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Rischio frattura per un over 50 su cinque

L’osteoporosi non è una malattia solamente in rosa



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Quando si parla dell’osteoporosi, si pensa soprattutto ad una malattia tipica del sesso femminile, dal momento che la rarefazione ossea viene considerata da moltissime persone una inevitabile conseguenza del cambio ormonale determinato dalla menopausa.

Gli studi a disposizione però evidenziano come, nei prossimi decenni, il problema interesserà sempre più anche il sesso maschile, con un aumento di incidenza fino al 15%.


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L’osteoporosi non è solo una malattia al femminile tipica del post-menopausa, ma è una condizione che si caratterizza per la rarefazione della massa e della qualità dell’osso sempre più frequente anche nel sesso maschile, e ancor meno rara fra le persone affette da patologie tiroidee e paratiroidee o celiache.

Negli ultimi decenni si sta comprendendo quanto questa patologia possa incidere negativamente sullo stato di salute, e forse anche per questo, oggi, ci sono norme meno restrittive per la prescrizione dei farmaci contro l’osteoporosi.

Fino a qualche anno fa, soprattutto per il sesso maschile, non era possibile prescrivere in mutua i farmaci atti a contrastare l’osteoporosi: oggi la normativa è meno restrittiva anche perché, dati alla mano, si prevede che nei prossimi dieci anni il numero degli uomini affetti da osteoporosi sia destinato a salire del 10-15%.

Si stima che circa un uomo su cinque sperimenterà, suo malgrado, una frattura dopo i cinquant’anni.

Nei maschi, le fratture interessano soprattutto il femore, il rachide ed il polso: il verificarsi di una frattura grave (come quella del femore) nel sesso maschile determina un tasso di mortalità più elevato di quello riscontrato nel sesso femminile. Un terzo dei maschi che subiscono una frattura, sono infatti destinati a sperimentarne un’altra nei 12 mesi successivi.

Negli uomini, infine, il rischio di osteoporosi è spesso aumentato dall’assunzione dei farmaci per contrastare il tumore alla prostata, la tipologia di tumore più comune nel sesso maschile.

Nonostante questi numeri, nel sesso maschile l’osteoporosi resta una malattia sottostimata e sotto diagnosticata, anche perché spesso gli esami specifici per individuarla sono a carico del cittadino: la MOC non risulta essere sempre rimborsabile, mentre i medici sono restii a consigliare ai propri pazienti di sottoporsi a esami come la morfometria vertebrale con metodica DEXA, ovvero un’analisi per diagnosticare precocemente la probabilità di fratture vertebrali.

Ma l’osteoporosi rappresenta una vera emergenza: per questo, come spiega il professor Andrea Giustina, ordinario di endocrinologia all’Università di Brescia, «la nuova nota 79 che allarga i criteri di erogazione con rimborsabilità da parte del Sistema Sanitario Nazionale è una novità davvero positiva, poiché consente il trattamento farmacologico precoce, per esempio, delle donne che entrano presto in menopausa (ovvero prima dei 50 anni) ed anche dei pazienti che non solo hanno riportato fratture femorali o vertebrali, ma anche quelle del polso o delle costole, finora ingiustamente definite come minori, nonostante siano estremamente diffuse».

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