ti consiglio di insaporire tutti i piatti. Ma se hai più di 40 anni, non basta; ti consiglio di prendere un integratore alimentare (chiedilo al tuo medico curante) finché non hai terminato il programma».

I cibi da limitare. «Leggi sempre le etichette dei cibi», raccomanda Giorgio Donegani, tecnologo alimentare. «In molti prodotti si nascondono le proteine del latte, che sono definite caseina, siero del latte o siero albumina». Presta attenzione, per esempio, quando compri il pan carré e la pasta pronta per la pizza, ma anche prima di mettere nel carrello gli insaccati. Perfino i medicinali possono contenere tracce di proteine del latte, ma devono essere indicate sul bugiardino.

DI SOLITO COME TI SENTI?

E' la tua testa a torturarti, perché devi sopportare una dermatite seborroica che non passa (la pelle del cuoio capelluto e delle sopracciglia si squama producendo dei "fiocchi" bianchi). Oppure soffri regolarmente di cefalea, o hai l'intestino ipersensibile e diarree ricorrenti.

Potresti essere intollerante al glutine. Per scoprirlo fai le analisi del sangue: per riconoscere l'intolleranza al glutine, tramite un prelievo di sangue vengono dosati gli anticorpi anti-gliadina, anti-endomisio e anti-transglutaminasi.

Sei intollerante al glutine? Meno pane e pasta per un po'. Più legumi per riattivare l'intestino. E anche la glicemia ringrazia. «L'intolleranza al glutine ha un lato positivo: darà una sterzata salutare alle tue abitudini alimentari», precisa la dietologa. «Meno pasta e pane (il glutine si nasconde soprattutto lì), più prodotti freschi. Frutta, verdura e legumi sono tutte fonti di zuccheri con un indice glicemico basso, perfetti per evitare i picchi glicemici nel sangue e il deposito dei grassi. Le fibre solubili di legumi e vegetali danno regolarità al tuo intestino...
Insomma, prendi questa dieta come un'occasione per vivere in modo più sano».

I cibi da limitare. «Il glutine è una sostanza proteica contenuta in molti cereali, ma non in tutti», precisa Donegani. Quindi semaforo rosso per orzo, grano, segale, farro e kamut; semaforo verde per riso, grano saraceno e mais. Ricorda che nei pasti controllati devi eliminare ogni traccia di glutine: stop alle impanature, occhio ai formaggi fusi e alla soia (possono essere contaminati da tracce di glutine). Prova invece i prodotti per celiaci.

DI SOLITO COME TI SENTI?

Hai la sensazione di vivere in uno stato di "sbronza" perenne, perché spesso fai fatica a mantenere la lucidità. Le tue difese immunitarie funzionano così-così, tanto che soffri di vaginiti e candidosi.

Potresti essere intollerante ai cibi fermentati.

Alt ai cibi fermentati? Usa erbe aromatiche al posto del dado, attenta agli alcolici (birra in testa) e presto riavrai una pancia... piattissima! «Mettere sotto controllo i cibi fermentati significa anche fare un favore alla flora batterica intestinale», spiega Diana Scatozza. «Con questa dieta combatti la tua intolleranza e ti sgonfi a meraviglia: quando mangi i lieviti, infatti, produci più gas».

Ok anche a eliminare i dadi dalla tua alimentazione (meglio ancora se lo fai per sempre), che spesso contengono molto glutammato (è ottenuto attraverso processi di fermentazione batterica): cogli l'occasione per abituarti a usare più erbe aromatiche in cucina, ideali nel tuo caso.

I cibi da limitare «I lieviti sono microrganismi che possono depositarsi spontaneamente sui cibi», precisa Giorgio Donegani. «Ma spesso hanno una funzione "attiva": si usano per fare gonfiare il pane o per produrre alcol nel processo di fermentazione del vino». La pizza, per esempio, è vietatissima nei giorni di alimentazione controllata. «Un cubetto da 5 g di lievito di birra contiene tra i 5 e i 6 miliardi di lieviti vivi», precisa Donegani. Attenta anche a tutti gli alcolici, aceto, yogurt e formaggi: sono prodotti con un processo di fermentazione.

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