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Una Giornata Mondiale dedicata alla fisioterapia

I fisioterapisti sono ormai diventati figure di spicco nel panorama della sanità



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Durante la Giornata Mondiale dedicata alla Fisioterapia (8 settembre), la World Confederation For Physical Therapy ha lanciato ai cittadini un messaggio: “se hai problemi che colpiscono la tua mobilità, rivolgiti ad un fisioterapista”.

Tale figura professionale, in effetti, ha numerosi ambiti di attività, e la professionalità degli operatori può essere molto importante in tutte le situazioni che richiedono una riabilitazione e rieducazione fisica e motoria.


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Quando si pensa alla figura professionale del fisioterapista, si pensa ad un operatore coinvolto nel recupero successivo a traumi o infortuni, nella riabilitazione conseguente a interventi di ortopedia o nel trattamento di alcune forme dolorose.

I fisioterapisti svolgono un ruolo fondamentale anche in numerosi altri ambiti ed è un peccato che spesso si credano fisioterapisti anche persone che non hanno nessun titolo reale per dichiararsi tali.

I fisioterapisti, infatti, possono svolgere un ruolo chiave anche nella gestione dei disturbi del movimento in seguito a lesioni e malattie del sistema nervoso, come pure possono giocare un ruolo fondamentale nel recupero seguente a malattie respiratorie, cardiovascolari, infarti, ictus, all’applicazione di protesi dopo amputazione, e perfino nel supporto e nella gestione delle cure palliative nei pazienti oncologici.  

Proprio per il ruolo di spicco svolto da questa figura professionale, non possono non far rabbia i numeri relativi alla professione: si stima che in Italia, su centomila operatori che impiegano procedure fisioterapiche o si qualificano con il titolo professionale, solo in 55.000 esercitano la professione legalmente, cioè dopo aver conseguito il titolo abilitante. 

Ma bisogna considerare che il fisioterapista è l’unico professionista sanitario che può praticare fisioterapia nelle condizioni di patologia che alterano le funzioni corporee.

A conferma di quanto sia importante svolgere con competenza le pratiche fisioterapiche, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato che la promozione dei servizi riabilitativi offerti da questa branca costituisca un modo per ridurre, senza per questo niente togliere alla salute del paziente, il costo dell’assistenza sanitaria che attualmente incide per una cifra pari al 7% del PIL (Prodotto Interno Lordo) mondiale.

Come spiega Maria Concetta de Marinis, Presidente di AIFI (Associazione Italiana Fisioterapisti) Lazio, «lavoriamo per frenare la tendenza a praticare la fisioterapia in luoghi assolutamente inadatti, come palestre e centri sportivi, centri benessere e negozi di estetista, culla dell’attività di soggetti non qualificati che spesso, non disponendo di un’adeguata e riconosciuta preparazione in fisioterapia, possono danneggiare la salute del paziente e peggiorare le condizioni preesistenti».

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