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Sudore: tre soluzioni top

Mani bagnate, aloni sgradevoli e goccioline sulla fronte anche in inverno? Ecco come risolvere questi problemi

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Anche una stretta di mano può diventare un gesto imbarazzante per chi soffre di iperidrosi. Questo disturbo è caratterizzato da una sudorazione particolarmente abbondante in tutto il corpo oppure in aree circoscritte: palmi delle mani, pianta dei piedi, cavo ascellare, fronte, collo... Contrariamente a quanto si crede, non si tratta di un problema che riguarda solo le persone emotive. A monte, c’è sempre una predisposizione costituzionale dovuta a un sistema di termoregolazione imperfetto. 

I fattori aggravanti, che fanno sudare troppo? «Stress, ansia e squilibri ormonali, come quelli che si verificano durante la gravidanza e la menopausa », spiega la dottoressa Francesca Carota, specialista in chirurgia maxillo-facciale, consulente per la chirurgia plastica e la medicina estetica a Milano. «Senza contare gli sbalzi di temperatura (tipici di questo autunno così poco... autunnale), con il frequente passaggio da ambienti surriscaldati ad altri freddo-umidi». Stanca di asciugarti il sudore in continuazione? Ecco tre soluzioni per frenare l’iperattività delle ghiandole sudoripare nelle zone che ti creano più imbarazzo.


1. LA IONTOFORESI 

Questa tecnica è utile in caso di iperidrosi circoscritta alle mani e ai piedi. «La iontoforesi si effettua immergendo le  mani (o i piedi) in due vasche piene d’acqua», spiega la dottoressa Claudia Diverio, dermatologa a Stresa (Novara). «Grazie a un circuito chiuso di corrente continua a bassa intensità (potenza massima: 20 Volt) si determina una migrazione di ioni che riduce la secrezione di sudore».

Le sedute possono essere eseguite anche a casa propria, acquistando l’elettrostimolatore in farmacia o nei negozi di apparecchiature elettromedicali (circa 250 euro). «Occorre precisare che l’efficacia della iontoforesi varia molto da persona a persona perché l’eccessiva sudorazione dipende anche dallo stato psicologico e neuroendocrino individuale. Se si è molto stressate, o se si hanno continue vampate di calore per via della menopausa, i risultati sono modesti», puntualizza Diverio.


2. LA TOSSINA BOTULINICA

Più efficace della iontoforesi è la tossina botulinica, che può essere iniettata con un ago ultrasottile in tutte le aree affette da iperidrosi. «In genere è necessario effettuare 15-20 microinfiltrazioni per zona», spiega Francesca Carota. «Il meccanismo d’azione è semplice e sicuro poiché la tossina inibisce lo stimolo nervoso alla base dell’ipersudorazione. Il trattamento non richiede anestesia (al massimo si applica una crema anestetica) e comincia ad espletare la sua azione antisudore nel giro di una settimana».

Dura più del trattamento usato come antirughe perché perché in genere è impiegata in zone in cui vi è una ridotta contrattilità muscolare, come le ascelle, il collo o la pianta dei piedi. In media blocca l’eccessiva sudorazione per 8-9 mesi e può essere ripetuta ogni volta che l’effetto svanisce. Il costo? «Dipende dalla quantità di fiale impiegate», risponde Carota. In media, 500 euro a seduta. 


3. LA RADIOFREQUENZA

«Sulla zona affetta da eccessiva traspirazione, si passa un manipolo la cui testina nasconde 20 sottilissimi microaghi», spiega il dottor Maurizio Cavallini, chirurgo plastico a Milano. «Penetrando nella pelle per lo spessore di 3 mm (dopo aver applicato un anestetico locale), la punta degli aghetti emette
una radiofrequenza frazionata che, sviluppando calore, atrofizza le ghiandole sudoripare. Così la secrezione di sudore si riduce sensibilmente»

Le zone più indicate a essere trattate con la  radiofrequenza sono le ascelle, il volto e il palmo delle mani. La pianta dei piedi, invece, presentando una cute spessa, è poco indicata per il trattamento: le ghiandole sudoripare, più profonde, vengono difficilmente colpite dal calore. Sulle altre aree la radiofrequenza dà risultati permanenti, anche se per assicurarseli occorre programmare un ciclo di 3-4 sedute (costano 300 euro l’una).


GLI INTERVENTI PER CASI ESTREMI

Quando la secrezione di sudore supera i 10 litri al giorno, è consigliabile ricorrere al bisturi. Ecco i due tipi di intervento. 

>ablazione - «In ambulatorio chirurgico, si asportano dalla regione ascellare alcune ghiandole sudoripare, grazie a una piccola
un’incisione», spiega la dottoressa Carota. 

>simpatectomia -«Più complessa, viene eseguita in anestesia generale, con una notte di degenza», prosegue l’esperta. «Attraverso un’incisione di un centimetro sul torace, si introduce un toracoscopio che illumina il campo operatorio. Quindi si recidono i gangli nervosi che “nutrono” le ghiandole
sudoripare». 


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Articolo pubblicato sul n. 49 di Starbene in edicola dal 24/11/2015


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