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Respiro corto: quali sono le cause?

La dispnea è un sintomo che può avere origini diverse. Ecco le più frequenti

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di Valentino Maimone

Dopo uno sforzo, avere l’affanno è normale. Ma se il fiato corto arriva senza un motivo apparente, ti preoccupi. «La mancanza di fiato, o “dispnea”, è uno dei sintomi che più mettono in agitazione», spiega il dottor Sergio Harari, direttore dell’Unità operativa di Pneumologia dell’Ospedale San Giuseppe di Milano, «all’improvviso ci si rende conto dell’importanza di un’azione che ripetiamo quasi inconsapevolmente circa 28 mila volte al giorno». Le cause della dispnea sono tante e non per forza collegate alle malattie respiratorie: «Il modo migliore per individuarle è fare attenzione ai sintomi che l’accompagnano. La diagnosi viene poi confermata da esami diversi, secondo i casi», dice l’esperto.


É anemia se ti manca il respiro appena inizi a fare attività fisica, ti senti sempre stanca e hai pelle e mucose pallide. «Se hai pochi globuli rossi, il sangue si ossigena con fatica. Di conseguenza anche la respirazione sarà più difficile», spiega Harari. La diagnosi di anemia si conferma con le analisi del sangue e la cura in genere consiste in un’integrazione di ferro.


È un attacco d’ansia se hai l’affanno, anche da ferma, pur essendo abituata a fare sport. «Se non risulta nulla dalla visita né da altri esami diagnostici (spirometria e radiografia del torace, elettrocardiogramma), il problema è quasi certamente di natura psicologica», spiega Harari. «In questo caso via alle tecniche di rilassamento come lo yoga, senza sospendere l’attività fisica. Solo nei casi più seri, il medico può valutare se è il caso di un aiuto psicoterapeutico».


È un disturbo cardiocircolatorio se ti basta una rampa di scale per avere “fame d’aria” e avverti anche un senso di costrizione della gabbia toracica (se si tratta di angina); se invece è scompenso cardiaco, il battito è accelerato. «Per confermare la diagnosi, il medico prescrive un elettrocardiogramma, un ecocardiogramma e talvolta anche un test da sforzo. Curando le eventuali patologie, le difficoltà di respirazione si tengono bene sotto controllo».

 

Quando il problema nasce dall’asma
«Tra le malattie respiratorie che causano la dispnea, l’asma è forse la più frequente», spiega il dottor Harari. Si ha il respiro “pesante” e un senso di costrizione del torace. «Il fiato manca più spesso in primavera o quando passi da ambienti caldi a freddi (e viceversa)», precisa Harari, «e sotto sforzo il problema si sente di più. Altri sintomi presenti sono il caratteristico sibilo quando respiri e la tosse». L’esame di riferimento per accertare l’asma è la spirometria: «Curando l’asma con una terapia a base di broncodilatatori, anche le crisi di dispnea diminuiscono notevolmente fino a scomparire».

Articolo pubblicato sul n.38 di Starbene in edicola dall'08/09/2015

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