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Tosse cronica: che fare?

La tosse cronica è un sintomo spesso sottovalutato ma che invece andrebbe adeguatamente approfondito



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La tosse non è solo fastidiosa: quando tende a cronicizzare è quasi sempre la spia di un problema piuttosto importante.

Da manuale, la tosse si definisce cronica se dura da almeno otto settimane ed è persistente, refrattaria e apparentemente inspiegabile. Una tosse con simili caratteristiche può riconoscere una causa psicogena, come spesso accade nei bambino, oppure essere dovuta ad una qualche allergia, o anche ad una qualche patologia non ancora diagnosticata.


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Secondo i dati disponibili, in otto casi su dieci la tosse cronica è la conseguenza di un’infezione respiratoria che non riesce ad essere curata in maniera definitiva, come può succedere in caso di bronchite cronica o asma.

La tosse, però, altrettanto spesso è sintomo di reflusso gastro-esofageo, ovvero si ingenera a causa della risalita nell’esofago, del contenuto acido dello stomaco.

Per fare diagnosi di tosse da reflusso è necessario avvalersi di opportuni esami diagnostici: un approccio di tipo omeopatico può essere molto utile poiché l’omeopata, prima di fare una diagnosi e consigliare una terapia, tende a valutare tutti gli elementi che possono determinare il persistere della sintomatologia, indicando quindi non solo un rimedio ma anche la modificazione di eventuali abitudini sbagliate.

I rimedi omeopatici come l’ignatia, l’argentum nitricum, il lycopodium, la camomilla e la nux vomica agiscono sul bruciore, i disturbi digestivi e l’ipersensibilità neuropsichica, ma la loro efficacia non può prescindere dall’astensione dal fumo, dai superalcolici, dall’abitudine a non mettersi a letto subito dopo i pasti, come pure la loro efficacia passa dalla capacità di tenere sotto controllo il peso corporeo, dal mangiare lentamente e rinunciare ai cibi grassi e ai pasti troppo abbondanti.

Nel bambino, la tosse cronica può essere il sintomo di denuncia di un brusco calo nella funzionalità delle difese immunitarie: in questi casi può essere opportuno fare ricorso ai riequilibratori del sistema immunitario come pulsatilla e silicea.

Rimedi come l’Aconitum napellus, la Baptisia, la Bryonia, la Camphora e l’Eupatorium perfoliatum invece, agiscono positivamente su febbre, spossatezza, tosse cavernosa, infiammazione e congestione delle mucose, fitte al torace associate ai movimenti respiratori, nonché per effetto dell’Eupatorium sui dolori diffusi osteo-articolari.

«È dunque fondamentale raccogliere un’anamnesi molto accurata, in modo da conoscere non soltanto la storia dell’individuo, l’assunzione pregressa o in atto di farmaci, la modalità di insorgenza e l’andamento della tosse, ma anche lo stile di vita, tra cui l’eventuale abitudine al fumo, l’attività quotidiana, il ritmo sonno/veglia e l’alimentazione» afferma Dario Chiriacò, omeopata, presidente dell’Ordine dei Medici di Rieti e responsabile della commissione della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) per le Medicine non Convenzionali.

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