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Psoriasi: un problema dermatologico… e non solo!

La psoriasi è una malattia piuttosto diffusa che determina anche un disagio psico-sociale: chi affligge e come contrastarla?



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Dati statistici alla mano il 3% della popolazione mondiale soffre di psoriasi, una malattia cronica della pelle, non infettiva e non contagiosa, a carattere cronico e recidivante, la cui presenza comporta spesso in associazione tutta una serie di disturbi, dal diabete all’obesità, alla sindrome metabolica.

In Italia, secondo le stime attuali, la psoriasi colpirebbe un milione e mezzo di persone: la maggiore prevalenza della malattia si osserva al centro nord, con un 4,5% di pazienti concentrati fra Abruzzo, Lazio e Molise.

Questa malattia ha un forte impatto sui pazienti, tanto da non poter essere considerata solamente un problema dermatologico: infatti, aumentano sempre più gli studi che dimostrano come, chi soffre di tale disturbo, presenti anche artrite psoriasica (un disturbo infiammatorio a carico delle articolazioni che arriva ad affliggere anche il 30% dei malati di psoriasi) e sindrome metabolica, nonché un rischio cardiovascolare maggiore, steatosi epatica non alcolica, malattie croniche intestinali e uveite.

Di psoriasi si è parlato anche a Milano durante l’ultimo congresso SIDe MaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse) dove è stato presentato uno studio scientifico, parzialmente svolto anche in Italia, che ha fatto maggiore chiarezza sui meccanismi alla base dell’innesco della patologia e che potrà quindi risultare utile per sviluppare nuove strategie terapeutiche del disturbo.

Dalle evidenze finora esposte, emerge che sono pochi i pazienti affetti da psoriasi che ricevono un trattamento adeguato, nonostante le opzioni terapeutiche attualmente disponibili: quasi la metà dei pazienti con psoriasi infatti afferma di non essere soddisfatto dei trattamenti proposti loro, così come il 28% dei medici non risulta convinto delle terapie intentate.

«I farmaci biologici (così definiti perché prodotti dagli organismi viventi grazie alla tecnica del “DNA ricombinante”) hanno aperto un nuovo capitolo nella terapia della psoriasi moderata-grave, permettendo di ottenere ottimi risultati sia dal punto di vista clinico che della sicurezza d’uso» spiega il professor Gianfranco Altomare, direttore di dermatologia presso l’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano nonché professore ordinario di Dermatologia presso l’Università degli Studi di Milano.

«Il successo di queste nuove terapie risiede nella loro grande selettività d’azione, che consente di effettuare terapie di lunga durata con riduzione degli effetti indesiderati rispetto alle terapie tradizionali – aggiunge il professor Altomare – Dai primi “biologici” definiti anti-TNF (tumor necrosis factor) e dall’unico anti-Interluchine (IL) 12 e 23, saranno presto a nostra disposizione altri prodotti con bersagli ancora più selettivi e maneggevoli. Tra questi gli anti IL-17 e le cosiddette “piccole molecole”, farmaci attivi somministrabili anche per via orale».

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