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Quanti rischi per gli sportivi stagionali!

L’estate è il tempo ideale per ogni sport, ma se il fisico non è allenato…



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D’estate c’è voglia di muoversi, di divertirsi tutti insieme, e dunque, cosa c’è di meglio di correre, dedicarsi al beach volley, ai tuffi, al tennis e chi più ne ha più ne metta?

Peccato però che, se il fisico non è preparato a livelli elevati di movimento, si rischia di farsi male seriamente, tanto che, non a caso, secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità sono circa 300.000 ogni anno, gli infortuni sportivi che si registrano nei mesi estivi e che richiedono un intervento medico.


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Resistere al richiamo dello sport in vacanza è difficile: tutti si sentono dei grandi sportivi, ma se si è passato l’inverno a poltrire sul divano e in estate d’improvviso si inforca la bici per ore, ci si tuffa senza riscaldarsi o si va a correre senza le scarpe adatte, la probabilità di farsi male è molto alta: dati alla mano nel 40% dei casi si rischiano traumi alla spalla, nel 25% al ginocchio, e nel 20% si riportano danni a schiena, gomiti e mani.

Chi va al mare può essere tentato di fare surf, moto d’acqua o sci nautico, ma senza un’adeguata preparazione fisica queste sono tutte attività che possono facilmente provocare traumi alla spalla, anche di una certa rilevanza, che di solito infatti richiedono un approccio chirurgico.

Molto gettonato nei villaggi vacanza è anche il tennis, che però se praticato senza le dovute cautele, espone soprattutto gli over 60 al rischio di borsiti ed epicondiliti.

“In vacanza mi faccio una corsetta”: niente di più innocuo? Non proprio, perché è necessario innanzitutto indossare delle calzature adeguate, e poi bisogna considerare il terreno sul quale si corre: non dedicare le dovute attenzioni a questi piccoli accorgimenti significa procurarsi dei microtraumi nel medio termine, ovvero fasciti e lombalgie dopo le vacanze.

Prima di correre, dunque, bisogna equipaggiarsi adeguatamente e fare esercizi di riscaldamento.

Prima di dedicarsi ad una qualunque attività sportiva, è sempre bene sottoporsi ad una breve seduta di riscaldamento, ovvero almeno 15 minuti di stretching, e alla fine dell’attività fare gli esercizi di defaticamento: quest’ultimo accorgimento lo usano davvero in pochi, ma è fondamentale per evitare che il muscolo resti contratto e vada incontro a strappi molto dolorosi.

Come ammonisce il Dottor Andrea Grasso, Specialista in Ortopedia e Responsabile del Trauma Sport Center della Casa di Cura Villa Valeria di Roma, «di certo un soggetto allenato assorbe meglio eventuali urti e cadute, pertanto l’esito può essere meno grave, ma nessuno è al riparo, specialmente se si scelgono attività ad alto impatto muscolare e articolare: se anche gli agonisti e i professionisti sono soggetti ad infortuni, figuriamoci i dilettanti allo sbaraglio». 

«I traumi, tuttavia, possono essere prevenuti con alcuni accorgimenti – prosegue l’esperto – Attrezzatura e calzature adatte, uso del casco quando prescritto e quindici minuti di riscaldamento e defaticamento, pratiche spesso omesse ma che ci riparano da sfortunati eventi che possono rovinarci le agognate vacanze. In ogni caso poi, i traumi si possono evitare con un approccio graduale e consapevole, evitando di strafare!».

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