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Omeopatia: sempre più usata per curare i bambini

I dati dicono che i pediatri puntano spesso sulla medicina omeopatica, per potenziare le difese immunitarie dei piccoli, ma anche per curare altri disturbi, per esempio quelli delle vie respiratorie. L’esperto raccomanda di accompagnare sempre l’omeopatia alle cure tradizionali



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pediatra donna con bambino


di Oscar Puntel


Omeopatia per curare malattie infantili? Quasi un pediatra di famiglia su 3 prescrive cure omeopatiche, accanto alle cure farmacologiche tradizionali, secondo un'indagine della Federazione medici pediatri. Ma c'è una precisazione non di poco conto: l’uso di questi farmaci alternativi “si affianca” a quelli tradizionali. Non si tratta quindi di una sostituzione.

Lo studio sottolinea anche che il dato è in crescita: nel 2016 il 30% dei medici ricorre alle cure omeopatiche. Nel 2012, in un’altra indagine, che era stata curata dalla Società Italiana di Pediatria, erano il 23%.


I FARMACI OMEOPATICI CHE FUNZIONANO

«C’è da premettere che ci sono delle sostanze naturali che vengono utilizzate oggi nella farmacologia “tradizionale” (per cui è nata l’omeotossicologia) e che sono state testate scientificamente. L’esempio da manuale è quello del mirtillo rosso, che ormai viene utilizzato per la cura delle cistiti ricorrenti e la cui efficacia è riconosciuta a livello internazionale», avverte Pietro Ferrara, della Società italiana di pediatria.

«In pediatria, alcuni prodotti omeopatici possono essere consigliati accanto alla terapia tradizionale, ma con alcune accortezze. L’omeopatia, infatti, non deve diventare filosofia di vita e di cura, perché non è un rimedio valido per tutte le patologie. Diciamo che, soprattutto con i disturbi disfunzionali, si può ottenere una buona risposta soggettiva», commenta l'esperto.

Qualche esempio? «Si è visto che alcuni farmaci omeopatici sono utili per rinforzare le difese immunitarie di bambini immunodepressi; in età evolutiva potrebbero avere benefici da queste cure anche coloro che presentano ipersensibilità verso alcune sostanze o prodotti (quindi, condizioni simil-allergiche); e ancora, rispondono bene i piccoli che mostrano disfunzioni respiratorie. Abbiamo anche testato recentemente l’uso di cure omeopatiche per il trattamento dell’enuresi, il disturbo della pipì notturna e, in una piccola percentuale di soggetti, abbiamo riscontrato effetti positivi. Insomma, i trattamenti omeopatici non sono efficace tanto quanto i farmaci della medicina tradizionale, ma su alcuni bambini funzionano, e questo aspetto non può essere negato», aggiunge il pediatra.

L’indagine della Federazione medici pediatri ha coerentemente rilevato che i professionisti prescrivono i prodotti omeopatici soprattutto per disturbi legati alle vie respiratorie, allergie, gastroenteriti, disturbi del sonno.


È IMPORTANTE RIVOLGERSI AL PROFESSIONISTA GIUSTO

«Il messaggio da dare è: ok all’omeopatia, ma senza enfatizzarla e senza condannare le terapie farmacologiche. Le cure omeopatiche possono andare bene se affiancate a quelle tradizionali e per talune patologie soltanto», continua l'esperto.

«Io sono un pediatra tradizionale, ma riconosco che ci sono colleghi che hanno esperienza in questa direzione, si sono specializzati e di loro ci si può fidare. Bisogna conoscere l’omeopatia e averla studiata, non ci può improvvisare con un corso di formazione di pochi giorni. Se si desidera curare così il proprio bambino, è importante affidarsi a un pediatra con una formazione specifica in materia, esperienza e competenza nel settore, capace di suggerire eventuali accostamenti ai farmaci tradizionali. Quindi, mai fare di testa propria, perché si è letto di una certo prodotto o se ne è vista la pubblicità. Il fai-da-te può essere controproducente anche nell’omeopatia», conclude il pediatra.

3 ottobre 2016

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