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Orticaria: le cure immediate

È un disturbo che colpisce soprattutto le donne fra i 35 e i 45 anni. Scopri come riconoscerla e risolverla

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di Valentino Maimone

Colpisce 1 persona su 5 almeno una volta nella vita, preferendo le donne fra i 35 e i 45 anni. È l’orticaria, problema che si riconosce per due aspetti: il prurito e la comparsa su gran parte del corpo dei pomfi, gonfiori rossastri simili a quelli causati dalle punture di insetti, che scompaiono dopo 20-30 minuti per poi riformarsi in altre parti del corpo. Con l’aiuto del professor Marcello Monti, docente di dermatologia all’Università di Milano, spieghiamo come riconoscerla e cosa fare per risolverla. 

Le allergie non c’entrano nulla: «Al contrario di quanto si pensi, l’orticaria non dipende quasi mai da questo tipo di problema. È piuttosto un disturbo dei vasi sanguigni della pelle, che lasciano fuoriuscire sotto il derma la componente acquosa del sangue, dando origine al pomfo», precisa il professor Monti. Ciò accade, di solito, per 3 motivi: «Una reazione a
certi farmaci, quasi sempre antinfiammatori molto diffusi come l’acido acetilsalicilico, il paracetamolo, l’ibuprofene; oppure una risposta a conservanti e additivi contenuti in cibi o bevande; o, infine, una faringite o una tonsillite da Streptococco, frequenti soprattutto nei bambini».

Cosa fare subito? «Prima di tutto occorre resistere alla tentazione di grattarsi, perché strofinare la pelle stimola il rilascio di istamina, principale responsabile del problema», mette in guardia il medico. Per affrontare il fastidio puoi aiutarti utilizzando talco mentolato: «Può dare soltanto una sensazione momentanea di benessere, però non risolve il problema», precisa il dermatologo. «Non esporti al calore del sole e non fare docce o bagni freddi», consiglia Monti.

La mossa migliore è evitare le pomate. «Sono inefficaci perché l’orticaria non va curata localmente. Occorre semplicemente assumere un antistaminico in compresse, 1-2 al giorno, per una decina di giorni al massimo», spiega l’esperto. «Inoltre, è un errore grave ricorrere al cortisone, che ha effetti momentanei e, quando si sospende, rende l’orticaria più aggressiva e meno controllabile».

QUANDO DIVENTA CRONICA -  Sono passati più di 10 giorni e i pomfi resistono? «È molto probabile che l’orticaria sia diventata cronica», specifica il professor Marcello Monti, dermatologo. «Ciò può accadere se non è stata ben individuata la sua causa, o se è stata trattata con il cortisone. In questi casi il medico può valutare se prescrivere la flunarizina, un farmaco che dà ottimi risultati  ma occorre che sia assunto a cicli: 21 giorni al mese, una compressa al mattino e una alla sera, con una settimana di sospensione. Di solito i sintomi scompaiono del tutto dopo 3-4 sessioni consecutive», precisa l’esperto.


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Articolo pubblicato sul n.28 di Starbene in edicola dal 28/06/2016

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