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È tornata la meningite: cosa rischiamo e come evitarla

A Pisa uno studente è stato ricoverato in prognosi riservata. Ben 1000 persone sono sotto osservazione. C’è un rischio epidemia? Ecco come tenere alla larga il contagio

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Prima di accusare i classici sintomi da meningite (sono febbre elevata, macchioline puntiformi rosse su varie parti del corpo, collo rigido, stato confusionale e svenimenti), lo studente universitario di Pisa ha frequentato un cinema multisala, è andato al ristorante e in un pub. Così è scattato il piano di prevenzione contagio, che ha coinvolto ben 1000 persone con cui il giovane di 23 anni può essere entrato in contatto, che ora sono sotto controllo (l'incubazione della malattia è di 15 giorni) o hanno già assunto gli antibiotici in grado di uccidere il meningococco C, il batterio del tipo di meningite più diffuso e pericoloso (almeno il 50% dei casi nel nostro Paese).

«Per fortuna il piano vaccinale antimeningite in Regione ha funzionato bene, e quindi il rischio di contagio è ridotto», commenta Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano. «La profilassi però deve scattare subito perché questo batterio si trasmette per via aerea attraverso la semplice respirazione e, se non trattato in tempo utile, ha una mortalità nel 10% dei casi (soprattutto fra i giovani) o può dare danni neurologici importanti ai più piccoli. Sono poi tanti (10% circa) i portatori sani della malattia, persone non vaccinate che hanno il meningococco C che vive transitoriamente nel loro apparato respiratorio (poi il sistema immunitario se ne disfa), soprattutto in questo periodo di cambio di stagione».

Quindi nessun allarme, ma l'allerta è giustificato. Come difendersi in questi casi? «L'unica vera arma preventiva è il vaccino», sottolinea Pregliasco. «Io consiglio quello coniugato, che garantisce una durata superiore ai 20 anni con una sola somministrazione. Si può fare già a 5 anni, non ha particolari effetti collaterali (non provoca la meningite, al massimo un gonfiore locale nella zona dell'iniezione o una leggera febbre transitoria) ed è molto efficace».

Il costo? Certe Regioni lo danno gratuitamente, altre richiedono un ticket. Informatevi presso la vostra Asl territoriale.

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