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Dai il voto al tuo metabolismo

Per prevenire l’infarto, il diabete e… la pancetta

Foto © Owen Franken/Corbis



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di Rossella Briganti

Fino a ieri si misurava il girovita: se era superiore a 88 cm per le donne e 102 per gli uomini, scattava l’allarme metabolismo pigro. Oggi però c’è un nuovo test molto più preciso. Si chiama Voto metabolico (costa 90 euro) e racchiude la misurazione di 5 parametri fondamentali per capire perché stai accumulando grasso sull’addome e definire con precisione qual è il tuo rischio di diabete o di incidenti cardiovascolari come ictus, infarto e trombosi. Elaborando l’esito di queste 5 misurazioni (homa test, transaminasi, colesterolo totale, leptina e adiponectina), otterrai un voto che va da 2 a 10 e lode. Ma soprattutto, capirai in quali “materie” sei forte e in quali, invece, hai meritato un’insufficienza.

Il tuo colesterolo è ok ma hai un eccesso di leptina? Ecco come ridisegnare il punto-vita, per questioni di salute prima ancora che estetiche. Oppure sei magrolina ma le transaminasi, a sorpresa, sono un po’ sopra le righe? Forse stai esagerando con spritz e aperitivi ed è ora di dare un taglio agli alcolici. Scopri, in modo approfondito, i 5 valori analizzati dal “voto metabolico”, e i consigli per indirizzare al meglio il tuo intervento. Così, al prossimo test di verifica, riuscirai a prendere un bel voto in ogni “materia”!

HOMA TEST

A COSA SERVE. Valuta la predisposizione al diabete di tipo 2 (quello “alimentare”). Consiste in un modello matematico che, grazie a un algoritmo, moltiplica la concentrazione di glucosio nel plasma per l’insulinemia (il tasso di insulina nel sangue), misurati a digiuno. Dividendo la somma ottenuta per 405 si ottiene un valore che non dev’essere superiore a 2,5. Altrimenti hai un’iniziale resistenza periferica all’insulina, l’anticamera del diabete.
COSÌ MIGLIORI LA MEDIA. «Taglia drasticamente i carboidrati, soprattutto quelli sotto forma di zuccheri semplici», consiglia il dottor Salvatore Bardaro, docente di medicina integrata all’Università di Siena e Pavia ed esperto in PNEI (psiconeuroendocrinoimmunologia). «Niente miele, marmellate, cioccolato, gelato, caramelle, zucchero bianco e birra. Sostituisci gli alimenti a base di farina “00” con pasta e riso integrali, che vantano un indice glicemico più basso, alternando il grano alla segale, al farro e al kamut. Inoltre, ritagliati del tempo per praticare regolarmente attività fisica. Fare movimento migliora la sensibilità all’insulina, aiutando questo ormone a penetrare meglio nei muscoli per “bruciare” gli zuccheri e convertirli in energia. Così terrai alla larga il diabete».

TRANSAMINASI GPT

A COSA SERVONO. Testano la salute del fegato. Le transaminasi alte indicano uno stato di sofferenza epatica. Valori superiori a 33 U.I./l nella donna e a 40 U.I./l nell’uomo possono svelare un’epatite cronica. Esclusa l’epatite, transaminasi elevate sono la spia del “fegato grasso”: chiamato scientificamente steatosi epatica, è un eccesso di grasso viscerale, intraddominale, che si distribuisce anche nel fegato e che può alterare la sua funzionalità.
COSÌ MIGLIORI LA MEDIA. «Per “sgrassare” il fegato elimina fritti, panna, burro, lardo e alcolici. Esistono donne-grissino affette da fegato grasso per il solo vizio di esagerare durante gli happyhour », spiega Bardaro. «Se sei anche in sovrappeso, segui una dieta ipocalorica da circa 1200 calorie al giorno e, naturalmente, non trascurare l’attività fisica», continua il dottore.

COLESTEROLO TOTALE

A COSA SERVE. Misura il rischio aterosclerotico. Il colesterolo è un grasso presente in tutte le cellule dell’organismo. Quando è in eccesso, forma delle placche che si depositano all’interno delle pareti delle arterie, che spianano la strada alle malattie cardiovascolari. La spia rossa si accende per valori superiori a 200-220 mg/dl.
COSÌ MIGLIORI LA MEDIA. «Riduci i grassi animali (formaggi, condimenti derivati dal latte e insaccati) e i carboidrati la sera, dopo le ore 18», suggerisce il dottor Bardaro. «Questi, infatti, stimolano la sintesi di colesterolo endogeno, quello che l’organismo fabbrica da sé. Inoltre, fai sport e prova ad assumere per 3 mesi un integratore a base di riso rosso fermentato (200 mg al giorno) e di berberina (500 mg al giorno)».

LEPTINA

A COSA SERVE. Rileva un eccesso di tessuto adiposo. «È un ormone prodotto dal grasso corporeo che segnala l’energia accumulata e manda al cervello il segnale di sazietà», spiega Bardaro. «Nelle persone obese o in forte sovrappeso, che producono tanta leptina in rapporto alla “ciccia” addominale, si verifica però il fenomeno della leptino-resistenza: più ne hanno in circolo, più il cervello diventa sordo al suo segnale. Di conseguenza, non avvertono il senso di sazietà e continuano a mangiare senza limiti». Valori di leptina superiori a 12 ng/ml nell’uomo e a 18 ng/ml nella donna, indicano che il grasso addominale è in eccesso ed è scompensato.
COSÌ MIGLIORI LA MEDIA. Tieni un diario alimentare: «Ti accorgerai che ingerisci cibo molto più spesso di quanto credi», dice Bardaro. «Mangia 5 volte al giorno, facendo 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena) e 2 spuntini. Ed evita bibite gassate e snack dolci perché creano dipendenza». Quindi, iscriviti in palestra ed esegui esercizi per l’addome, come i crunch, o attività aerobiche come tapis roulant e aquagym.

ADIPONECTINA

A COSA SERVE. Favorisce lo stoccaggio e la combustione dei grassi immagazzinati come riserva. Ormone prodotto dal tessuto adiposo, aumenta la sensibilità all’insulina da parte dei muscoli e del fegato. Il livello di adiponectina è basso nelle persone grasse e alto in quelle magre e con un buon tono muscolare. «Più ce n’è, più lavora bene, aiutandoci a mantenere un fisico asciutto e scattante», prosegue Bardaro. Valori di quest’ormone inferiori a 10 mcg/ml nell’uomo e 14 mcg/ml nella donna ti dicono che hai sforato il peso-forma.
COSÌ MIGLIORI LA MEDIA. «Segui una dieta povera di carboidrati e ricca di carne e pesce magro», suggerisce Bardaro. «Evita invece gli alimenti surgelati, conservati e inscatolati perché l’adiponectina si alza con i cibi freschi. Infine, per bruciare i grassi di troppo e rilanciare il metabolismo, oltre allo sport, può aiutarti un integratore di chetone di lampone. Alza l’adiponectina, smorza l’appetito e migliora il tono muscolare (in farmacia, in compresse da 100 mg da assumere 2 volte al giorno)».

Articolo pubblicato sul n° 13 di Starbene in edicola dal 17 marzo 2015

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