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Ruolo dell’omeopatia nella gestione della cataratta

La cataratta è una problematica tipicamente senile, ultimamente però tende a comparire già intorno ai 50 anni



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La cataratta, ovvero la progressiva opacizzazione del cristallino, è un disturbo che si traduce in un graduale annebbiamento della vista, e che può portare addirittura fino alla cecità. Pur essendo una patologia tipica della terza età, negli ultimi decenni tende a comparire sempre prima, non più dopo i 65 anni, ma già intorno ai 50 anni.

Anche se in alcuni casi il problema va necessariamente risolto farmacologicamente o chirurgicamente, è possibile prevenire la cataratta anche con l’omeopatia etramite l'adozione di uno stile di vita salutare.

La cataratta è la principale causa di cecità e di riduzione dell’acuità visiva in tutto il mondo: secondo i dati a disposizione, il 40% dei soggetti di età compresa fra i 55 e i 64 anni nonché il 90% delle persone con più di 75 anni sviluppa questa condizione.

La probabilità di comparsa del disturbo è aumentata nelle persone miopi, con insufficienza renale e diabete, e tra coloro che risultano essere sotto terapia cronica con corticosteroidi oppure affetti da glaucoma. Il rischio è maggiore anche tra coloro che sono dediti all’alcol, al fumo o ad un’alimentazione sregolata.

La medicina tradizionale cinese peraltro, sostiene da sempre l’esistenza di un legame fra l’insorgenza della cataratta e la salute del fegato, che può essere seriamente compromessa da una cattiva alimentazione.

Nella società moderna infatti non vi è solamente un’alta prevalenza di obesità, ma anche di fegato grasso (una condizione spesso nota anche come "steatosi delle monache"), motivo per cui sia la medicina tradizionale che integrata sostengono come l’utilizzo di preparati a base di composti dello zolfo, dall’azione detossificante sul fegato, possa contribuire a rallentare significativamente o addirittura invertire il decorso della cataratta.

«La prevenzione della cataratta, dunque, richiede sicuramente uno stile di vita equilibrato ed un’alimentazione sana, un fattore non così scontato considerando che quasi tutti i cibi attuali sono manipolati, inquinati da sostanze tossiche, ormoni, conservanti e via dicendo – spiega il professor Dario Chiriacò, omeopata, presidente dell’Ordine dei Medici di Rieti e responsabile della commissione della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCEO) per le Medicine non Convenzionali – Per questo motivo, bisognerebbe privilegiare il consumo di cibi semplici, biologici e di stagione, limitando il consumo degli alimenti in scatola e surgelati».

«Oltre a questo – aggiunge il professor Chiriacò – è fondamentale difendere l’organismo nella sua interezza, motivo per cui è di fondamentale importanza l’azione disintossicante sul fegato svolta da alcuni rimedi omeopatici fondamentali per l’epatocita e per l’equilibrio in toto del soggetto. Forse è scontato, o forse neanche troppo, ribadire quanto sia importante svolgere regolarmente attività fisica e stare il più possibile all’aria aperta, a contatto con la natura».

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