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Sinusite: tutte le cure

Questa infiammazione non conosce stagioni e affligge milioni di italiani. Dai farmaci alla nuove tecniche chirurgiche, ecco le soluzioni per curarla



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Non conosce stagioni e affligge, in misura minore o maggiore, due milioni e mezzo di italiani. È la sinusite, l’infiammazione acuta, ricorrente o cronica dei seni paranasali, le cavità scavate nel massiccio facciale che comunicano, attraverso un labirinto di lamelle osse, con le fosse nasali. 

Anche in estate, basta un colpo d’aria, un tuffo nell’acqua fredda o un repentino cambio di pressione atmosferica legato a un viaggio aereo per causare la comparsa o la riacutizzazione dei sintomi: congestione nasale, produzione di muco viscoso o giallo, dolore al viso (soprattutto sopra e sotto gli occhi, alla fronte, agli zigomi e in mezzo alle sopracciglia) e riduzione della sensibilità olfattiva.

Se non si interviene per tempo, l’infezione può aggravarsi causando anche febbre, tosse e difficoltà respiratorie. «Più che di sinusite, sarebbe corretto parlare di rinosinusite poiché naso e seni paranasali sono strettamente connessi fra loro», spiega il dottor Luca Malvezzi, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia maxillo-facciale presso l’Humanitas Research Hospital di Rozzano (Milano).

«E anche se il dolore si localizza in una zona del volto, l’infezione può interessare tutti i seni. Per questo è importante rivolgersi subito all’otorinolaringoiatra per una diagnosi precisa e una cura adeguata».

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I TRE STEP DELLA DIAGNOSI

Il primo passo è l’esame endoscopico delle cavità nasali con uno strumento rigido o flessibile. Consente di visualizzare lo stato della mucosa nasale (nei soggetti allergici con rinite è gonfia e pallida), la presenza di essudato purulento nelle vie di drenaggio fra seni e naso e di ipotizzare la presenza di varianti anatomiche del massiccio facciale, che predispongono a rinosinusiti ricorrenti o croniche.

«In questi casi, viene prescritta una tac del massiccio facciale che può essere corredata, in casi rari e selezionati, da una risonanza magnetica nucleare», precisa il dottor Malvezzi. «In caso di pazienti allergici o che abbiano una familiarità all’allergia e all’asma, è importante passare al terzo step che prevede la valutazione anche da parte dell’allergologo e dello pneumologo.

La rinosinusite, infatti, è una patologia complessa che si riscontra frequentemente nelle persone affette da riniti allergiche stagionali (dovute alla presenza di pollini che in Italia sono onnipresenti, tranne nel mese di novembre) o da asma. Solo la multidisciplinarietà garantisce una strategia terapeutica personalizzata ed efficace».

LE MOSSE VINCENTI

«Nelle infezioni acute, per arginare dolore e senso di congestione, è importante seguire correttamente una terapia antibiotica al dosaggio indicato dallo specialista, per almeno dieci giorni», prosegue il dottor Luca Malvezzi. «Importante è anche assumere un cortisonico per bocca, sempre per dieci giorni, ma con un dosaggio a scalare».

Superata la fase acuta, nelle forme ricorrenti tipiche degli allergici e degli asmatici è bene imparare a “gestire” la malattia con un’accurata igiene delle fosse nasali (va eseguita tutti i giorni con soluzione fisiologica o marina) e con uno spray nasale a base di cortisone, da usare per lunghi
periodi. In alternativa, si può somministrare il farmaco steroideo con l’aerosol, purché l’apparecchietto non preveda la classica mascherina ma specifici
applicatori nasali in grado di condensare le microparticelle.

QUANDO SERVE IL CHIRURGO

Esistono poi casi in cui la soluzione definitiva, utile a evitare continue “ricadute”, è data da un nuovo intervento chirurgico mininvasivo. «Grazie alla chirurgia endoscopica rinusinusale, si esegue attraverso le fosse nasali, senza accessi esterni e cicatrici», prosegue il dottor Luca Malvezzi. «L’intervento endoscopico non è doloroso, richiede una notte di degenza e qualche giorno di convalescenza.

Consiste nel migliorare e semplificare le vie di drenaggio tra seni paranasali e naso, in modo da ottenere una sensibile riduzione dei sintomi che possono anche scomparire. E anche se la percentuale di successo è altissima, occorre precisare che i soggetti allergici o asmatici dovranno comunque essere seguiti nel tempo, sia dal punto di vista clinico sia farmacologico. Per questo è importante un lavoro d’équipe»

ALLE TERME PER RESPIRARE MEGLIO

L’idea vincente? Approfitta delle vacanze per un soggiorno in un centro termale specializzato nelle sinusiti. «L’efficacia terapeutica delle cure termali è convalidata da numerosi studi universitari», spiega il dottor Gianfranco Gainotti, direttore sanitario delle Terme di Monticelli (Parma).

«Le acque salsobromoiodiche e sulfuree, spesso utilizzate in sinergia, svolgono una profonda azione antinfiammatoria, utile soprattutto nella flogosi cronica delle mucose». Le terapie inalatorie, mutuate dal Ssn, possono essere prenotate ad Abano e Montegrotto (Padova), Salsomaggiore, Monticelli e Tabiano (Parma), Merano (Bolzano), Ischia (Napoli) e Sirmione (Brescia).

Articolo pubblicato sul n.27 di Starbene in edicola dal 21/06/2016

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