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Un nuovo trattamento laser per la piorrea

Grazie a un’innovativa metodica con il laser, che favorisce una pulizia profonda della bocca, è possibile gestire in modo più efficace la malattia parodontale, nota come “piorrea”. Leggi qui per approfondire

credits: iStock



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di Oscar Puntel


Con una nuova tecnologia, che si avvale del laser, è possibile oggi gestire meglio rispetto al passato la malattia parodontale, nota come piorrea. Grazie a questa tecnica le “tasche”, ovvero gli spazi fra le radici del dente e le gengive, vengono puliti più a fondo e i batteri, che lì si annidano e che sono responsabili dell'infiammazione, maggiormente distrutti.


CHE COS'È LA MALATTIA PARODONTALE

La malattia parodontale è una infiammazione dei tessuti che sostengono i denti, ovvero le gengive e il tessuto osseo circostante. Essa è causata dalla presenza di placca batterica e in particolare di certi batteri che vanno a danneggiare nel tempo la struttura che supporta il dente. Il risultato, se non si ricorre a un trattamento, è la caduta dei denti.


COME VIENE TRATTATA NORMALMENTE LA PIORREA

Ci spiega Andrea Benetti, igienista dentale di Conegliano Veneto: «La cura tradizionale consiste nella rimozione della causa. Significa una pulizia profonda delle tasche, tramite un'igiene avanzata effettuata da un igienista o da un dentista. Si va così a ridurre la presenza dei batteri, ma non si tratta di una rimozione totale, anche perché è impossibile sterilizzare completamente una bocca. In questo modo, però, si rallenta di molto la progressione della patologia. L'igiene, poi, deve continuare a casa, con trattamenti specialistici frequenti e per tutta la vita».


IN CHE COSA CONSISTE IL NUOVO APPROCCIO

La nuova tecnologia, che è stata introdotta da una azienda austriaca, consiste in una combinazione fra laser a bassa potenza e una sostanza (un colorante) che va a “colorare” i batteri nelle tasche parodontali, cioè gli spazi infiammati. «L'associazione di laser e colorante crea una reazione chimica che libera un ossigeno particolare, e questo va a intaccare i batteri dentro la tasca. Così si abbatte la carica batterica in modo più radicale rispetto alla tecnica tradizionale», aggiunge Benetti. «Il laser – continua l'esperto - porta dei benefici di biostimolazione: favorisce, cioè, l'attività cellulare della gengiva e dell'osso e una rigenerazione più rapida e duratura del tessuto, intaccato e danneggiato dai batteri».


IL DISTURBO È SOTTO CONTROLLO

La nuova tecnica è un importante aiuto per tenere sotto controllo la malattia, che ricordiamo è cronica. «La cura tradizionale consiste nel tenere bassa la carica batterica con frequenti sedute di igiene effettuate da un professionista.

La nuova metodica permette una pulizia più profonda di quella effettuata con gli strumenti tradizionali in studio dentistico. In più c'è l'effetto di stimolazione e rigenerazione determinato dal laser», dice Benetti.


CHI È PREDISPOSTO ALLA PIORREA

La malattia parodontale è determinata da alcune famiglie batteriche che sono molto aggressive in persone più predisposte a sviluppare questa patologia.

«Ognuno di noi porta in bocca questi batteri, solo che la reazione individuale è variabile. E la risposta dipende dall'organismo. È ormai chiaro che esiste una familiarità: si tratta, cioè, di una predisposizione genetica allo sviluppo della malattia parodontale», aggiunge l'esperto. Questa patologia ha un'incidenza molto alta: colpisce il 40-45% della popolazione adulta, sopra i 40 anni.

agosto 2016

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