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Malattia renale cronica: un problema di salute

La malattia renale cronica rappresenta una delle patologie che più frequentemente causano morte e disabilità



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Secondo i dati a disposizione rispetto al 1990 è più che raddoppiato il numero delle persone che si ammalano e muoiono a causa di malattie renali croniche: la salute di questo importantissimo organo è fortemente messa a rischio da ipertensione, sovrappeso, diabete, fumo e stili di vita sedentari.

Gli studi internazionali, non a caso, evidenziano come la malattia renale cronica abbia una prevalenza del 10% fra la popolazione adulta, un dato in continua crescita.


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La malattia renale cronica (MRC) è definita come una condizione di alterata funzionalità renale che persiste per più di tre mesi, ed è classificata in cinque stadi di crescente gravità.

È anche vero che la condizione in parte è dovuta all’allungamento dell’aspettativa di vita, un fattore che determina inevitabilmente un invecchiamento renale con perdita almeno parziale di funzionalità.

La MRC costituisce un disturbo estremamente pericoloso poiché espone il paziente al rischio di una perdita completa della funzionalità renale (alla quale si può rimediare solo con la dialisi o con il trapianto) ed inoltre perché amplifica il rischio di sviluppare importanti complicanze cardiovascolari.

Le evidenze scientifiche a tal proposito, testimoniano come anche un paziente con MRC nelle prime fasi, sia un paziente ad alto rischio cardiovascolare.

La MRC è una condizione che si può prevenire soprattutto intervenendo su tutti i fattori di rischio modificabili, come sedentarietà, sovrappeso e diabete: questo significa svolgere regolarmente attività fisica, impegnarsi per mantenere il peso corporeo nella norma, controllare regolarmente la propria glicemia, evitare di fumare, bere acqua in abbondanza.

Chi ha sperimentato problemi di calcolosi dovrebbe bere più dei due litri di acqua al giorno normalmente raccomandati.

La prevenzione della MRC passa anche dall’evitare l’abuso di farmaci, anche quelli di automedicazione acquistabili senza ricetta medica: tali sostanze, così comunemente impiegate soprattutto ad una certa età per rimediare ai dolori osteoarticolari, possono infatti danneggiare il rene.

Allo stesso modo, il fumo di sigaretta non solo contribuisce all’instaurarsi di ipertensione, ma accelera anche il processo di invecchiamento dei vasi sanguigni ostacolando la normale circolazione ematica.

È bene sottolineare infine, come il trapianto da donatore vivente costituisca in assoluto la terapia più efficace nell’insufficienza renale cronica in fase terminale, poiché garantisce un miglioramento netto in termini di morbilità e qualità della vita del paziente trapiantato.

Ad oggi, purtroppo, il trapianto di rene da donatore vivente rappresenta meno del 10% dei trapianti eseguiti in Italia ogni anno: questo significa che c’è ancora molto da fare in termini di cultura del trapianti.

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